domenica 11 febbraio 2018

La bellezza del cibo

A tutti credo sia capitato di entrare a mangiare in un dichiarato ristorante di fama e restare delusi dalla qualità dei piatti, come al contrario è sicuramente capitato di entrare in una bettola e rimanere estasiati. Ma ci sono anche altre situazioni dove il cibo è protagonista. Ecco perché oggi parlo de' la bellezza del cibo

Magari, quando sarò vecchio, scriverò una guida, raccontando un po' tutti i ristoranti che in vita mia mi hanno colpito, oltre naturalmente a presentare quelle situazioni legate al cibo che mi hanno scioccato e reso felice. Perché attorno al cibo c'è molta bellezza. 

In realtà, non dovrei neppure aspettare di diventare vecchio. Sono convinto di aver raccontato molte volte, sul mio blog, aspetti legati alla bellezza del cibo (vi basta usare l'etichetta cucina). 

Forse dovrei soltanto avere il tempo e la voglia di ripercorrere a ritroso tutti i post dedicati alla cucina e al cibo per poter realizzare un lavoro concreto. 

Ma da qualche giorno il termine bellezza, mi ronza in testa e volevo così chiedere a voi, se avete degli aneddoti che possono essere ricondotti a una esperienza che ha protagonista il cibo, o meglio: la bellezza del cibo. 


Magari qualcosa che vi riporta indietro nel tempo, come quando si era ragazzini e dopo aver fatto una passeggiata sul lungo mare ala mattino presto si andava al porto di Cesenatico a osservare i pescherecci che attraccavano e poi i pescatori che scaricavano il pesce che da lì a qualche ora sarebbe finito sulla tavola della pensione dove si trascorrevano le vacanze. 

Oppure, sempre in una viaggio verso Viserba, si potrebbe ricordare quella volta sul treno con il tipo che si mise a mangiare una pagnotta di pane bianco con della mordadella di bologna. Lui mangiava e io inghiottivo (non potevo mangiare, pena il rischio di vomitare). Ma quel pane e bologna è indimenticabile. 

Sono indimenticabili e non posso dimenticare, neppure le prime focacce che ho avuto occasione di gustare. In collegio, a Milano, prima di allora neppure sapevo esistessero. E ricordo come mi sorbivo la coda per poterle acquistar e mangiare.

Mi accorgo però che posso andare avanti a lungo, raccontando questi momenti dedicati alla bellezza del cibo. Bellezza perché suscitano emozioni che pensavo dimenticate. 

Bellezza perché mi riportano alla mente sapori che pensavo persi, un po' come Marcel Proust. Ecco provate pure voi a raccontare un momento di bellezza con il cibo. 

Dubito che non ne abbiate. 

Vi voglio bene. 

Grazie.

4 commenti:

  1. Un momento di "bellezza" con il cibo?

    Tantissimi,dal ricordo di mia madre che impastava pane e focacce in casa e li portava a cuocere nel forno a legna di paese, preparati di buon ora e che purtroppo venivano sfornati all'orario che uscivo di casa per andare a scuola...giusto il momento di trattenere l'odore e il fumo che emanavano e che
    mi inebriava per tutto il giorno .....pensando al momento di gustare quel ben di dio!

    Un altro momento tra i tanti è stato quello di scoprire questo suo blog e trovare il suo tipo di bellezza legato ad altre bellezze!

    Non è molto facile ricordare così tanti noti personaggi della letteratura o scrittori(almeno per me)...ma legarli al cibo che amavano è un idea geniale per rafforzare la memoria nella conoscenza!

    "Bellezza".... è ovunque bisogna solo valorizzarla in tutti i modi e forme possibili...dovremmo distrarci da tutto ciò che non ce la fa apprezzare..

    Grazie ,buona giornata e un abbraccio di cuore....

    L.

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  2. Io ho momenti di bellezza anche con il cibo spazzatura.
    Ricordi, profumi, tutto concorre a farti apprezzare il cibo.
    Peperoncini fritti con luce autunnale che filtra via.
    Un corteo e un Big Mac.
    Quante altre...!

    Moz-

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