venerdì 2 febbraio 2018

C'era una volta l'enciclopedia

In casa ho un enciclopedia che perde i pezzi. Le copertine sono tenute insieme grazie a pezzettini di nastro adesivo trasparente e anche qualche pagina fa fatica a restare attaccata. L'enciclopedia è molto vecchia e forse ha fatto il suo tempo, ma a volte, a dispetto di internet e dei motori di ricerca, vado ancora a ricercare voci e le risposte non le confronto neppure con quello che mi dice la rete. 

C'era una volta l'enciclopedia. Di quelle belle. Dodici volumi di pagina fitte scritte in piccolo. Un'enciclopedia di quelle non banali. Di quelle che ci volevano anni a pagarle. Di quelle che ti facevano venire voglia di sapere e di studiare. 

Di quelle che quando sono entrate in casa hanno rivoluzionato il modo di studiare e ti hanno dato il vero sapere: quello oggettivo. Du quelle dove sapevi di poter trovare tutto. 

La usavo per fare i compiti scolastici, quando il pomeriggio era ancora a nostra disposizione, e come fonte di informazione primaria. Su quella enciclopedia è nato il mio amore per i libri. È nato il mio amore per la geografia. 

Su quella enciclopedia sono nate le mie passioni per la è nato il mio amore per per la storia e per la scienza, per la musica e per l'arte in generale. Quella enciclopedia è stata il supporto per molte mie ricerche svolte da ragazzino. 

Quella enciclopedia era la risposta a molte mie domande quando non c'era internet. Potevo trovarci tutto quello di cui avevo bisogno e non mi ha mai fatto fare figure. Non mi ha mai lasciato a piedi. 

Ora è lì, confinata in una stanza, fuori dalla vista di chi entra in casa come se desse fastidio. Lì, sistemata in una mensola, a rischio polvere, chiusa nel suo sapere e all'oscuro, credo, di quello che mi ha insegnato. 

Ora è lì, in un mensola, con tutto il suo sapere eterno. Senza cash da cancellare, senza cestini in cui buttare la pagine inutili, senza bisogno di fare copie. Senza link e senza connessioni che si perdono. Senza suoni che partono in automatico. 

Ora è lì, magari con qualche pagina ingiallita, e ogni tanto fa ancora il suo servizio. Anche se lo fa con disperazione, come sta facendo oggi. Fa ancora il suo servizio benché si senta messa da parte. 

Malgrado si senta inferiore ogni tanto mostra le sue unghie e non arretra anche se è cosciente che la polvere finirà per mangiarla. Povera enciclopedia. 

Vi voglio bene. 

Grazie.

16 commenti:

  1. Anch'io avevo sempre l'enciclopedia in mano, ho imparato tante cose consultando i suoi articoli. Ormai però - lo ammetto - consulto assai di più il web...

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  2. Anch'io ho passato tanti anni a sfogliare enciclopedie ma oggi come oggi per molti argomenti quando un'enciclopedia cartacea viene stampata è già non dico obsoleta ma comunque non riporta lo stato dell'arte delle conoscenze in quei campi.

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  3. Alla fine l'enciclopedia esiste ancora, ha solo cambiato forma: Google, Wikipedia, Quora - la sostanza non è così diversa :)

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  4. Lo sapevi che mio padre è un bravissimo rilegatore? Se stavate vicini, avrebbe rimesso a nuovo la tua enciclopedia.

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  5. Io ho sempre le mie enciclopedie cartacee, sono bellissime e mai vi rinuncerei!
    Un abbraccio.

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  6. Anche io ho la mia enciclopedia del cuore, con un post già in canna pronto per la pubblicazione.
    Beh, era tutta un'altra cosa :)

    Moz-

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  7. ERo piccola quando mio papà diede indietro Conoscere per prendere una enciclopedia nuova e più completa: UTET. E' lì in libreria con vari aggiornamenti.
    Quanto l'ho usata!

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  8. Io dentro dei vecchi cassetti di un comò ne avrò almeno tre diverse.

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