domenica 28 gennaio 2018

Menù con Hemingway

«Prima che mia moglie si preparasse per andare a teatro, ho trascorso con lei lunghe ore in Città Alta [a Bergamo]. Ci siamo fermati lassù anche per il pranzo, a me piace molto, in particolare, la polenta e uccelli...» - Ernest Hemingway 

Neanche a farlo apposta. Nei giorni scorsi, quando ho letto le frasi di Hemingway che avete appena letto sopra all'inizio di questo post, ero a Bergamo. Non in Città Alta in quel preciso momento, ma ci sono salito lo stesso pomeriggio a piedi dopo aver mangiato un piatto di casoncelli e dopo essermi chiesto se Papa, avesse avuto modo di provarli. 

Non so, è assai probabile che oltre alla polenta e uccelli l'autore de' Il vecchio e il mare e di Fiesta, non avesse lesinato sulle specialità della cucina bergamasca. 

Ma non è questo il punto e il tema che voglio portare avanti in questo articolo di cucina domenicale. 

Non so perché ma questo aneddoto mi ha spinto a immaginare invece un Hemingway che veniva in visita a casa mia. Si fermava a pranzo a casa mia  e ho provato a pensare e mi sono chiesto che menù avrei proposto e cosa gli avrei preparato per pranzo... 

Avrei cominciato con del salame nostrano tagliato a fette grosse, con dei funghi della mia zona sott'olio, un po' di verdure in pinzimonio e della bresaola. Tra un boccone di pane casereccio e una michetta gli avrei chiesto qualcosa su Nick Adams... 

Poi sarei passato a un piatto di pizzoccheri con le verze, conditi con il burro fuso, formaggio semigrasso a pezzettini, un po' di pepe, tutto ben mantecato. Magari avremmo riletto qualche spezzone di Addio alle armi... 

Per secondo gli avrei offerto della polenta e mortadella (anche se solitamente per me è un altro primo). Mortadelle saporite di quelle che rendono necessario un buon bicchiere di vino rosso corposo, tipiche della cucina povera del mio ambiente, magari gli avrebbe riportato alla mente i tempi in cui ha scritto Per chi suona la campana

Come fine pasto un piatto di bitto di quelli prodotti nell'alpe vicina E per dessert una fetta di torta di mele. 

Che dite, pensate che in questo modo possa riuscire ad accontentare l'appetito di Don Ernesto? Pensate che apprezzerebbe un simile invito? 

Ovviamente, a casa mia sarebbe quello che offro anche a voi! Non ho nessuna intenzione di farvi morire di fame. 

Vi voglio bene. 

Grazie. 

Nell'immagine è ritratta una delle strade che portano da Bergamo Bassa alla Città Alta, mi sembrava carina e in tema.

8 commenti:

  1. Avrebbe gradito sicuramente 😉buona domenica Ferruccio!

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  2. Con tante varianti credo che nessuno sarebbe rimasto a digiuno nel suo invito a pranzo!Buoni i pizzoccheri soprattutto se dopo la preparazione vanno fatti gratinare in forno...

    E comunque credo che Hemingway stesso sia uno dei suoi pasti culturali migliori...

    Immaginare di pranzare insieme a lui... beh credo che con questo post lei lo abbia in parte reso possibile!

    Serenissima domenica!

    L.

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  3. Beh, presto ti saprò dire, perché pure io conto di andare presto in quella città (alta o bassa, ancora non so con precisione^^)

    Moz-

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  4. Be', credo che apprezzerebbe ... se lo fate dimmelo, io porto del buon Valpolicella che apprezzava, e gli chiederò qualcosa di Addio alle armi, che adoro.

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    1. porta, porta... apprezzerebbe eccome, grazie Alligatore

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