lunedì 15 gennaio 2018

Lo scrittore western più venduto al mondo

Nino di Mei
Basta un quadro che ritrae una carrareccia, un carro Conestoga, una tenda di tipo militare e dei picchi rocciosi e impervi sullo sfondo per invitarmi a elaborare uno spunto western per il mio blog. Così oggi, per i miei record culturali del lunedì, sono andato a prendere Lo scrittore western più venduto al mondo. Un post un po' telefonato, ma abbiate pazienza se ogni tanto accade... 

L'immagine che ho usato per questo post è un quadro a tela di mio padre Nino di Mei. Probabilmente lo aveva realizzato prendendo spunto da qualche albo di Tex Willer

Magari durante un soggiorno estivo su alla baita. Lo faceva mio padre, ogni tanto. 

Oggi sono io che mi ispiro a lui e grazie alla tela realizzata con i colori a olio che ho usato in questo post sono andato a cercare un Record Culturale che più western non si può. Forse uno di quei record che desideravo fare da tempo: Lo scrittore western più venduto al mondo. 

Louis L'Amour, pseudonimo di Louis Dearborn LaMoore, è senza dubbio lo scrittore western più venduto al mondo. Ha scritto più di 100 romanzi e ha venduto passa di 220 milioni di libri. 

Non è particolarmente conosciuto se non agli amanti del genere, ma ci sono molti film di successo, appartenenti al periodo d'oro del western, sceneggiati sulle sue storie. Hondo, Conagher, Fuoco incrociato, Catlow, I desperados della frontiera... 

Si potrebbe andare avanti a lungo nel menzionare titoli. A volte sono commedie western, a volte sono delle vere storie di avventura ambientate nel favoloso mondo della frontiera. Insomma una narrativa western a trecentosessanta gradi. Un autore da riscoprire. 

Avevano percorso venti miglia a cavallo dalle prime luci dell'alba, e alla fine della giornata si presentò improvvisamente ai loro occhi uno spettacolo orrendo. 
Una sessantina di metri più a valle, a mezzo miglio di distanza, i carri della carovana di pionieri erano sparsi in mezzo al delicato verde dell'erba di aprile. La morte era giunta rapida e aveva colpito con violenza, lasciandosi alle spalle i carri bruciati e i corpi nudi e depredati, innaturalmente bianchi sotto il sole. 
L'uomo che indossava un maleodorante giaccone di camoscio si portò all'altezza del maggiore Devereaux. «C'erano cinquanta carri. Si possono contare anche da qui. Da come sono disposti così in fila, devono essere stati colti alla sprovvista. Si direbbe che alcuni abbiano cercato di rompere l'allineamento in modo da formare un cerchio, ma che non ne abbiano avuto il tempo». 
Louis L'Amour - Verso la pista dell'Oregon 

Vi voglio bene. 

Grazie. 

Fonti: Il giornale 

9 commenti:

  1. Il pennello del tuo papà, il maestro Nino Di Mei, è come la macchina del tempo, che ci riporta nel selvaggio vecchio West ...

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  2. Non amo la narrativa western, però grazie lo stesso per il post perché almeno ho appreso qualcosa sull'argomento.
    Buon lunedì.

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  3. Non conosco lo scrittore.
    Ma rimango ancora affascinato dal quel quadro, per tanti motivi anche personali :)

    Moz-

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    Risposte
    1. Sono contento che ti piaccia, magari un giorno mi dirai uno di qui motivi :-D

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    2. Sono contento che ti piaccia, magari un giorno mi dirai uno di qui motivi :-D

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  4. Ho letto qualcosa di suo, scrittore notevole, forse poco conosciuto in generale, ma un gigante della frontiera

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