venerdì 29 dicembre 2017

I problemi sono solo nella mente

Sono dell'opinione che un essere umano può fare e realizzare, se lo desidera veramente, ciò che riesce a pensare e di conseguenza, a fronte di questo "assioma", ritengo che la maggior parte dei nostri problemi esistono solo nella mente. E non sto facendo la recensione a un romanzo di Stephen King

«Ma non potevo dormire. Non ha senso che solo per il fatto che faccia buio si debbano vedere le cose in maniera diversa di quando c'è luce...» 

Questo che avete appena letto tra virgolette e in corsivo è un passo preso dal romanzo Fiesta (Il sole sorge ancora) di Ernest Hemingway

Siamo a Pamplona, all'Hotel Montoya ed è Jack Barnes, il protagonista, a narrare che di notte i problemi hanno tutto un altro peso, e non soltanto perché è andato a dormire troppo ubriaco. Assumono un'altra valenza e spesso sono condizionati dalla solitudine della notte, visto che di giorno magari non si prendono neppure in considerazione. 

Sono d'accordo con lui, di notte le cose appaiono in modo diverso, ma vi confesso che sto imparando a trattare i problemi con la giusta consapevolezza

Pochi notti fa comunque ne ho sperimentata una in bianco e come potete immaginare sapete che non è piacevole. Ho trascorso la notte a rigirarmi nel letto e a passare in rassegna problemi che nascevano come una fenice senza soluzione di continuità. Alcuni di questi avevano un certo legame con la realtà, ma molti erano distanti anni luce.

Solo che se ci penso a freddo posso anche dire che nessuno dei problemi che per qualche motivo mi hanno tolto il sonno si sono realizzati. Ciò sta a significare che molte volte ci creiamo problemi che non hanno spazio neppure sulla carta. E questo da sempre. Se faccio un salto indietro nel tempo mi rendo conto di quante volte mi sono creato dei problemi per niente. A volte per paura. A volte perché semplicemente subiamo il mondo e le sue brutture... 

Fatto sta che con un po' di consapevolezza si può imparare a dare ai problemi il giusto peso. Si può imparare a tenerli lì nella mente, dove nascono. Si può imparare a dominarli e a incanalarli nelle giuste direzioni e indirizzarli verso obiettivi ben focalizzati e in questo caso non sotto forma di problemi. 

Perché i problemi esistono solo nella mente. Una volta usciti da lì e presi con le giuste pinze possono trasformare il nostro mondo in un circo di creatività inarrestabile

Vi voglio bene. 

Grazie.

11 commenti:

  1. Si, concordo in pieno, ma serve proprio consapevolezza per non cadere in una illusione di onnipotenza! Ciao, buona settimana

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  2. Secondo me il modo di affrontare i problemi, a cominciare dall'atteggiamento mentale, andrebbe insegnato in qualsiasi scuola degna del terzo millennio. Ciò però significherebbe insegnare agli scolari a pensare...

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  3. Il discorso è sicuramente valido per un certo tipo di problemi, altri si impongono nella realtà senza via di scampo. Solitamente sono preceduti da un imprevisto.
    Tanti auguri di un buon inizio anno 😊
    Marina

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    1. Ti capisco, ma credo che anche tu sia abituata a prendere i problemi come il sottoscritto. Con maggior consapevolezza ci si rende conto che non esistono

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  4. I pensieri generano problemi inesistenti o preferiamo annullarli per la risposta alla paura che nascerebbe nel non comprendere il grande mistero che verrebbe svelato nel loro reale esistere?

    Che non sia qualcosa che ci accomuna rendendoci non unici ma collegati a qualcosa di Unico per imparare a convivere con la certezza che nessuno è mai solo in nulla ?

    Cosa ci spaventa davvero i pensieri immotivati o il senso di solitudine immotivato?

    "Pensavo" che chi si occupa del modo di usare le energie avesse risposto al suo post:Nick Murdaca!
    Ho pensato male?
    Ha senso questo collegamento di pensieri che generano riflessioni,aprono uno spiraglio alla consapevolezza che cerca condivisioni?

    Buona giornata a lei ed a tutti i suoi lettori.

    L.

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  5. A volte ci sono problemi realissimi e passato il primo momento di smarrimento non resta altro da fare che tirarsi su le maniche e agire. Inqualche maniera ma agire.
    Per altri invece credo si tratti di nostre "paranoie". Di paure inconsce che non vedono l'ora di venire a galla e lo fanno quando siamo più vulnerabili.
    Sono quelli più difficili da tenere a bada anhe se ci si può riuscire. Incominciando a non farsi maneggi mentali (io ne sono la regina però). Cercando di pensare positivo (non ci riesco quais mai)
    D'altronde, non siamo esseri umani, Ferruccio? Deboli e fragili nonostante la nostra forza?

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    1. "non resta altro da fare che tirarsi su le maniche e agire" e il problema scompare!

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  6. Forse perché, anche noi e tutto attorno esiste soltanto nella nostra mente che è l'unica che crea.

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