sabato 25 novembre 2017

Ti porterò sul lago

Nino di Mei
In questo Sabato torniamo sul Lario con il racconto artistico dal titolo Ti porterò sul lago. Lo spazio in vetrina "a usual" come sempre. 

Nel pomeriggio si recò ad acquistare una bottiglia di vino rosso presso l’enoteca più rinomata della città. Parcheggiò l’utilitaria nei garage sotterranei del centro commerciale e percorse a piedi la distanza che lo separava dal negozio. 

Faceva caldo nonostante l’estate non fosse ancora iniziata e camminò sempre sui lati del marciapiede all’ombra. 

Prima di varcare la soglia dell’enoteca osservò e studiò il filare di bottiglie esposte in vetrina, come se si trattasse di un ripasso prima di una prova di esame. Passò in rassegna tutti i nomi delle etichette per verificare sino a che punto le conoscesse. Poi entrò. 

Discusse a lungo con il proprietario di annate e di uve e di vitigni e di barrique e dei vari abbinamenti con il cibo, finché si decise per un rosso prodotto da una casa toscana. 

Pagò con la carta di credito. 

Attese che la ricevuta uscisse dal dispositivo con un fruscio, firmò la copia per il negoziante, poi infilò la bottiglia in un sacchetto e se lo mise sottobraccio. Tornò all’aperto  e si diresse verso il centro commerciale. 

La strada cominciava a riempirsi del traffico delle cinque. 

Ora c’era anche il vino: i bicchieri, il cibo e tutto il resto erano già sulla barca. L’appuntamento era alle otto. Aveva ancora tre ore di tempo. 

Aveva studiato la serata e la cena nel minimo dettaglio sino alla perfezione arricchendola ogni volta che c'aveva pensato. 

Adesso avrebbe voluto che fossero già le otto. 

Alle otto l’avrebbe portata al porticciolo e poi sarebbero scesi lungo la scalinata sino agli ormeggi delle barche. Lei lo avrebbe guardato stupida e incredula e gli avrebbe detto che era matto e che lei era fuori luogo per un giro in barca con i tacchi ai piedi e con il tailleur porpora indosso. Lui avrebbe alzato le spalle e lei avrebbe scosso il capo, ma avrebbe sorriso. 

Allora l’avrebbe sollevata e presa in braccio e lei avrebbe urlato ma non per effettiva paura o timore ma solo per civetteria e lui sarebbe salito sulla barca con lei tra le braccia e avrebbe fatto finta di essere un personaggio da romanzo. 

Poi avrebbe fatto sedere la ragazza sul lato più sicuro della barca e si sarebbe tolto la giacca e avrebbe detto alla ragazza di tenerla e la ragazza avrebbe sorriso e avrebbe scosse il capo, ma avrebbe preso la sua giacca e l’avrebbe messa sulle spalle per un fatuo vezzo. 

Allora lui si sarebbe messo ai remi e senza impaccio avrebbe affondato i remi nell’acqua e poco alla volta, remando, avrebbe sospinto la barca al largo, verso il centro del lago e verso il rosso del tramonto sulla linea dell'orizzonte. 

Avrebbe prestato attenzione al modo di remare affinché gli spruzzi delle pale dei remi sulle onde non avessero bagnato la ragazza. E lei lo avrebbe osservato remare e lui l’avrebbe spiata mentre lo guardava ostentando calma e sicumera. 

Poi una volta in mezzo al lago, sì. 

Una volta in mezzo al lago avrebbe smesso di remare. Avrebbe atteso che la barca acquisisse il giusto equilibrio rimanendo immobile e ferma e stabile e senza sussulti e spruzzi. 

E allora, sì. 

Avrebbe tirato i remi in barca e  solo allora si sarebbe inginocchiato e quando lei sarebbe arrossita in volto lui non avrebbe più aspettato, l'avrebbe guardata negli occhi, le avrebbe preso una mano e poi le avrebbe chiesto di sposarlo. 


Vi voglio bene. 

Grazie.

4 commenti:

  1. Bellissima descrizione di un momento importante della vita preparato con cura e in modo impeccabile. Come rifiutare una proposta fatta in quel modo? Grazie Ferruccio.

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    1. Grazie a te Stefano, questo quadri mi permettono di sbizzarrirmi

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  2. "....e avrebbe fatto finta di essere un personaggio da romanzo."


    Mi sono soffermata su questa frase.... Quanti momenti,quanti romanzi,quante volte siamo protagonisti di quei momenti nei romanzi realmente e non ce ne accorgiamo!

    Ho percepito nel racconto quasi un "esortazione" ,magari verso un amico, un lettore, o una persona chiunque ad impersonare il "personaggio del romanzo"... Fingendo di esserlo o sapendo di esserlo?

    L.

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    1. A dire il vero avevo inserito il nome di un personaggio di un romanzo poi l'ho tolto, ma credo che il lago, il tipo di barca del quadro, la proposta di matrimonio lo susciti lo stesso

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