martedì 7 novembre 2017

Screenshot d'immagini

L'uso delle immagini in un blog è sempre molto delicato. Da anni, per evitare problemi, uso sempre immagini di Pubblico Dominio o foto e lavori di mia proprietà. Molte volte mi servo di Screenshot realizzati proprio dal sottoscritto con programmi di videoscrittura. Non immaginavo avessero così successo. 

Sto molto attento nella scelta delle immagini da inserire nel mio blog. Molte volte ricorro a foto di dominio pubblico prese da wikipedia, ma è chiaro che prediligo foto personali e di mia proprietà. 

Fortunatamente, non incontro più le problematiche degli inizi, quando con la scelta delle immagini non sapevo proprio come muovermi e che pesci pigliare

In linea di massima punto quasi sempre su foto e lavori miei. Foto belle o brutte che siano. Se mi accorgo per qualche motivo che sono contestualizzabili e inerenti con i contenuti di un determinato articolo, le inserisco nel post e il gioco è fatto. 

Ma non ci faccio malattie anche se mi rendo conto della loro importanza.

Non sono geloso delle immagini personali che pubblico sul mio blog. Sono personali e penso che non debbano interessare a nessuno se non a riempire un vuoto di carattere estetico nella mie pagine web. 

Le foto dei quadri di mio papà hanno la sua firma e quindi sono a cavallo e poi se dovessero usarle o copiarle farebbero il mio gioco. Quando intervisto qualcuno o parlo di qualcuno chiedo sempre delle immagini a corredo da usare senza problemi. 

E se proprio sono in braghe di tela me le faccio da solo. All'inizio disegnavo quello che pensavo fosse in linea con il post su un foglio di carta. Passavo il foglio allo scanner e l'immagine che ottenevo la inserivo nel post. 

Poi mi sono accorto che è molto più facile usare un programma di videoscrittura. Scrivo quelle due o tre cose che mi interessano. Scelgo un font e un colore adatto, me lo guardo in anteprima. Faccio uno screenshot di quello che mi interessa. La trasformo in jpg. La inserisco nell'articolo e il gioco e fatto. 

Come ho fatto oggi. 

Certo non avrei mai pensato che simili sciocchezze potessero avere una vita propria ed essere presi da altri blogger per i loro contenuti

Un po' come mi è successo di trovare nei giorni scorsi sul web quando mi è stata segnalata la presenza dell'immagine relativa al post Oggi, ministra riscaldata in diversi siti. 

Vi confesso che sono quasi rimasto male

Vi voglio bene. 

Grazie.

22 commenti:

  1. Anche io utilizzo perlopiù immagini e foto mie, tranne quando si tratta di recensioni: ho provato a fotografare libri o dvd in qualche contesto, ma non rende allo stesso modo e mi sembrava sempre una cosa poco professionale...

    Moz-

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  2. Oggi hai toccato un tasto davvero molto sensibile. Devo dire (o almeno, provo a farmi capire) che per me, a differenza dei post scritti, per cui, spesso, occorrono ore ed ore e qualche volta più giorni di ricerche e di lavoro per mettere insieme le parole giuste, trovo che le immagini (in genere foto), non possano e non debbano essere sottoposte a copyright, poiché esse sono già il frutto di una "copia rubata all'ambiente" circostante - ambiente che è anche mio. Oltretutto, per ottenere le quali basta un clic che dura un solo istante. Ovviamente, a parte alcuni casi, dove le immagini arrivano dal frutto di un duro lavoro, come i quadri di un artista come il tuo papà, a meno che non si citi la fonte, che, come giustamente hai detto, farebbe piacere anche all'autore.

    Riguardo al tuo screenshot "rubato", beh, voglio dire ... ma questi sono proprio degli sfaticati! :-)

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  3. Per le recensioni faccio io le foto ai libri/DVD e pazienza se non sono sempre bellissime, per gli articoli tecnico-scientifici di solito prendo immagini dalle fonti facendo sempre attenzione ad accreditarle. In certi casi Wikipedia aiuta davvero, tipo quando pubblico articoli riguardanti scrittori o scienziati e posso trovare qualche fotografia.

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  4. Metti la firma in filigrana sulle tue immagini, così chi le prende non può toglierla e viene subito sgamato.
    Un abbraccio.

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    1. No, non è quello il punto. Non sono particolarmente geloso della mie foto. Ho solo mostrato un aspetto di quello che succede.

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  5. Se ho foto mie le uso, altrimenti vado su pixabay dove ci sono foto free, quasi tutte senza nemmeno l'obbligo della itazione.
    Solo per le copertine dei libri uso le immagini di ibs (in genere).
    Tu parli di screenshot eccetera.... sapessi cosa sono! ahhahahahahah ignoranza massima al proposito

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    1. Ah... io uso drive, con le foto ci metto sopra il nome; per le scritte uso lo stile di scrittura di drive.
      E' quello? Guarda... io potrei vincere l'Ignorante d'oro di informatica ahahahahha

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    2. No, altra cosa. Una copia di una porzione del video

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  6. Non pubblico di frequente, e quando lo faccio passo davvero molto tempo a cercare immagini che, credo, possano essere le più adatte a rappresentare visivamente ciò che scrivo.
    È pur vero che una bella parola può bastare a se stessa...
    I consigli che hai condiviso mi faranno da guida. Grazie.

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    1. Mi fa piacere Nick, sei sempre molto gentile

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  7. Questo post mi suona anacronistico ma ripensandoci forse dipende dal fatto che Internet non è mai stata correttamente spiegata, provo quindi a riassumere.

    1. Internet consiste un una serie di "regole" e "protocolli" che servono a collegare tra di loro dispositivi eterogenei.

    2. i dispositivi cosi collegati si scambiano delle informazioni che vengono "memorizzate" sotto forma di "file".

    3. per quanto sopra, quando pubblichiamo un qualsiasi contenuto su un blog in realtà lo stiamo distribuendo dal nostro dispositivo a un numero virtualmente illimitato di altri dispositivi che alla fine ne possiedono una copia identica.

    4. "visualizzare" una immagine significa in realtà scaricarne una copia.

    5. aggiungiamo che la "persistenza" dei contenuti di solito si realizza tramite l'intermediazione di un "servizio" collocato sopra un server, ovvero un dispositivo che sta in mezzo tra il mio e il tuo dispositivo e che a sua volta conserva una copia del contenuto che io ho pubblicato.

    Per le cose che ho scritto il concetto del "copyright" applicato a informazioni sotto forma di file distribuiti su Internet non ha alcun senso. Appena pubblichi un file questo è FISICAMENTE di tutti, dove per "tutti" si intende l'universo mondo. Il fatto che sia un file significa implicitamente che se ne possono creare infinite copie e che se ne possono creare infinite variazioni applicando una combinazione qualsiasi di algoritmi.

    I "legalismi" sono indietro rispetto alla natura delle cose perché risalgono al tempo in cui le informazioni erano o concetti astratti, idee come "triangolo" oppure erano oggetti fisici, come un dipinto o uno spartito. Copiare le idee non è mai stato soggetto a copyright, copiare oggetti fisici si, perché si poteva mettere una restrizione o alla fase di produzione della copia o alla sua diffusione. Tutto questo non ha più senso quando si associa la informazione "incorporea" in forma di bit alla sua disseminazione su infiniti dispositivi collegati tramite una rete aperta.

    Al massimo, ci si può cautelare rispetto all'uso "professionale" della copia, per esempio disseminando una fotografia ad una risoluzione molto più bassa dell'originale. Significa che la copia diffusa contiene molte meno informazioni dell'originale e quindi non si può adoperare per ulteriori elaborazioni.

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    1. Lorenzo credo che tu stia interpretando male il significato di questo post, al di là degli aspetti tecnici che conosco, io parlo di un discorso etico e morale. Non mi interessa il fatto che qualcuno possa copiare le immagini, ho solo illustrato come faccio io e di cosa mi servo per evitare al massimo problematiche legate al copyright.

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    2. La parola "morale" ha alla radice il significato di "misura". Anticamente l'uomo "morale" era l'uomo "moderato", cioè che misurava pensieri, parole, azioni. Traslando questo concetto al post, quando tu pubblichi una informazione qualsiasi su Internet in un modo qualsiasi in realtà stai implicitamente cedendo qualsiasi diritto su quella informazione.

      Non so se è chiaro. Questo perché è nella natura delle cose che ho spiegato. Nel momento in cui io vedo la tua informazione significa che l'aggeggio che sto adoperando ne ha prodotto una copia, è connaturato nello strumento ed è inevitabile. Quindi il concetto di "copyright" che risale ai tempi di Gutenberg non ha nessun senso.

      Per evitare le "problematiche" non devi pubblicare e quindi condividere l'informazione.

      Se poi vogliamo andare sul tecnico, come saprai si sono ingegnati a produrre software che gestiscono una "autorizzazione" che accompagna un certo contenuto, per esempio un filmato. E' un pro-forma, tipicamente concepito per soddisfare le necessità di chi non ha una formazione tecnica e cerca di sovrapporre ad Internet i "modelli di business" di altri contesti. Infatti, posto che il contenuto sia "codificato" e che mi serva una chiave per accedere, appena ho la chiave torno ad essere nella posizione "normale", ovvero l'output dell'aggeggio che sto usando produce infinite copie del contenuto e le copie non sono codificate.

      Per capirci, tu hai una TV che accede ad una canale codificato tramite un decoder. Appena hai l'accesso al canale e il segnale viene decodificato, tu puoi ridirigere il segnale verso un dispositivo qualsiasi, di solito è semplicemente il display ma può essere una batteria di registratori oppure un trasmettitore che ripete il segnale in chiaro. Ma mentre nel caso della TV tutto l'ambaradan è concepito per la "chiusura", ovvero per l'imposizione di vari tipi di gabelle e tariffe collegati a limitazioni di solito topografiche, nel caso di Internet l'ambaradan è concepito per la "apertura", ovvero proprio allo scopo di azzerare le limitazioni e rimbalzare un contenuto all'infinito tra aggeggi infiniti.

      Poi fai come ti pare.

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    3. Lorenzo stiamo parlando di due cose diverse, la mia non è una lotta contro o una difesa al copyright o contro chi pubblica. Sto solo scrivendo che metto foto o create da me o di pubblico dominio, per evitare che qualcuno mi possa creare casini, poi quelle foto possono fare la fine che vogliono. Inoltre sono rimasto stupido di come una immagina banale creata da me con la videoscrittura sia stata presa e ricopiata su una mezza dozzina di blog. Tutto qui.

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    4. Vedi che non ci siamo.

      Primo, come fai a sapere se una immagine è effettivamente "di pubblico dominio?". Io prendo una tua immagine e la ripubblico scrivendo che è di pubblico dominio.

      Secondo, i "casini" non esistono, la cosa peggiore che ti può capitare è che qualcuno ti chieda di rimuovere un tale contenuto, posto che abbiano modo di risalire alla tua persona fisica.

      Terzo, anche nei casi estremi, per antica prassi in Italia si persegue solo l'illecito con il fine del lucro.

      Quarto, quando scrivi "presa e ricopiata" non solo stai descrivendo una tautologia per i motivi che ho scritto sopra, ovvero che chiunque veda l'immagine l'ha prima presa e ricopiata (e da dove viene è irrilevante) ma stai anche ignorando il fatto che per visualizzare una immagine dentro una pagina Web non serve affatto "prenderla", nel senso di avere la immagine in hosting da qualche parte, basta scrivere lo/a URL della immagine all'interno del tag, tipo [img src="http://www.iltuosito.it/pagina/immagine.jpg"], ovvero caricarla dal server dove ce l'hai tu in hosting.

      Per esempio, clicca qui, l'immagine che vedi è "presa" dal server "3.bp.blogspot.com" da cui Google mi risponde se la richiedo. Mi basta il link, non mi serve altro.

      "tutto qui" mica tanto.

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    5. Mi stupisce che non leggi quello che scrivo.
      Vai in wikipedia, scegli una foto, leggi le condizioni della foto e ti dice come la puoi usare (io le foto non mie le prendo sempre lì). Per i "casini" mi disturba il fatto che qualcuno mi possa dire che ho usato una foto senza permesso, intendo questo. Non voglio che succeda e quindi uso, "uso", roba mia e originale o di PD.
      Quella foto che linki non ho mica detto che è registrata con il copyright. Torniamo al discorso dell'etica e della morale, o chiamiamola buona educazione o rispetto. Mi hanno segnalato dei blog con quella immagine e da lì è nato il post, perché non pensavo che potesse fare gola ad altri blog. Non me ne frega niente dell'immagine in sé. Voglio solo dare dei suggerimenti a che si fa le mie stesse domande. Poi l'HTML e le finezze di linguaggio lasciale perdere che non sono uno sprovveduto che si fa incantare. Fai il bravo Lorenzo!

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    6. Io leggo ma sono un po' perplesso per la tua ingenuità.

      Wikipedia non viene presa sul serio come "fonte" da nessuno perché NON opera un controllo sui suoi contenuti, io posso andare, scrivere un articolo su qualsiasi cosa con qualsiasi immagine a corredo. Certo, tu puoi segnalare che l'articolo contiene errori, menzogne, contenuti illegali, qualsiasi cosa ma la tua segnalazione vale come il mio articolo. E' come una lavagna dove la gente passa e scrive.

      La cosa bella è che Wikipedia funziona cosi per statuto, essendo una fonte di informazioni realizzata in maniera cooperativa ma i giornali, tipo il Corriere, che per statuto dovrebbero verificare le fonti e i contenuti, in realtà non lo fanno, da cui quando viene pubblicato un falso o un contenuto illegale, qualcuno deve denunciare la pubblicazione (si comincia scrivendo alla azienda ma in teoria si dovrebbe andare dal giudice) e il risultato è UNA RETTIFICA, non la galera.

      Uno può dire che hai "usato" una foto? Cosa significa "usato"? E' come se tu ti facessi una foto sotto un cartellone pubblicitario della CocaCola. Secondo te alla CocaCola ti possono accusare di avere "usato" il cartellone per fare una foto che poi mostri agli amici? No, perché il cartellone è li apposta per essere parte del paesaggio. Altrimenti, pensa che dovresti fare firmare la liberatoria a tutti i bagnanti sullo sfondo quando fai una foto sulla spiaggia.

      Viceversa, se tu prendi il marchio "CocaCola" e lo rifai uguale con scritto "Ferruccio" e poi vendi la bibita "FeruccioCola", chiaro che ti fanno il culo perché in quel caso "lucri" sull'opera (e proprietà) di altri.

      Sono due cose completamente differenti.

      Cosa significa "registrata con il copyright"? Non esiste nessun ufficio presso il quale si registrano le "immagini" (siano disegni o fotografie, oggi la distinzione è labile). La immagine ti appartiene se/quando tu possiedi l'originale. Cosa che era ovvia quando esistevano i NEGATIVI (o le matrici per la stampa o il dipinto ad olio) ed è meno ovvia quando hai un chip di memoria con sopra dei bit codificati con un algoritmo X. Vale anche per i testi per inciso, avere in mano dei fogli manoscritti prova che l'opera ti appartiene, fine, non esiste nessuna "registrazione" da nessuna parte.

      Vuoi dare suggerimenti?
      Non capisco su che basi. Abbiamo detto che nel momento in cui metti su Internet un contenuto qualsiasi in pratica questo contenuto diventa DI TUTTI, nel senso che tutti ne hanno una copia e possono elaborarla creandone infinite variazioni.

      Ovvero non hai nessun modo per aspettarti e ottenere l'esclusiva, che una immagine o un testo o un video o un suono siano solo nella tua disponibilità.

      L'unica alternativa è NON PUBBLICARE il contenuto su Internet. In subordine, pubblicarlo con una riduzione sostanziale delle informazioni contenute, per esempio come ho detto abbassando la risoluzione o scrivendoci sopra "scemo chi legge" (che è una sostituzione delle informazioni, come il "blur" o qualsiasi altra manipolazione che scarta e aggiunge).

      Sul concetto di "non sono uno sprovveduto che si fa incantare" boh, ti sto vendendo qualcosa? Ti sto truffando? Ma cosa scrivi.

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    7. Sezione OLAF Siae e poi hai mai scritto un testo per wikipedia?
      Tu continui a non leggere e ad interpretare le cose per conto tuo, sinceramente mi fa "tenerezza" il tuo modo di fare.
      Riguardo alla frase finale "Sul concetto di "non sono uno sprovveduto che si fa incantare" boh, ti sto vendendo qualcosa? Ti sto truffando? Ma cosa scrivi." voglio dire che conosco i professorini del tuo stampo da molto più tempo di quello che tu pensi,

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