sabato 18 novembre 2017

Ipnotizzati dalla luna

Nino di Mei
Il racconto artistico di questa settimana è intitolato Ipnotizzati dalla luna, come al solito è legato a una tela a olio di Nino di Mei, come al solito fa parte della Vetrina settimanale. Buona lettura. 

A mezzanotte era ubriaco. Aveva bevuto vino rosso da una caraffa in terracotta bianca con dei disegni blu. Forse aveva esagerato. Però la cena era stata discreta con il piatto di affettati, la polenta, la selvaggina e il  formaggio stagionato dal sapore forte e dall’odore impregnante. 

Capì che era giunto il momento di tornare a casa quando lo spiazzo davanti all'agriturismo si svuotò e la cantina di servizio chiuse. 

Sfilò  un fazzoletto di carta da un pacchetto di kleneex che teneva nelle tasche e si pulì le labbra passandolo prima in un senso e poi nell’altro. Si annusò le dita inalando aria. Doveva lavarsi le mani. Sapeva che c’era una fonte dietro le baite dell'agriturismo ma non aveva voglia di andarci adesso nella notte e si sfregò prima i dorsi e poi i palmi sui calzoni. 

Ripiegò il kleneex in quattro parti e lo rimise  nelle tasche e si annusò un’altra volta. Probabilmente l’odore non se ne sarebbe andato per un paio di giorni. 

Se ne andava la gente e restavano gli odori. 

Si chiese dove potevano essere finiti tutti. Durante la serata c’era stato un momento dove non ci si muoveva per la folla presente. Poi di colpo era finita la musica e la gente era scomparsa. 

Le coppiette erano state le prime a sparire. 

Succedeva sempre così. 

Adesso erano rimasti gli ubriachi e le persone sole e qualcuno che puliva all’interno del salone da pranzo e in cucina facendo rumore con le scope che battevano contro il pentolame e le sedie. 

Aguzzò la vista e cercò suo cugino. Doveva essere da qualche parte lì nello spiazzo. Lo aveva visto parlare dapprima con una ragazza e poi cercare qualcosa in terra. Lo notò sdraiato sul prato a sinistra delle baite. Sembrava stesse dormendo o forse era soltanto più ubriaco di lui. 

Guardò la luna, alta nel cielo, tonda e chiara e luminosa come si poteva vedere solo in certe notti serene tra le montagne e lontano dalla città. Poi attraversò lo spiazzo e cercò di svegliare suo cugino. Un po’ di luce riflessa gli illuminò il volto in quell’istante: era bianco come un cadavere. Lo scosse per svegliarlo. Non si mosse. 

Per tornare a casa c’erano un paio di ore di cammino sulle carrarecce militari. Magari potevano dormire sul prato e aspettare il mattino. Non sarebbe stata la prima volta quell’estate. A parte l’umidità non faceva freddo la notte. Lo chiamò un paio di volte. Non rispose. 

Sedette vicino. In fondo alla valle c’erano le luci delle case del paese. Brillavano come lucciole e portavano malinconia. 

Soltanto due anni prima seduta al posto di suo cugino c’era una ragazza. La passione era durata un paio di mesi. Per quel periodo tutto era stato una cosa sola. Poi la storia era finita in niente e senza motivo. Poco alla volta erano ritornati a essere due estranei. 

Ci pensava ancora. Magari voleva che lei ci fosse adesso. Forse desiderava le stesse cose belle e preziose di due anni prima. Magari voleva che ci fosse il suo odore e non quello delle sue mani. Avrebbe voluto che ci fosse il suo viso illuminato dalla luna. Avrebbe desiderato tante cose con lei adesso e ora e adesso e ora e per sempre... 

Intanto suo cugino si svegliò. Non disse una parola. Si sollevò sulle braccia. Lo guardò fisso e freddo per un istante. Poi vomitò sull’erba, vicino. 


Vi voglio bene. 

Grazie.

6 commenti:

  1. molto bello anche questo racconto; momenti di vita, emozioni e tristezze: bravo!
    ciao, buona settimana

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    1. Grazie Marina, sono contento che funzionano!

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  2. Ho riletto questo racconto diverse volte,immagino che il cuore "rompa la testa!".

    Buona domenica!

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  3. A me piace tutto ciò che tira fuori l'autenticità....

    Mentre scriveva riusciva a stampare quello che lei per primo sente o si fa condizionare da ciò che può piacere agli altri?

    Sto forse mettendo in discussione il post in data 16 novembre 2017?
    (Caso in cui è anche importante "datare",oltre per lo scrittore anche per il lettore per questione di chiarezza reciproca)

    NO, sto avvalorando il punto 1 di quel post CONTENUTI.

    A questo punto la risposta se mi sia piaciuto questo racconto è sotto i suoi occhi!

    Grazie Gianola!

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