sabato 11 novembre 2017

Il pittore del lago

Nino di Mei 
Il racconto artistico di questo sabato si intitola Il pittore del lago, come al solito nella vetrina settimanale.  

Mi attese sul pontile di arrivo del traghetto da Varenna alle nove del mattino. Indossava un cappotto di cammello e usava un ombrello come bastone. 

Era strano a vederlo, vicino all’ormeggio delle barche, adesso che usciva il sole tra la nebbia. Immobile e fiero nella sua nobiltà. Sembrava un uomo di altri tempi.  

Conoscevo il suo nome e avevo sentito la sua voce al telefono, ma non lo avevo mai visto di persona. Mi fece l’impressione di un uomo riflessivo e sereno. 

Anche lui capì subito chi fossi. Chiunque avrebbe immaginato che soltanto io potessi essere un tecnico di computer. Forse per quella valigetta in alluminio con dentro le schede e gli utensili da lavoro. 

Il pittore sorrise e mi strinse la mano solenne. Poi ci avviammo piano nell’aria fredda del mattino tra le case di Menaggio. 

«Traghettata piacevole?» mi chiese. 

«Abbastanza» risposi. «Un po’ di nebbia.» 

Salendo verso la villa mi mise di nuovo al corrente del problema. Disse che con i computer non ci sapeva fare. A volte stava dei giorni senza usarlo. Non era così importante da parte sua, ma quando era necessario metterci le mani succedeva che l’aggeggio non funzionasse. 

Dapprima aveva chiesto aiuto a un suo vicino. Una volta capito che il guasto era più grave del previsto si era rivolto a noi. 

Non so chi ci avesse raccomandati. 

Mi condusse in una sala al primo piano della villa. Era piena di vasi in coccio e di fiori. Due ampie finestre davano sul giardino. Il computer era poggiato su un tavolino in mezzo ad alcune poltrone di cuoio scuro con alle spalle una libreria piena di tomi antichi. 

Il pittore disse che di sicuro sapevo cosa fare e mi lasciò da solo. 

Non mi dispiacque trascorrere da lui la giornata. Di solito ero sempre a contatto con gente diffidente, irrequieta e impaziente che ti stava con il fiato sul collo. Intuii il guasto e mi impegnai a risolvere il problema lavorando sodo per qualche ora. 

Terminai più tardi del previsto. Compilai il modulo di intervento e lo mostrai al pittore. Cercai di spiegargli il lavoro svolto ma non volle sentire ragioni. Era contento che il computer fosse tornato a funzionare. 

Prima che lo lasciassi mi invitò a salire nel suo atelier. 

Salimmo una rampa di scale ed entrammo in una camera illuminata da un abbaino. C'era una strano odore di pittura e trementina. Aveva un quadro sul cavalletto e diversi altri lavori appesi alle pareti. 

Mi mostrò l’opera sul cavalletto e chiese cosa ne pensassi. Era realizzato con colori a olio e ritraeva il Santuario della Madonna della Pace visto dall’alto. Sullo sfondo dell’opera c’era il promontorio di Bellagio e l’acqua del lago limpida e azzurra prima della sponda lecchese. 

Gli dissi che mi piaceva ma il mio giudizio valeva tanto come il suo riguardo ai computer. 

Lui sorrise. «Puoi prenderlo, ormai è asciugato» disse. 

Lo guardai come se scherzasse. 

«È tuo!» 

«E come glielo pago?» 

«È un regalo» lui disse. 

Sorrisi imbarazzato. Guardai il pittore e poi guardai il quadro. Ero indeciso e titubante. Non sapevo neppure come si potesse prendere tra le mani senza fargli del male. 


Vi voglio bene. 

Grazie.

6 commenti:

  1. Letto!!
    Ho letto per due volte consecutive ogni passaggio,mi succede quando trovo la lettura interessante...quasi come a doverne imprimere le parole ed il senso dentro un mio spazio interiore che entra in funzione fungendo da contenitore..

    Che dire molto semplice,ma allo stesso tempo ricco di bellezza..

    Sa che quando ho letto questo passo : "Indossa va un cappotto...." mi ha ricordato dello stesso spezzone di Nicholas Sparks...avevo omesso queste parole per evitare di postarle una parte molto lunga ,e mi dispiaceva o metterla....Ma è come se ci avesse pensato lei in un certo senso..

    "Indossava un cappotto pesante,guanti e cappello ,per stare calda..."

    Dinanzi alla grandezza della vita non è molto facile trovarsi ...ma sin dalle piccole cose, se siamo attenti osservatori,nulla è casuale...

    Con immenso piacere le auguro un buon fine settimana..

    Grazie Gianola!

    L.

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  2. Bello come tutti gli altri!
    La signorilità del pittore è praticamente tangibile... sembra di vederlo. Elegante, distinto.
    Complimenti Ferruccio

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