mercoledì 18 ottobre 2017

Un computer non scriverà mai come Hemingway

Tra una ventina di anni non ci saranno più muratori, le case le costruiranno i robot. Case più belle e più sicure. Tra una ventina di anni le auto si guideranno da sole e tanti saluti alle multe e agli incidenti. Tra una ventina di anni le operazioni invasive sui tumori le faranno dei computer. Forse anche i mondiali di calcio saranno giocati da robot, gestiti da computer - sempre tra una ventina di anni, sia chiaro. Probabilmente anche i libri li scriveranno i computer. 

Ora non so nulla di come saranno i robot che sostituiranno i muratori e i chirurghi tra qualche decennio. Ma ci saranno statene certi. Non so nulla sul modo in cui questi robot si comporteranno, ma è assai probabile che ci saranno e non ci stupiremo. 

Non so neppure se la nostra nazionale di calcio al mondiale del '38 avrà una mezzala fatta di chip e un difensore come Roy Batty, e un sistemista software in panchina a emulare Sacchi. Ma potrebbe succedere. 

Probabilmente i libri, nel prossimo futuro, verrano scritti da un computer, ma 


Un computer non scriverà mai come Hemingway. 

Su questo sono certo. Non credo che un computer sarà in grado di scrivere dal nulla racconti come Un posto pulito, illuminato bene o Grande fiume dai due cuori e non so se potrà scrivere un romanzo come Il vecchio e il mare

Magari riuscirà a redigere il best seller del momento, un libro nato a tavolino e studiato su ciò che la gente vuole in quel momento. Un best seller su cui poi faranno un film e venderanno gadget

Ma dubito che un computer possa dare del valore aggiunto nel campo filosofico. Dubito che possa fare qualcosa in termini teologici e che possa aiutarti in qualcosa di spirituale. 

Insomma un computer, allo stato attuale, non scriverà mai come Ernest Hemingway. Non sarà in grado di scrivere un romanzo come Per chi suona la campana. 

Come un computer, allo stato attuale, non potrà mai creare musica di valore. Un computer potrà solo ricalcare, magari farlo addirittura dell'originale, ma si limiterà a copiare. Non sarà in grado di inventare emozioni. E di dar vita a qualcosa che non esiste. Non potrà creare delle musica dal nulla e magari non sarà neppure in grado di scrivere racconti come i miei

Ma forse la tecnologia darà spazio a un nuovo umanesimo

Forse il trovarsi liberati da un certo tipo di incombenze fisiche e intellettuali darà spazio alla nostra vena creativa e speculativa. E magari saremo più felici. 

Vi voglio bene. 

Grazie.

18 commenti:

  1. "Un computer non sarà in grado di inventare emozioni".....certo che no!.... ma la mente umana è pronta a tutto quando si tratta di evoluzione!

    Forse vivremo in futuro in modo non più direttamente proporzionale alle nostre personali emozioni....ma vivremo in modo inversamente proporzionale delegando al computer le nostre vere emozioni e privandocene noi divenendo dei veri androidi! ....o forse è già successo?....magari ci troveremo con un epidemia da " sindrome frontale" voluta tra l'altro...

    Hemingway senza computer è vissuto ed ha lasciato i suoi scritti, ha provato emozioni e le ha sprigionate,sono arrivate a lei che tanto lo cita e lei a sua volta si fa conoscere esternando le sue ....La naturalezza delle emozioni si propaga .....non crede?

    Buona giornata

    L.

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  2. L'arte, secondo me, la potranno continuare a fare solo gli uomini... e forse anche lo sport... :)

    Moz-

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  3. Questo post si basa su l'ennesimo stereotipo con cui applicano il lavaggio del cervello in questi giorni, vedi alla voce "intelligenza artificiale".

    Per "intelligenza artificiale" si dovrebbe intendere una macchina dotata di auto-coscienza, di consapevolezza.

    Il primo e ovvio problema che rende impossibile l'esistenza di una macchina simile è che nessuno ad oggi sa come si costituisca la consapevolezza, sia da un punto di vista "meccanico", cioè tramite i fenomeni elettro-chimici del cervello, delle varie ghiandole e del corpo nel suo insieme, sia da un punto di vista "astratto", cioè in cosa consista, quali siano concetti primitivi, regole, postulati, eccetera. Noi possiamo descrivere e comunicare solo la frazione razionale delle idee che produciamo.

    Quello che si può fare è disegnare un certo meccanismo che parta da un presupposto X, compia un percorso determinato e razionale Y e arrivi ad una conclusione K. La macchina può essere poi ingenerizzata per compiere il percorso in maniera veloce, velocissima.

    L'esempio ovvio sono le partite a scacchi. Si tratta di una situazione in cui si parte da un ambiente dato, con un certo numero di elementi e un set di regole, che danno vita ad un certo numero di possibili combinazioni. Dato che tutti gli elementi, le regole e le combinazioni sono codificate, si tratta solo di rendere la macchina cosi efficiente nel considerare l'insieme da pareggiare il migliore giocatore umano (infatti la partita perfetta si conclude sempre in parità) e aspettare che questi faccia l'inevitabile errore che la macchina non può fare.

    La capacità di elaborare molte informazioni e molto velocemente non ha niente a che fare con l'intelligenza intesa come consapevolezza. Si tratta invece della semplice ripetizione di un meccanismo già noto al progettista della macchina. Ovvero, nessuna macchin farà mai qualcosa che il progettista non aveva pensato, immaginato ed incluso nel progetto.

    Esiste una alternativa ovvia, ovvero ripetere la teoria della evoluzione. Si potrebbe idealmente creare una macchina generica che è capace di produrre altre macchine, poi si lanciano moltissime di queste macchine nel "mondo" per vedere se la semplice selezione meccanica fa in modo che piccole differenze tra una generazione e l'altra evolvono verso forme "superiori" impreviste. L'unico problema è che la "natura" ha risorse praticamente infinite mentre le nostre al confronto sono estremamente limitate.

    Comunque, riassumendo, le macchine sono un nostro sottoinsieme, precisamente sono un sottoinsieme del nostro pensiero razionale. Una frazione veramente piccola del pensiero in generale. Per quanto siano potenti nel fare le cose che fanno, sono tutte cose che sappiamo A PRIORI, soltanto ripetute.

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    1. Grazie Lorenzo: me ne rendo ben conto che può sembrare uno stereotipo, ma è la realtà nuda e cruda, purtroppo! Ciò che illustri nel post si basa sempre su basi scientifiche e regole ben definite (gli scacchi e la macchine che creano altre macchine). Non credo che in questo caso saranno sufficienti vent'anni.

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  4. Ciao Ferruccio, come ti ho risposto su g+ se saranno il pc e i robot a fare tutto all'uomo cosa resterà? Che senso avrà ancora la sua vita?
    A parte la mia esagerazione è un domani che mi fa una certa paura. Mi stanno bene le invenzioni che possono aiutarci a migliorare le condizioni di vita, le cure mediche; che possono farci lavorare con meno sudore della fronte. Però il rischio di diventare succubi? Bisogna metterlo in conto.
    Comunque credo che sarà impossibile che il computer ci sostituisca completamente. Qualcuno dovrà seminare i pomodori se li vogliamo mangiare :) E qualcuno dovrà pur studiare per creare programmi sempre più sofisticati. O saranno gli stessi computer che copulando si riprodurranno mettendo al mondo figli migliori?
    VEnt'anni? Forse pochi. Spero almeno. Io non vorrei esserci più. Nel mezzo vorrei poter ancora leggere libri scritti da persone pensanti di carne e ossa, anche a costo di trovarli banali o non di mio graddimento.

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    1. Io spero che la tecnologia paradossalmente ci renda più umani

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    2. Credi sia possibile? Io invece ho paura che ci alieni sempre più dalla vita normale e dai contatti umani. Magari sbaglio però

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    3. Potrebbe toglierci di dosso certe incombenze ed elevarci "spiritualmente"

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    4. Interessante punto di vista, ma personalmente ritengo che ciò sarà possibile solo nei confronti di quelle persone che sono già spirituali, o hanno curato la crescita spirituale. Chi è terra-terra, rimarrà tale. Però mai dire mai Ferruccio, come esiste la combustione così potrebbe dilagare la spiritualità.
      Marina

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    5. Sì, forse sono troppo ottimista Marina!

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    6. Sì, forse sono troppo ottimista Marina!

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  5. Ciao Ferruccio, mi hai fatto venire in mente un film "Io robot" e quando si parla di tecnologia che sostituirà in tutto e per tutto il genere umano, mi viene sempre in mente un altro film, questa volta di animazione della Disney pitture, Wall.e, non so se lo conosci.

    Più si va avanti e più siamo dipendenti dalla tecnologia, pensando di poter fare con essa qualsiasi cosa. Io ritengo che non sia così: non possiamo stupirci delle cose che ci circondano e non possiamo, come dici tu, scrivere come Hemingway solo perché abbiamo un PC a disposizione, se Hemingway non siamo. Eppure, piano piano ci stiamo facendo sostituire in tutto, perdendo le cose fondamentali della nostra esistenza, dai contatti alle emozioni e i sentimenti.
    Spero vivamente che si possa tornare indietro prima che sia troppo tardi.

    No, un computer non scriverà mai come Hemingway, un robot non dipingerà mai come Van Gogh e, personalmente, credo anche che nessun androide potrà mai giocare come uno sportivo. Un essere umano non può essere sostituito da una macchina, poiché mette qualcosa dei suoi sentimenti in tutto ciò che fa.

    Buon pomeriggio

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  6. dici bene. Ma non credo proprio che i computer possano essere dei creativi. Servono e serviranno sempre più per toglierci le fatiche e le noie quotidiane. Ecco che se svolgeranno le attività più seccanti e faticose, l'uomo potrà dedicarsi esclusivamente all'arte e ai propri passatempi preferiti. Purtroppo fino ad ora le macchine gestite da una politica malvagia e predatoria hanno avuto come conseguenza l'arricchimento degli industriali e la perdita di lavoro di tante persone. Invece la perdita del lavoro, che va benissimo, non dovrebbe essere connessa alla perdita di reddito. In una società giusta tutti dovrebbero avere lo stipendio e non lavorare più in tutti quei settori dove possono essere sostituiti dalle macchine. Ma questa è una variazione di questo specifico tema

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    1. Ci vorrà ancora del tempo per creare una società davvero umana

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    2. Ci vorrà ancora del tempo per creare una società davvero umana

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