domenica 29 ottobre 2017

La prima volta della pasta al pomodoro

Come vi avevo annunciato nel post di domenica scorsa, anche oggi parliamo di pasta. Spero di non appesantirvi. In settimana c'è stata la worldpastaday, vale la pena ricordarlo anche perché in questa domenica andiamo a citare il primo autore che ha descritto la pasta, in questo caso i vermicelli, condita con il pomodoro. Mi sembra ne valga la pena. Dopotutto aborro le diete. 

Vero o no che sia mi sembra opportuno dare spazio a questa curiosità che ho trovato sul sito PePa: Cucina da leggere. Un blog che non conoscevo e che mi ha fornito questa chicca che posso ritenere ideale per la mia cucina domenica. 

Durante la settimana è passato il worldpastaday e domenica scorsa vi avevo parlato della pasta con l'articolo La pasta unisce e quindi cosa può esserci di meglio di un post che si unisce a tutto questo? 

Ora grazie a PePa e al Cavaliere napoletano e Duca di Buonvicino, Ippolito Cavalcanti, abbiamo trovato la giusta unione, segnalando la . ricetta che per la prima volta mette su carta la pasta al pomodoro. Una ricetta che si trova nel manuale Cucina teorico-pratica, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1837

Cosa volete che vi dica sono sempre contento quando mi saltano agli occhi queste curiosità di carattere letterario. 

Sarà che la pasta al pomodoro (nel mio caso qualsiasi formato) è un must per il sottoscritto. Sarà che quando non so cosa cucinare butto un po' di acqua sul fuoco a bollire, mentre in un altra padella ci finisce dell'olio extravergine di oliva, dell'aglio e del pomodoro fresco. 

Sarà per altri motivi che ora non mi vendono. Ma non potevo perdermi l'occasione di segnalare La prima volta della pasta al pomodoro. 

“Piglia rotoli 4 de pommodoro, li tagli in croce, li levi la semenza e quella acquiccia, li fai bollire, e quando si sono squagliati li passi al setaccio, e quel sugo lo fai restringere sopra al fuoco, mettendoci un terzo di sugna ossia strutto di maiale. Quando quella salsa si è stretta giusta bollirai due rotoli di vermicelli verdi verdi (al dente, ndr) e scolati bene, li metterai in quella salsa, col sale e il pepe, tenendoli al calore del fuoco, così s’asciuttano un poco. Ogni tanto gli darai una rivoltata e quando sono ben conditi li servirai”. 
Ippolito Cavalcanti - Cucina teorico-pratica 

Vi voglio bene. 

Grazie. 

Fonti: C'è sempre una prima volta. Anche per la pasta al pomodoro 

6 commenti:

  1. Ecco.. il Cavalcanti ti fa notare l'assurda oscenità della foto che presenti in cima al post:
    la pasta va rivoltata in padella e poi servita.
    Mettere sugo e formaggio su fili di pasta bianca appiccicata e deposta direttamente sul piatto, fa passare subito la voglia. ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo so, ma ho provato a vedere se la repulsione mi porta più visite :-D

      Elimina
  2. Comunque la foto mi ha ricordato che la pasta prima veniva servita così in alcuni ristoranti ... chissà perché, mah! Buona domenica 😉

    RispondiElimina
  3. Ohh ma quanto sono più buoni i pomodori giusto scottati in padella senza sugo? :o

    Moz-

    RispondiElimina