lunedì 18 settembre 2017

Il primo scrittore ispanoamericano della storia

Ci sono record culturali che da soli ti danno la possibilità di discorrere di altre cose, per post e post. Oggi abbiamo uno di questi. Si parla de' Il primo scrittore ispanoamericano della storia. Ma nei prossimi giorni ne parleremo ancora. Della letteratura Ispanoamericana, naturalmente.  

Non pensavo di poter redigere un post, per i miei record culturali, prendendo in considerazione, un mondo che dal punto di vista delle letteratura amo molto. Ma ne parlerò in maniera più mirata mercoledì, con un post che ho redatto insieme a questo. 

Oggi citeremo il primo scrittore ispanoamericano della storia, cioè un scrittore appartenente a una categoria della letteratura latinoamericana che comprende solo le opere di autori dell'America Latina scritte in lingua spagnola. 

Il suo nome e Garcilaso de la Vega, scrittore peruviano (da non confondere con il poeta Garcilaso de la Vega). Figlio del conquistador spagnolo Sebastián Garcilaso de la Vega y Vargas e della principessa inca Isabel Suárez Chimpu Ocllo risulta essere il primo scrittore ispanoamericano della storia. 

Autore de i Commentari reali degli Inca, opera pubblicata a Lisbona nel 1609 dallo stampatore Pedro Crasbeec. Un lavoro considerato il capolavoro della letteratura peruviana del periodo coloniale. 

Purtroppo non sono riuscito a trovare brani da aggiungere a questo articolo. Abbiate pazienza. Nei prossimi giorni parleremo ancora della letteratura ispanoamericana. In previsione ci sono altri due post che la citano. 

Nel frattempo vi saluto con l'incipit di uno dei primi lavori ispanoamericani che mi sono capitati tra le mani e che ho letto, visto che non ho trovato nulla dell'autore ispiratore di questo post

Il colonnello aprì il barattolo del caffè e si accorse che ne era rimasto appena un cucchiaino. Tolse il pentolino dal focolare, rovesciò metà dell'acqua sul pavimento di terra battuta, e con un coltello raschiò l'interno del barattolo sul pentolino finché si distaccarono gli ultimi rimasugli di polvere di caffè misti a ruggine di latta. Mentre aspettava che l'infusione bollisse, seduto vicino al focolare di mattoni in un atteggiamento di fiduciosa e innocente attesa, il colonnello provò la sensazione che nelle sue viscere nascessero funghi e muffosità velenose. Era ottobre. Una mattina difficile da cavar fuori, anche per un uomo come lui che era sopravvissuto a tante mattine come quella. Per cinquantasei anni – da quando era finita l'ultima guerra civile – il colonnello non aveva fatto altro che aspettare. Ottobre era una delle poche cose che arrivavano. 
Gabriel García Márquez - Nessuno scrive al colonnello 

Vi voglio bene. 

Grazie. 

Fonti: Letteratura ipanoamericana

7 commenti:

  1. Un nome che mi suonava, ma in un primo momento lo avevo confuso con il defensor della cultura precolombiana Bartolomeo di Las Casas. Vedo che ha avuto a che fare con Napoli, forse devo averlo sentito da quelle parti. Non ho letto niente di suo comunque

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    1. Mai sentito, ho visto che ce ne sono due con lo stesso nome

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  2. Studiato ampiamente all'università :)

    Moz-

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  3. Non potevi non nominare Marquez :)
    GAbo è unico. Invece l'autore di cui parli non lo conosco.

    ps adoro la letteratura laatinoamericana!!!! Neruda, Coloane, Amado, Littin....

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  4. Ops,scusa,Ferruccio. Ho letto male.
    Sarà però che personalmente e anche erroneamente magari io non ho mai fatto differenze tra ispano e latino americana essendo entrambe inspagnolo o portoghese... ☺

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    1. Anch'io ero come te, poi mi è capitato questo Record!

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