martedì 26 settembre 2017

I miei maestri inconsci

«Commento con un giorno di ritardo perché ieri il racconto mi aveva attratto ma proprio non ho avuto tempo per leggerlo. Davvero molto bello questo racconto, mi ricorda molto Ray Bradbury per stile e ispirazione.» 

Ciò che avete appena letto tra virgolette è un commento che ha lasciato Ivano Landi sul mio blog. Lo ha lasciato nel post in cui avevo pubblicato il racconto Anche gli alieni usano facebook. Come potete leggere Ivano cita Bradbury e il fatto non mi ha sorpreso. Sia chiaro, non perché sono bravo come Bradbury. Ci mancherebbe! Solo che... 

La questione è che ritengo di avere dei maestri inconsci (maestri inconsci per modo di dire) per la mia narrativa. Dei maestri che ispirano la mia scrittura e siccome mi considero molto più efficace nei racconti i nomi che vengono e che leggerete in questo articolo non devono suscitare perplessità. 

Badate bene, nn voglio apparire presuntuoso! Ecco, ci sono tre scrittori che mi guidano mentre scrivo. 

Il primo lo avete capito da come è partito questo articolo è Ray Bradbury. Gli altri due sono Dino Buzzati e Ernest Hemingway

Ray Bradbury è solo il primo dei miei maestri inconsci. Quegli scrittori cioè che in qualche modo seguo e magari copio (alla maniera di Picasso) mentre scrivo. 

Ray Bradbury è anche lo scrittore che ho scoperto più tardi, ma confesso che pure lui, come gli altri due, influisce molto nella mia creazione letteraria. 

Di Dino Buzzati farei meglio a dire che è quello che per tessuto sciale, per educazione e per stile di vita più si avvicina alle mie storie. Dopotutto il mio modo di vedere il fantastico, con rispetto parlando, assomiglia un po' al suo. 

Ernest Hemingway è quello che considero il maestro per eccellenza. Non immaginate quanto ho studiato i suoi racconti. Quante meraviglie mi sono passate per la testa leggendo i suoi racconti. Ci sono anche altri autori. Logico. 

Ma se qualcuno dovesse chiedermi a chi o da chi ho preso ispirazione per i miei ideali narrativi non posso non pensare a questi tre grandi scrittori. Inutile entrare in merito al mero aspetto tecnico degli autori citati. Li esalterei e basta. Mi sembra però doveroso dedicare a loro questo post. 

Forse se sono uno scrittore molto merito appartiene a loro e se magari un giorno qualcun altro, oltre a Ivano dovesse dire che la mia scrittura assomiglia a quella di Bradbury, Buzzati o Hemingway, be' ho messo le mani avanti. 

Vi voglio bene. 

Grazie.

6 commenti:

  1. "Io penso che un uomo senza utopia,senza sogni,senza ideali,vale a dire senza passioni e senza slanci sarebbe un mostruoso animale fatto semplicemente di istinto e raziocinio ,una specie di cinghiale laureato in matematica pura" (Fabrizio De André)

    Ben vengano le sue ispirazioni così come è azzeccata questa citazione.

    Buona giornata!

    L.

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  2. Non conosco abbastanza Buzzati e Hemingway da poterli indovinare tra le influenze inconsce di qualcuno, ma quella di Bradbury si percepiva bene. Spero che un giorno qualcuno identifichi le mie :-)

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    1. Arriverà il momento, anche se la tua concezione letteraria è molto vasta e colta, non sarà facile

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  3. Bellissimo! Credo sia normale avere dei maestri inconsci^^

    Moz-

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