giovedì 28 settembre 2017

Elogio di Tex Willer

In una baita della mia mamma, distante un'oretta a piedi dal paese, ci potete trovare una miriade di albi di Tex Willer. Penso siano almeno cinquecento. Sono ordinati in un paio di casse in legno nell'unica stanza da letto dell'abitazione. Alcuni sono lì da quando ho imparato a leggere, ne sono sicuro. Altri li ho portati lì, poco alla volta. Ci sono Tex di ogni tipo, parlando di collane si intende, e ora non c'è quasi più posto. 

C'è un fumetto che ha sicuramente lasciato il segno nella mia esistenza. Questo fumetto si chiama Tex Willer. Per questo merita un elogio. Un elogio scritto. 

Non ci sono Topolino, Diabolik, e altri fumetti che tengano. Abbiate pazienza. 

Credo di aver cominciato a leggerli nel momento in cui ho imparato a leggere. Mese più, mese meno. Ero molto piccolo e da allora non mi sono più fermato. 

Magari per un po' di tempo ho guardato solo le figure, ma quando ho iniziato a leggerli, be', poco alla volta, mi sono trovato a riempire una baita. Sì, perché c'è una una baita che è piena e dire baita piena non è un eufemismo. Per molto tempo sono andato lì a leggerli. 

Nino di Mei
Principalmente durante le vacanze estive ma anche ogni volta che ne acquistavo qualche albo nuovo ero solito portarli su, come se temessi di perderli lasciandoli in altri luoghi. Non so perché ma ho sempre pensato che il loro posto fosse in quella baita. 

Così in ogni stagione dell'anno, col il caldo, con il sole, con la pioggia, con la neve, a volte con il ghiaccio sul sentiero, andavo a farci un giro con un paio di Tex nello zaino. A volte pensavo che fosse anche un metodo per fare un po' di moto, visto che la baita dista circa un paio di chilometri da casa. Ma in quei Tex... 

In quel numero imprecisato di Tex. In quel numero imprecisato di Tex Tre Stelle, di Tutto Tex, di Nuove Ristampe, di Almanacchi, di Texoni, di Albi Speciali e via di seguito, io mi sono fatto una cultura sul west e quasi inconsapevolmente anche sulla letteratura e sulla narrativa americana e in generale. 

È da Tex che ho sentito parlare per la prima volta di Elmore Leonard, di Lansdale  e di Cormac Mccarthy

È sui Tex che ho imparato che solo le tribù della nazione Sioux sono tredici. È sui Tex che ho imparato e preso spunti e idee per molti articoli del mio blog. 

È sui Tex che per la prima volta ho letto delle avventure Weird Western. È sui Tex che ho sentito per la prima volta parlare di Valerio Evangelisti e del suo Pantera. È sui Tex che ho capito che la guerra di secessione americana è stata una carneficina. 

È sugli albi di Tex che ho scoperto che gli indiani non erano tutti rossi e cattivi... 

Forse, in fondo a tutto, è leggendo i Tex, prima dei libri, che probabilmente è nata la mia voglia di raccontare storie con la scrittura. 

Vi voglio bene. 

Grazie.

18 commenti:

  1. Bel post, carico di passione. Il mio equivalente è stato forse Tarzan, che ho acquistato fin da piccolo in tutte le sue varianti: quattordicinale poi mensile, Gigante, Special, Super, Extra... Non posso dire di aver imparato davvero qualcosa dalla sua lettura, ma ad appassionarmi a mondi fantastici come Opar, Pal-ul-don o Pellucidar, e alle storie delle figure che li abitano, sì.

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    1. anche Tarzan ha il suo bel modo di stare al mondo

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  2. Una bellissima fonte di ispirazione.
    Dopotutto, Tex è uno dei fumetti italiani per eccellenza, intramontabile ed eterno, con una solida base (anche se inizialmente veniva realizzato nei ritagli di tempo tra gli albi di un altro personaggio...)
    Figo il fatto che tu li tenga tutti nella baita **

    Moz-

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    1. Non lo sapevo che fosse stato un ritaglio di tempo, interessante

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    2. Sì, Tex era disegnato nelle ore notturne, giusto per.

      Moz-

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  3. Continua spesso a fare accenno sui nativi americani ed io cerco di capire cosa ci accomuna!


    Un appunto,sarebbe fantastica una nuova metodologia di conoscenza culturale sotto forma di racconto!

    Lei non fa pesare affatto la lezione,ma forse già glielo detto.

    Serena giornata...

    L.

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    1. In questi post si parla molto di nativi: http://www.ferrucciogianola.com/search?q=il+mio+west

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    2. Grazie...
      Io ci ho dato un occhiata,e ci ritornerò con più attenzione..

      Mi piacerebbe capire cosa affascinano lei,attraverso quel che scrive,tutto qui..le dispiace?

      Buona serata...
      L.

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    3. Sento un senso di tristezza in quelle tre parole che giuro mi mettono nella condizione di pensare di aver detto qualcosa di sbagliato e di averla offesa...
      Non ho problemi a farle le mie scuse pubblicamente se così fosse!

      Mi dispiace e le chiedo scusa...

      Credo che molte volte,magari come questa, si ritiene doveroso chiedere una forma di autorizzazione lecita nell'approfondimento di tematiche che ci stanno a cuore e che stanno a cuore chi magari incrociamo sulla stessa strada....anche a costo di risultare sospetti!

      Sono tra quelle persone che lei dice di voler bene...e che ne vuole anche a lei...non lo dimentichi!

      Prima di allontanarmi Sento di dirle Grazie per il tempo che mi ha dedicato... Grazie per ciò e per come scrive


      Buonanotte

      L.

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    4. No, proprio non lo so. so passioni che si sviluppano da bambino e che restano, nulla di mistico

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  4. Mi unisco al tuo entusiasmo e ai tuoi bei ricordi. Del resto, non a caso, uno dei miei romanzi, Quattro soli a motore, è strapieno di omaggi a Tex, e di citazioni e richiami alle avventure sue e dei suoi "pards"... :)
    [e mi scuso per l'autocitazione, ma noi scrittoracci siamo fatti così...]
    Un abbraccio.

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    1. Ti puoi citare quanto vuoi, sei sempre il benvenuto Zio Scriba

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    2. Ti puoi citare quanto vuoi, sei sempre il benvenuto Zio Scriba

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  5. Eh, non vale! Sto finendo un post in cui parlo di Tex e uscirà giovedì prossimo. Ora mi sto leggendo l'albo uscito per i 100 anni dalla nascita di Galep.

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  6. Ciao.
    Anche io non vedevo l'ora di cominciare a leggere per leggere i Tex, i Capitan Miki e gli albi di Blek Macigno. Ma lui collezionava soprattutto Tex quando ero piccolo e la EsseGesse già non esisteva più. Forse per sfida o ripicca io cominciai a collezionare Zagor, un personaggio per me irresistibile con la sua casacca, quella pistola al contrario nella fondina e la scure.
    Sai che Moreno Pavanello ha scritto un racconto crossover con Tex e Zagor?
    Ciao ciao

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