venerdì 22 settembre 2017

Dalla Russia con amore

Ho scelto un titolo Fleminghiano oggi, Dalla Russia con amore. Manca lo zero zero sette, ma rende subito l'idea di dove voglio arrivare, senza essere obbligati a fare troppo la spia. Un altro post frutto di una certa ispirazione venuta a galla in questi giorni. Dopo gli scrittori ispanoamericani è la volta degli scrittori i russi. L'ennesima Top Five. 


1 - Lev Nikolàevič Tolstòj 

Considero Tolstòj il più grande scrittore russo. Non ho letto tutta la sua produzione bibliografica, ma ciò che ho avuto la fortuna di incamerare dai suoi scritti basta e avanza. Si tratta di un autore che per qualche motivo fa soggezione ma è fuori discussione. È un autore che va letto assolutamente. Non aspettate che qualcuno vi inviti a farlo. 


2 - Fëdor Michajlovič Dostoevskij 

Il primo scrittore russo che ricordo di aver letto per scelta è Dostoevskij. Memorie del sottosuolo. Uno scrittore di cui ho parlato anche in maniera specifica sul mio blog in altri articoli. Lo trovo un pelino sotto Tolstòj, ma proprio appena appena, Proprio perché devo scrivere qualcosa e uno dei due deve stare sopra all'altro. 


3 - Anton Pavlovič Čechov 

I racconti di Čechov dovrebbero essere letti e studiati da tutti coloro che vogliono fare gli scrittori. Non ho idea di quanto ne ho letti. Ti danno l'idea di quanto ci sia ancora da scrivere. Forza scrittori, prendetelo a esempio il medico. 


4 - Ivan Sergeevič Turgenev

Forse se non ci fosse Hemingway non lo avrei neppure preso in considerazione. Ma Jack Barnes in Fiesta (Il sole sorge ancora) ne sembrava trarre molto giovamento e così anche il sottoscritto si è messo a leggere i suoi racconti. È un gradino sotto i precedenti, per conto mio, ma è pure lui un autore notevole e di spessore, quasi quanto i precedenti. 


5 - Boris Leonidovič Pasternak 

Ho letto solo il libro di cui ho aggiunto l'incipit. Credo sappiate di che si tratta. Altri libri di questo autore non li conosco, purtroppo. 

Andavano e sempre camminando cantavano eterna memoria, e a ogni pausa era come se lo scalpiccio, i cavalli, le folate di vento seguitassero quel canto. I passanti facevano largo al corteo, contavano le corone, si segnavano. I curiosi, mescolandosi alla fila, chiedevano: "Chi è il morto?" La risposta era: "Živago." "Ah! allora si capisce." "Ma non lui. La moglie." "È lo stesso. Dio l'abbia in gloria. Gran bel funerale." 


A voi la parola! 

Vi voglio bene. 

Grazie.

6 commenti:

  1. Mai sopportata la letteratura russa, sorry XD

    Moz-

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  2. Non ho un gran feeling con i russi. Pasternak lo posato perchè ero a rischio suicidio... Basta Zivago e basta Pasternak.
    Tolstoj invece mi è piaciuto molto ma per ora ho letto solo Anna Karenina. Guerra e pace è nella biblioteca virtuale di amazon ma lo leggerò con calma, più avanti.

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