giovedì 14 settembre 2017

Colpa della scuola

Inizia la scuola e devo fare una confessione. Credo sia colpa della scuola se tra i miei autori preferiti non ci sono italiani. Merito di chi ha cercato di impormi nomi non consoni ai miei gusti. Ecco se non avessi avuto inculcato il desiderio di diventare scrittore non ci sarei mai riuscito con le imposizioni di certi maestri e professori. 

Da qualche decennio sono molto scettico sui programmi scolastici. Da ragazzino e adolescente non era così, subivo quello che mi veniva imposto dagli insegnanti. Perciò non era semplice apprezzare un certo genere di opera letteraria. Essendo italiano è logico che i consigli di lettura e di studio erano rivolti agli scrittori italiani. Perciò se non ho ancora superato una certa idiosincrasia verso certi scrittori sapete con chi prendervela. 

1 - Francesco Petrarca 
Il primo è Francesco Petrarca. Non so perché ancora adesso non lo sopporto. Penso sia colpa di un insegnante delle superiori. In un momento in cui i desideri e gli obiettivi sono rivolti altrove, non era facile assimilare la lezione artistica dello scrittore de Il canzoniere. Magari prossimamente ne parlerò in modo più specifico. Nel frattempo è meglio che sappiate cosa penso di lui. 

2 - Alessandro Manzoni 
In questo caso è inutile che vi dia spiegazioni. Manzoni era dappertutto ai tempi della scuola. Come lo era anche dalle mie parti. A scuola è stato il più assillante. Si potrebbe dire che non si parlava d'altro. Ma era davvero così bravo? 

3 - Ugo Foscolo 
Per me copiava Goethe. Vi piaccia o meno. E l'aria che si dava e le icone che lo rappresentavano nel mio periodo scolastico me lo hanno reso insopportabile. Ho in casa le Ultime lettere di Jacopo Ortis. Ho anche inserito il romanzo in un Record letterario

4 - Giovanni Verga 
In terza media dovevo fare una recita scolastica su I malavoglia. Alla fine, dopo mesi di prova, mi ritrovai a essere il solo maschio presente nella compagnia, visto che gli altri poco alla volta si erano ritirati tutti. Mi rifiutai all'ultimo momento di salire sul palco, mettendo tutti in crisi. Non ricordo come ne venni fuori. Ho rimosso tutto e da allora ho rimosso anche Verga

5 - Italo Svevo 
Dominò nell'anno della maturità. Mi domandavo che problemi avesse con il fumo, visto che io fumavo come un turco. Per il mio insegnante era un idolo, io ancora adesso non ho letto nulla, se non a sprazzi. 

Vi voglio bene. 

Grazie.

14 commenti:

  1. Mi manca Svevo alla raccolta di autori che la squola - la Q è intenzionale - superrriore mi ha fatto andare di traverso. Però ci aggiungo Dante Alighieri. Ricordo che a tredici anni mi sparai "I Promessi Sposi" e "La Divina Commedia" così, per passare il tempo, e le trovai entrambe opere pregevoli, pur con tutti i difetti che un ragazzino del ventesimo secolo (sì, sono un dinosauro!) potesse riscontrare in opere così fuori dal suo tempo. A squola - ribadisco, la Q è intenzionale - mi sono sorbito 3 anni diconsi 3 di analisi grammaticale, logica e del periodo dell'opera di Dante, più altri 2 diconsi 2 a spaccarmi le palle allo stesso modo su quella di Manzoni. Petrarca faceva parte di quelle cose da imparare a memoria e recitare a pappagallo - bleah. Quanto a "Le ultime lettere di Jacopo Ortis" e "I Malavoglia" erano le classiche letture obbligatorie "da leggere assolutamente entro martedì prossimo e poi sarete interrogati", con conseguente corsa a procurarseli da una biblioteca all'altra, la lettura affrettata, l'interrogazione con voto disastroso; ripresi in mano con più calma, mi sono rimasti sul gozzo. Alla fine della squola - vedere sopra - mi sentivo davvero molto Leopardi...

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  2. La sQuola sembra davvero fatta per farti odiare certe materie e la letteratura italiana è forse quella che viene più odiata. La matematica semplicemente viene considerata incomprensibile da molti ma la letteratura viene attivamente odiata.

    Nel mio caso, ho studiato all'ITI (Istituto Tecnico Industriale) con specializzazione informatica, che è una scelta che fa già presupporre che uno preferisca la tecnologia alla letteratura. Ho sempre trovato demenziale il fatto che, anche agli esami di (im)maturità aver studiato riassuntini di qualche opera medievale o conoscere bene gli odiatissimi Promessi Sposi conti più che saper analizzare un problema e creare un algoritmo per computer che lo risolva.

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  3. Anche a me, in generale, tendono a non piacermi i nostri letterati, soprattutto i poeti. Ma non c'entra la scuola... non ho mai subito imposizioni da questo punto di vista. Alle medie in classe ci facevano leggevamo Saroyan e Wright.
    Mi piaceva comunque l'epica: Divina Commedia, Orlando Furioso, Gerusalemme liberata.

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    1. Nell'epica c'era sì qualcosa di "avventuroso" che piaceva anche a me.

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    2. Per una volta :) sono d'accordo con Ivano. Adoro ancora oggi Dante ad esempio e dell'Orlando e Gerusalemme ho ricordi piacevoli. Ma anor di più di Omero e Virgilio.

      Uno che proprio non ho mai digerito è Manzoni. I Promessi Sposi è lì' da qualche parte con il segnalibro nel medesimo punto in cui lo misi nel lontanissimo 1978.

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    3. Non sono mai riuscito a finirlo, o meglio a leggerlo per intero

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  4. Io della scuola ho odiato le letture forzate, tutto qui.
    Non tanto gli autori, che poi ho riscoperto, ma proprio la lettura in sé...

    Moz-

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  5. Ricordo un giorno di un intervista a Pavarotti, il grande tenore...ecco lui disse che dovevamo vivere a pieno la nostra gioventù, sperimentare le nostre passioni ed essere pensionati a quella di età.... E solo in seguito lavorare per ciò che avevamo maturato con le esperienze..Non era poi così male il suo punto di vista!

    Credo che a prescindere dalla formazione scolastica,spesso ciò che ci veniva indottrinato ,come regola ,con il trascorrere degli anni viene vagliato con più interesse oltre che liberta' individuale,magari trovandoci tra le mani una poesia di Leopardi definito "pessimista" e rivelatosi tutt'altro.

    L.

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  6. Concordo in pieno con questa tua confessione : solo Di Svevo ho letto qualcosa è mi era piaciuto, ma solo perché non lo avevo studiato a scuola.

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  7. io a scuola ho imparato ad amare Italo Calvino con " Il barone rampante " stupendo libro

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