venerdì 18 agosto 2017

Scrivere in balia delle onde

Le ultime volte che ho viaggiato per mare ho rischiato di rimettere quello che avevo nello stomaco. Mi è capitato sulla nave traghetto che unisce le due isole maltesi e molto più semplicemente ho rischiato di vomitare sul battello che costeggiava i paesini delle Cinque Terre. In entrambi i casi mi è andata bene, ma ho una certezza non potrò mai scrivere in balia delle onde

Da bambino viaggiare era un grosso problema. Quando avevo sei o sette anni era sufficiente sentire l'odore interno di un auto per farmi star male e vomitare tutto quello che avevo dentro. Auto, pullman, treno, nave... 

Ogni volta che dovevo affrontare un viaggio mi mettevo le mani nei capelli. Non immaginate come stavo. Stavo male quando andavo in gita con i miei compagni di scuola. Stavo male quando c'era un viaggio da fare. Stavo male anche quando dovevo andare a ritirare un premio vinto per il catechismo. 

A volte era sufficiente salire sull'auto di mio zio ferma in garage per trascorrere i minuti successivi nel malessere. Stavo male anche in un jeep scoperta. 

Una faccenda che è andata avanti a lungo visto che ho smesso soltanto verso i sedici anni, al secondo anno di collegio. 

Insomma non era il caso di andare avanti in eterno, e il tragitto settimanale, Premana Milano e Milano Premana, mi ha permesso di superare questo fastidioso problema. 

Così ora mi posso permettere di viaggiare in auto, in treno, in pullman, in aereo senza correre rischi. Ma i rischi continuo a correrli in mare. Con il mare è diverso. Non ci posso fare nulla. 

Le onde non sono come la terraferma e ho capito che se in aereo e in treno posso scrivere senza tanti problemi, non così è a bordo di una barca, grande o piccola che sia. 

Gli ultimi due episodi sono una conferma. Un viaggio in nave traghetto tra le isole di Malta e Gozo dapprima, ma anche costeggiare in battello i paesi delle Cinque Terre non mi è risultato salutare. Per questo evito qualsiasi attività di scrittura e lettura in mare. Devo stare lì fermo e non fare nulla. Non pensare a nulla ed evitare di farmi incantare dalle onde. Ecco. 

Forse non potrò mai essere l'Hemingway a bordo del Pilar. Forse non potrò navigare e pescare nel Golfo del Messico e nel Mar dei Caraibi. Forse non potrò scrivere capolavori immortali nei momenti di calma. 

Vi voglio bene. 

Grazie.

4 commenti:

  1. Ho avuto lo stesso problema: da bambino soffrivo terribilmente il mal d'auto.
    Oggi, se ad esempio mi metto a leggere e il guidatore non è "dolce", mi torna la nausea.
    Per mare non saprei, ci sono stato pochissime volte e non mi è successo niente^^

    Moz-

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  2. ......forse.....forse dobbiamo accettare di essere per quanto simili sotto vari aspetti, per tanto UNICI ....Insostituibili..

    Non solo a me capitò di vomitare per tutto il tragitto ma addirittura persi i sensi,materialmente svenuta!

    ....io però potrei avvicinarmi a leggere un suo libro e provare brividi di emozione nei
    leggerlo, ma Mai ne proverei nello scriverlo....lei ha la sua unicità in questo!
    Grazie buon weekend..

    L.



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