mercoledì 16 agosto 2017

Mai letto Ian Fleming?

Credo di aver visto tutti i film di James Bond, con una certa predilezione con quelli interpretati da Sean Connery. Non che sia un appassionato del genere ho apprezzato un po' tutti gli altri. Però ho letto un solo libro della serie: Casino Royale. Devo averlo in casa, ma non so dove è finito. Non sono perciò un esperto di Ian Fleming dal punto di vista letterario. Ecco perché chiedo il vostro aiuto. 

Se non sbaglio oserei dire di aver visto tutti i film con James Bond protagonista. Tutti in televisione. 

In ordine direi che prediligo quelli con Sean Connery, seguiti da quelli con Pierce Brosnan e poi da quelli di Daniel Craig, anche se considero Roger Moore un cammeo. 

Adoro tantissimo le colonne sonore dei film, quasi sempre azzeccate, mettendo su un piedistallo i temi creati da John Barry

Con i libri invece vado male. Anzi vado molto male. Ho letto un solo romanzo di Ian Fleming, l'inventore del vero personaggio dell'agente segreto James Bond, il celebre 007. 

Ho letto solo Casino Royale e molti anni fa. 

L'ho letto per caso, più che altro per conoscerne l'aspetto stilistico dello scrittore britannico, in un periodo in cui dovevo cimentarmi in gialli. 

Non ricordo neppure come sono andato a recuperare il romanzo, visto che non è facile trovarlo nelle librerie. 

Penso che si tratti di un regalo di cui ho preso coscienza in una secondo tempo. Ma il risultato è che sono rimasto al palo. E che non c'ho capito molto. 

Insomma non mi sono fatto un'idea bene precisa sulla validità della produzione letteraria di Ian Fleming e quindi abbiate pazienza se oggi, in questa giornata tipicamente di vacanza estiva, parto con un'inchiesta che lo riguarda. 

Incipit di Missione Goldfinger

James Bond stava seduto nella sala d'aspetto dell'aereoporto di Miami. Aveva già bevuto due bourbon doppi e ora rifletteva sulla vita e la morte. Anche se ammazzare la gente faceva parte della sua professione, la cosa non gli era mai piaciuta. Quando vi era costretto, cercava di farlo come meglio poteva e poi se ne dimenticava. Come agente segreto in possesso del raro prefisso "00" – l'autorizzazione a uccidere nel Servizio Segreto – era suo dovere mantenersi di fronte alla morte freddo come un chirurgo. Se doveva succedere, succedeva. Peggio, era un tarlo che rodeva il cervello. 

Vi voglio bene. 

Grazie. 

P.S. La foto non ritrae lo scrittore  Ian Fleming ma la persona che ha ispirato il personaggio del suo James Bond.

4 commenti:

  1. Ho un suo libro proprio qui dove sono ora a lavoro, non ricordo il titolo -devo cercarlo- ma davvero non m'è mai saltato in mente di sfogliarlo XD

    Moz-

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  2. No, la mia spy parte da Ludlum e Le Carrè e arriva a Clancy; ho in mente di prendere prima o poi anche Silva

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    1. Ho letto qualcosa dei primi due che citi

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