giovedì 3 agosto 2017

L'occhio dello scrittore

Nino di Mei
Ero nella sala d'aspetto dell'ambulatorio del medico di base. Dovevo farmi prescrivere alcune ricette per medicinali. C'era solo una persona prima del sottoscritto e mentre aspettavo che il medico arrivasse ho messo in moto senza volerlo l'occhio dello scrittore. Mi sono sentito un piccolo John Gardner

Ogni posto è fonte d'ispirazione, basta non avere remore ed essere prevenuti. L'occhio dello scrittore è sempre aperto e vigile, così anche la sala d'aspetto di un ambulatorio medico può diventare fonte d'esercizio per la scrittura. Certo se avessi avuto un notes con me sarebbe stato ancora meglio. 

Ma veniamo al punto. Veniamo al post di giornata. 

Ieri mi sono trovato in una stanza di cinque metri per quattro circa. Mi sono seduto sul fondo, comodamente, sul lato opposto all'entrata, di fianco al corridoio che immetteva nel gabinetto medico vero e proprio. 

La porta di entrata era larga circa un metro, era di legno e di colore verde e occupava quasi tutta l'altezza della stanza. Spostata di qualche metro c'era una grande finestra chiusa, ma senza imposte. 

Sul lato sinistro c'erano due porte per le toilette, ma lo penso io perché non c'erano indicazioni ben visibili. Tra le due porte a un metro e mezzo d'altezza c'era una bacheca con gli orari dei due medici e altre cose, ma non mi sono alzato a leggere di preciso tutta la documentazione appuntata.  C'erano sempre su quel lato un cestino per la carta e un porta ombrelli.

Intorno al perimetro della stanza c'erano le sedie per le persone in attesa. Quindici sedie di plastica colorate di giallo. Sul lato destro ci stava pure un piccolo armadietto con sopra una specie di lettino. 

Le piastrelle del pavimento erano beige, con una base di trenta centimetri e un'altezza di venti. Venti file per diciassette colonne. Non ho contato una per una le piastrelle. L'interno era fresco, forse perché i locali sono ricavati nel vecchio palazzo delle scuole del paese. 

Si stava davvero bene. 

Oltre al sottoscritto c'erano altre quattro persone. Non immagino cosa volessero fare, tranne una ragazza accompagnata dal marito, appena punta da un'ape. 

Poi è arrivato il medico. 

In pochi istanti è arrivato il mio turno e quando sono uscito non ho più controllato la situazione. Tuttavia dopo essere passato in farmacia a prendere i medicinali prescritti e dopo essere giunto a casa, mi sono seduto davanti al mac e ho scritto queste in base a quello che ricordavo. 

Anche questo è un esercizio. 

Vi voglio bene. 

Grazie.

4 commenti:

  1. La curiosità e lo scrutarci attorno, sono sempre fonte di stimolo e ispirazione.. nelle sale d'aspetto, ma anche in posta ad esempio, mi diverto sempre a scovare storie strane nella capoccetta degli astanti.. chissà che qualcuno, poi, non faccia lo stesso con me.. ;)

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    1. Giù, proprio così. Un modo anche per non sciupare il tempo!

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  2. Vero! Osservare bene aiuta a scrivere. Anche quando si è per strada a piedi o in auto, se guida un altro, ovvio 😊
    Credo che l'osservazione stimoli la fantasia.

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