venerdì 25 agosto 2017

Il libro favorito di Donald Trump

Si racconta che, durante una convention, un giornalista chiese a Donald Trump quale fosse il suo libro favorito. Il presidente degli Stati Uniti notando nella mani di una persona del suo pubblico una copia de Trump: L'arte di fare affari (Trump: The Art of the Deal) disse che quello era il suo secondo libro preferito di tutti i tempi. Il primo invece è... 

Trump: L'arte di fare affari è un'autobiografia scritta da Donald Trump nel 1987 in collaborazione con il ghostwriter Tony Schwartz

Facile immaginare di cosa tratta e facile intuire anche il perché il presidente degli Stati Uniti lo metta tra i suoi favoriti, ma non è il suo libro principe e amato in assoluto. Il libro che più apprezza è la Bibbia

Nulla batte la Bibbia, secondo Donald Trump e la sua biografia neppure si avvicina. 

Be' detto tra noi, non è la prima volta che un personaggio di spicco della scena internazionale, citi come suo libro preferito la Bibbia. Probabilmente nelle mie inchieste compare più di un nome con questa associazione. Anche con certi autori che adoro (William Faulkner in primis) è successa la stessa cosa. 

Certo non mi sarei mai aspettato che un Donald Trump desse così tanta importanza alla Bibbia. Ma le curiosità attorno ai cosiddetti VIP spesso sbalestrano. 

Be' che sia vero o no. Bisogna prenderne atto. Non c'è da stupirsi. 

Immaginarsi un Donald Trump che tutte le sere prima di andare a letto, dopo aver dato il bacio della buonanotte alla sua Melania, dopo aver controllato di non aver lasciato aperto il gas nella cucina della casa bianca. 

Dopo aver chiuso le imposte. Dopo aver controllato le ricevute delle bollette. Dopo aver verificato e fatto quadrare i conti. Dopo aver constatato che anche per quel mese ci si riesce a stare dentro... 

Insomma, con un po' di fantasia, non è difficile immaginare Donald Trump che si legge qualche passo della Bibbia con gratitudine per la giornata appena trascorsa. Penso sia un'immagine negli occhi di tutti. Un'immagine che riempie di speranza e ci inorgoglisce, ne converrete come. 

Ora sarebbe anche bello sapere quali siano i suoi passi preferiti. Ma purtroppo la fonte non mi dice nulla in merito. 

Allora chiedo a voi quali siano i vostri. Nel mio caso naturalmente è il Vecchio testamento

Sapete, no, di cosa parlo? 

Vi voglio bene. 

Grazie. 

Fonti: Donald Trump Just Revealed His Favorite Book. Want to Guess?

22 commenti:

  1. Sai che il mio libro preferito è l'Apocalisse? :D
    Non scherzo!

    Moz-

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  2. La Bibbia è sempre una soluzione. Come detto altrove, complici dei vicini TdG,sono abbastanza ferrato sulla cosa, più di tanti altri cattolici praticanti. Come detto altre volte ritengo quel libro completo, letta per bene la Bibbia tutto il resto della letteratura, di genere o non, comprese spy, fantasy e fantascienza, ci sembreranno un déjà vu. Detto ciò, Trump diede la risposta che gli elettori chiedevano. Ed è una cosa che deve far riflettere.

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  3. Purtroppo non sono un'attenta conoscitrice della Bibbia...
    Alla prossima domanda :)

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  4. Non esisterebbe nessun post(o) Nuovo senza l'ispirazione e la ricerca nel Vecchio!

    ...questo mi fa sperare che l'essere umano è uno speleologo ancora attivo esploratore dell'Autentico ....dell'Origine della sua Caverna Interiore..

    Non sappiamo quale siano i passi della Bibbia preferiti da Trump....ma non sappiamo nemmeno se stia alle pagine del Vecchio testamento o del Nuovo...!O forse è talmente facile intuirlo?

    Grazie...le auguro di cuore un lieto fine settimana...ciao

    L.

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  5. Il passo preferito da Trump?
    Probabilmente è "a chi ha sarà dato, a chi non ha sarà tolto anche quello che ha" (dal Vangelo secondo Nonsochì)

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  6. La presenza della Bibbia può sorprendere, quella di Trump: L'arte di fare affari meno. :)

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  7. La scrittura è talmente vasta, settantadue libri, che non si può estrapolare il miglior libro o versetto. Di primo acchito mi vengono in mente il libro di Rut, quello di Giobbe, quello dell'Ecclesiaste, quello dell'Ecclesiastico e poi i Vangeli e le lettere di Paolo e di Giacomo e...
    sinforosa

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  8. Un libro è un ingranaggio. Diffidate di quelle righe nere su carta bianca. Sono delle forze; si combinano, si compongono, si scompongono, entrano l’una nell’altra, ruotano l’una sull’altra, si dividono, si legano, si accoppiano, fermentano. Questa riga morde, quella riga stringe e schiaccia, quell’altra trascina, quella riga soggioga. Le idee sono un congegno. Vi sentite attratti dal libro. Esso vi lascerà soltanto dopo avere dato una forma al vostro spirito. Talvolta i lettori escono dal libro completamente trasformati. Omero e la Bibbia fanno di questi miracoli. Victor Hugo. Prose filosofiche. 1860

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  9. In realtà mi sarei molto sorpreso se il suo libro preferito fosse stato un altro. In America tutto l'analfabetismo di ritorno passa attraverso la Bibbia.

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  10. Ora dico una mia idea cattiva o meglio politicamente non corretta! Secondo me ha detto la Bibbia perché siccome in realtà non legge mai, almeno citando la Bibbia può fare bella figura dell'uomo per bene! Secondo punto è però, ammettendo sia vero che conosca bene la Bibbia, e non solo certi passi, che la cosa non mi stupisce considerando che potrebbe interpretarla alla lettera e in tale caso è la storia di un popolo eletto in cui facilmente si immedesima credendo che oggi Il popolo eletto sia il suo. Insomma se si esclude il valore simbolico e antropologico, questo sacro volume è una storia di violenza e abusi tra popoli dove il popolo ebreo stesso non ci fa una bella figura!

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  11. Approvo il commento di Ivano, più efficace del mio, ma che ho visto solo adesso!

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