sabato 15 luglio 2017

Un museo in vetrina

A volte si ha  quasi la sensazione che si tenda a esagerare. Poi, invece, ci si rende conto che non si fa mai abbastanza. Ecco perché appena ho scoperto di avere un museo in casa ho anche pensato di approfittarne e di metterlo in vetrina. Così accade che... 

Un post in linea con l'articolo di ieri e con altri contributi pubblicati negli ultimi tempi. Parliamo di arte e di pagine facebook. Forse due voci agli antipodi a prima vista, ma che insieme diventano una sinergia. 

C'ho pensato un po' prima di aprire una pagina facebook (eccola: Nino di Mei) dedicata al lavoro artistico che mio padre ha portato avanti con alterne fortune. Poi dopo aver sentito anche il parere di un esperto del campo ho deciso di muovermi, anche perché male non facciamo... 

Così da qualche giorno c'è una pagina dedicata all'artista Nino di Mei (il mio papà, Gianola Antonio 1925 - 1996). Una pagina che ha lo scopo di promuovere, in primi luogo le attività artistiche legate alla pittura. Tele a olio. Acquerelli. Disegni a china. Bozzetti. Studi, anche qualche scultura! 

Be' io ho sempre visto dipingere mio padre. Solo negli ultimi anni, per diversi motivi, aveva allentato la presa. Ma ricordo che da ragazzino e da bambino era del tutto normale vederlo disegnare e dipingere in ogni momento che avesse a disposizione. A volte diventavi anche il protagonista dei suoi soggetti


Eri lì che giocavi e di colpo di accorgevi che ti stavi ritraendo e così per qualche ora non potevi muoverti. 

Mi faceva quasi rabbia, allora, e solo da pochi anni mi sono reso conto del valore di quei minuti oppure ore rubate. 

Mi sono reso conto scoprendo qualche studio dove mi ha immortalato o dove mi ha ritratto. Mi sembra di rivivere le stesse emozioni, ma naturalmente cercherò di suscitarle con i racconti artistici

Li ricordate no, alcuni esempi? 

Era un pastore ed era affetto da eterocromia alle iridi. Non si sapeva da dove giungeva e neppure quanti anni avesse. 
Tutti lo chiamavano con un soprannome ridicolo. 
Trascorreva la sua esistenza sugli alpeggi tre le montagne con un centinaio di capre. 
Scendeva a valle soltanto d'autunno e passava l’inverno rintanato in una baita alla periferia del paese: cinque mesi nella miseria prima di ricominciare la stagione estiva, la sola routine che conoscesse... 
---> Racconti artistici 

Lo scrittore si svegliò prima del solito quella domenica. Si alzò nel momento più fresco della giornata, mentre albeggiava. 
Scese dal letto e spalancò le persiane della sua camera da letto... 
---> La colazione dello scrittore 

Vi voglio bene. 

Grazie.

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