domenica 30 luglio 2017

Elogio alla torta di mele

Delle buone torte di mele sono una parte considerevole della nostra felicità domestica. 
(Jane Austen

Qualche notte fa ho sognato che preparavo una torta di mele. La preparavo per la mia mamma che ritornava a casa dopo i mesi che aveva trascorso per le cure del suo male in ospedale. 

Adesso credo che tutto sia nato dopo che avevo letto nei giorni precedenti la citazione di Jane Austen che ho usato in testa all'articolo. 

Mi sono un po' commosso al risveglio. Lo giuro e mi è venuto spontaneo scrivere questo elogio alla torta di mele. Ma c'è qualcosa di vero. La torta di mele, una buona torta di mele e il dolce che riesce meglio alla mia mamma e non posso non essere d'accordo con la scrittrice britannica: in questo momento si tratta di un simbolo della mia felicità domestica. 

Nel sogno ero però io a prepararla alla mia mamma. E vi devo confessare che non mi veniva male. Ero contento nel vedere come la gustava e come mi diceva che avevo appreso i suoi insegnamenti nella preparazione. 

Mi diceva che era venuta bene anche nel forno della cucina moderna, benché nel forno a legna della stufa il risultato era migliore. 

Tuttavia mi diceva di non preoccuparmi se la torta era preparata nel mese di luglio, quando bisognerebbe preferire i gelati. Mi diceva che l'aveva apprezzata lo stesso e che adesso non vedeva il momento di essere lei a prepararla di nuovo. 

Mi diceva che non si sentiva neppure inferiore alla Jane Austen. Lei, la mia mamma di libri ne ha scritti quattro

Bene, ora mi resta solo il momento di lanciare l'incipit de Ragione e sentimento

La famiglia Dashwood si era stabilita nel Sussex da molto tempo; le loro proprietà terriere erano vaste, e al centro sorgeva Norland Park, la residenza in cui per molte generazioni avevano vissuto in modo tanto rispettabile da essersi guadagnati la stima di tutti nei dintorni. L'ultimo proprietario era stato un vecchio scapolo, che aveva raggiunto un'età molto avanzata, e che per molti anni aveva avuto come compagna e direttrice della casa la propria sorella. Ma la morte di lei, avvenuta dieci anni prima della sua, aveva prodotto un gran cambiamento nella sua esistenza; perché, per sopperire alla perdita, aveva invitato e accolto in casa la famiglia del nipote, Henry Dashwood, che era l'erede legittimo della proprietà di Norland e la persona a cui lui intendeva lasciarla alla propria morte.  

Vi voglio bene. 

Grazie.

2 commenti:

  1. La torta di mele che bontà... intravedo molto amore nel tuo sogno, la mamma è sempre la mamma, unica e insostituibile 😊 buona domenica Ferruccio.
    Dimenticavo: splendida citazione per l'apertura del post domenicale!

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