giovedì 15 giugno 2017

Vorrei sceneggiare un albo di Tex Willer

Sulle rive del Jackson Lake imperversa una delle prime tempeste estive. La grandine è fitta come fiocchi di neve e la banda di cacciatori Shoshoni, allo scoperto nella radura, si lecca ancora le ferite dopo lo scontro avuto con un gruppo di guerra Siksika. Tre di loro sono soltanto dei ragazzini e sembrano i più provati... 

Più di una volta ho detto e scritto che se fossi nato in America sarei un autore western tra i più acclamati. Ne sono sicuro. 

Potrei essere considerato l'erede di Louis L'Amour o di Zane Grey e magari di Elmore Leonard. Certo la mia predilezione va per le tribù delle pianure: Sioux, Cheyenne, Pawnee, ecc... Non sarei bravo come Elmore Leonard a ritrarre Apache e forse potrei parlare di pionieri come fa Louis L'Amour in fondo a questo post, ma insomma potrei raccontare lo stesso la mia. 

Purtroppo però non sono nato nel west e neppure in America e tutte le storie che ho scritte legate al mondo western sono veicolate in un altro modo, forse per nascondere alcuni limiti dovuti al mio modo di vedere la narrativa. 

Insomma tutte le volte che ho scritto qualcosa del genere ho affrontato un numero imprecisato di problematiche (storia, il fatto di non essere mai vissuta là). 

Per fortuna l'altra notte ho sognato di sceneggiare un albo di Tex Willer e di problemi non ne ho incontrati. Anzi nel sogno mi hanno fatto tutti i complimenti. Forse perché, come potete rilevare dai paragrafi in corsivo che ho aggiunto all'inizio di questo articolo, ero lì sul posto a scriverle.


E non c'erano solo i cacciatori Shoshoni e i guerrieri Siksika, ma ho potuto conoscere il vero Tex Willer e quel vecchio brontolone di Kit Carson, in una stana avventura ambientata tre le valli e le montagne del Teton, con i nativi della zona devastati da un'epidemia di vaiolo. 

Che pure i nostri pards si interessino di vaccini? 

Come l'attualità possa essere da spunto per opere di fantasia e fuor di dubbio, ma forse sono soltanto sogni. 

Verso la pista dell'Oregon 
Avevano percorso venti miglia a cavallo dalle prime luci dell'alba, e alla fine della giornata si presentò improvvisamente ai loro occhi uno spettacolo orrendo. 
Una sessantina di metri più a valle, a mezzo miglio di distanza, i carri della carovana di pionieri erano sparsi in mezzo al delicato verde dell'erba di aprile. La morte era giunta rapida e aveva colpito con violenza, lasciandosi alle spalle i carri bruciati e i corpi nudi e depredati, innaturalmente bianchi sotto il sole. 
L'uomo che indossava un maleodorante giaccone di camoscio si portò all'altezza del maggiore Devereaux. 
«C'erano cinquanta carri. Si possono contare anche da qui. Da come sono disposti così in fila, devono essere stati colti alla sprovvista. Si direbbe che alcuni abbiano cercato di rompere l'allineamento in modo da formare un cerchio, ma che non ne abbiano avuto il tempo». 

Vi voglio bene. 

Grazie.

12 commenti:

  1. Perché non ti proponi, per Tex?

    Moz-

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  2. Una volta io ne scrissi una per "Mister No" e la inviai pure alla Bonelli, che rispose con un'adeguata spiegazione del perché la storia era inadatta alla pubblicazione. Devo dire che ai miei tempi la Bonelli si è sempre dimostrata molto aperta e comunicativa coi propri lettori, un atteggiamento encomiabile. Mi auguro che sia ancora così.

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    1. Mister No... quante belle avventure ricordo

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  3. Praticamente una dedica appassionata che dovrebbe essere segnalata alla Bonelli quanto prima :D

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  4. Il famoso vaiolo, che se non erro fu importato di proposito da alcuni miti fraticelli, evangelizzatori cristiani, attraverso delle coperte infette.

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  5. Adoro il genere Western e piacerebbe anche a me sceneggiare una storia di Tex. Ho comprato la collana di romanzi western uscita in edicola poco tempo fa e questo mese mi sa che prenderò il nuovo Texone.

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    1. Ahah, m'era venuta anche a me quest'idea! :D
      Dai, pensiamoci con calma e vediamo che esce fuori.

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    2. Anche perché il Western indirizzato in quel campo ha molte più aperture e offre qualche chance in più rispetto ai racconti western fine a se stessi

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