mercoledì 21 giugno 2017

Gli alti e bassi della vita

«La morte, la vita, la fama, l'infamia, il dolore, il piacere, la ricchezza, la povertà, tutto ciò tocca ugualmente a buoni e cattivi, non essendo queste cose né belle né brutte; e, dunque, neppure beni o mali.» 
Marco Aurelio 

Uno dei miei idoli filosofici (se così si può definire, passatemi il termine) è Marco Aurelio. Sì quello de Il gladiatore di Ridley Scott che guarda dall'alto la battaglia contro le tribù barbare. Il padre di Commodo: quel Commodo. L'imperatore, il filosofo, lo scrittore romano interpretato nel film da Richard St. John Harris. Lo ricordate no? Lo avete in mente, vero? 

Ecco, io da anni sono solito leggere in determinati momenti i suoi Pensieri. Avviene tutto per caso. Mi metto lì e sfoglio le sue pagine. Un po' come ascoltare i consigli di una persona che si stima. E vi confesso che ogni volta ci trovo qualche suggerimento che ben si inserisce nel vissuto del momento. 

Un po' come la citazione di oggi che sembra fatta apposta per il periodo che sto attraversando. 

Sì, oggi andiamo un po' sul personale... ma non voglio tediarvi. 

Mai come in questo periodo sto sperimentando emozioni di carattere diverso tutte insieme. Mai come adesso di fronte a cose esaltanti e quasi impensabili soltanto qualche anno fa fanno da contraltare situazioni che non vorremmo mai affrontare. 

Ed è proprio Marco Aurelio che ti fa capire che non c'è differenza. Ogni cosa deve essere vissuta e affrontata con il meglio delle nostre qualità. Tutte. Qualità morali, qualità fisiche, qualità etiche... 

E tutto senza farsi troppo coinvolgere. 


Se il successo arriva ben venga e se è la tragedia facciamo buon viso a cattiva sorte

Tutto deve servire per farci crescere e tutto quello che ci capita serve per farci crescere. Sia l'esaltazione di un successo o sia un qualcosa che non si augura a nessuno. 

Come istruisce Marco Aurelio non istruisce nessuno o quasi... 

Ma intanto i Pensieri del filosofo fanno bene. Vi metto l'incipit, ma in rete li trovate liberamente da molte fonti. 

Mio nonno Annio Vero mi è stato esempio di affabilità e mitezza. Mio padre, di modestia e fermezza virile. Mia madre, di pietà religiosa e liberalità. E debbo al mio bisnonno paterno di non aver frequentato le scuole pubbliche, avendo avuto in casa buoni maestri. 

Vi voglio bene. 

Grazie. 

PS. Domani ci sarà un post dal titolo I miei cinque filosofi preferiti. Vi aspetto, non perdetelo!

13 commenti:

  1. Film imperdibile, che ha esaltato il ruolo filosofico di Marco Aurelio. Eppure anche in Indiana Jones (terzo episodio della saga) i grandi personaggi della storia accorrono in soccorso al momento opportuno, e credo sia così per tutte le persone che hanno la buona abitudine di riflettere su quello che fanno. Come te spesso attingo qualche suggerimento dai grandi della storia (materia assai interessante come l'archeologia), e se si riflette un po' tutta questa grande "distanza" in realtà è inesistente. Sul fatto di rimanere distaccati penso sia la cosa più difficile da imparare soprattutto quando si ha una certa sensibilità 😊
    Bel post Ferruccio!
    Marina

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  2. "Ogni uomo vale quanto le cose che cerca" (M.A)

    Buona giornata

    L.

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    1. Me ne sono servito per qualche tempo di questa citazione

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    2. Davvero?
      Io,confido nel fatto che se parli al passato è perché hai trovato altre strade...chissà magari non servendoti più (tu/lei) di citazioni,ma servendosi le citazioni di te/lei:


      "Ogni cosa deve essere vissuta ed affrontata con il meglio delle nostre qualità ".

      Buona giornata

      L.

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  3. Tutto quello che capita nella vita è insegnamento. Anche le cose che mai vorremmo affrontare.
    Avere un buon "maestro" dal quale sentire perle di saggezza che ci facciano riflettere e ci sollevino è notevole.

    Il gladiatore mai visto.

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    1. No! Non mi ricordo nemmeno di essere andata al cinema e la tivù in casa, raccoglie polvere :)

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    2. Grande Patricia!! (se mi è permesso :-) )

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  4. E' anche uno dei miei libri preferiti.
    Se sei interessato al genere mi permetto di consigliarti, qualora tu non lo conosca già, lo splendido saggio di Pierre Hadot: "Esercizi spirituali e filosofia antica". Davvero illuminante!

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