domenica 25 giugno 2017

Come placare la fame con la letteratura

«La fame è un'ottima disciplina e t'insegna molte cose.» 
Festa mobile - Ernest Hemingway 

Nei suoi primi anni parigini Ernest Hemingway combatteva i morsi della fame recandosi nelle sale del Musée du Luxembourg. Lì, mentre meditava sui suoi racconti e sul suo futuro, trascorreva il tempo a fissare le immagini di cibo. 

Infatti è lo stesso Hemingway a raccontarlo nel libro che ho citato all'inizio. 

Il nobel americano ha scritto che il fissare i dipinti e i quadri di cibo di Cézanne, non solo lo ha aiutato a non mangiare e a sopportare i crampi allo stomaco per la fame, ma ha anche alimentato il suo appetito estetico e culturale. Cosa non da poco! 

Anzi. 

Questo, dopotutto, è un bel modo creativo per combattere la fame. Ora bisogna ammettere che la fame, come quella di Hemingway, è abbastanza difficile da incontrare al giorno d'oggi. Più che altro ci troviamo a fare il contrario. Mangiamo troppo. Dobbiamo affrontare diete per andare al mare. Spesso dobbiamo curaci smettendo di mangiare perché siamo troppo grassi. 

A volte qualche patologia ci costringe a fare del scelte sul cibo. In poche parole non è semplice mettersi nei panni di Hemingway! Per fortuna non sono un ingordo. Ormai mangio solo il necessario. Non sono un boiardo che vive di abbuffate di ogni genere. 

Così anche se magari non soffro la fame, la fame vera, sia chiaro, non esagero con il cibo e ho sempre appetito. Allora, mi sono reso conto che anch'io usavo e uso dei trucchi come Hemingway

In collegio per esempio, per placare l'appetito, visto che bisognava sempre stare a determinati orari, quando scrivevo, magari in un momento in cui avevo particolarmente  fame, era abbastanza verosimile che nella mia narrativa e nella mia  letteratura ci fosse finito qualche pietanza e cose d genere. D'altronde basta leggere i due racconti che seguono per capirlo: 

Quasi non ti sembra vero. Vedi che afferra un coltellaccio e capisci subito che ce l’ha con te. Ti chiedi il motivo. Non hai mai fatto del male a nessuno e ti sembra ingiusto. Ma non puoi muoverti e sai che lui presto lo farà. Sebbene al momento esiti. D’altronde, dopo la prima occhiata che ti ha lanciato, sembra che adesso pensi a qualcosa d’altro. Appare indeciso. Si sposta da una parte all’altra inquieto, con questo coltello in mano. Ma non ti devi fidare di persone come lui. Sai che è un uomo subdolo. Senza pietà. E la paura l’avverti. 
---> Non sarà la mia fine 

Tra noi c’era sempre chi propendeva per un altro posto. Non riuscivamo mai a metterci d’accordo. Se per caso uno proponeva il bianco, l’altro suggeriva il nero. Se uno consigliava un rifugio in montagna, potete essere sicuri che un altro avrebbe indicato, subito dopo, un localino in riva al mare. Potevamo discutere per ore e ore prima di decidere. E quasi mai trovavamo la soluzione. Neanche a pagare. 
---> Un posto da gourmet 

Vi voglio bene. 

Grazie.

Fonte: Writer Food From A To Z  

2 commenti:

  1. Un aspetto molto interessante che non avevo mai considerato! Ciao buona domenica!

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  2. Tutte le persone che hanno attraversato la guerra si ricordano i morsi della fame. Senza andare tanto lontano, mia mamma se lo ricorda ancora per esempio, nonché i nonni che non ci sono più. Eppure mi ricordo i lori racconti. È una buona regola sapersi controllare 😉
    Ciao Ferruccio!
    Marina

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