domenica 18 giugno 2017

Colazione da... Truman Capote con tiramisù

Ho letto soltanto L'arpa d'erba di Truman Capote. Non mi è piaciuto particolarmente, ma sono curioso di leggere Colazione da Tiffany. Dopotutto questo post è nato dopo che davanti agli occhi mi sono passate le immagini del film.  
Stamattina, per la mia rubrica domenicale dedicata alla cucina letteraria, si parla di colazione da... Truman Capote con tiramisù

Si parla di prima colazione. 

Dopotutto, le fonti parlano chiaro, e benché l'autore di Colazione da Tiffany e a A sangue freddo amasse le patate al forno con i frutti di mare, andava particolarmente matto per i dolci. 

Truman Capote, oltre a essere un bravo scrittore e sceneggiatore, in realtà era anche un cuoco capace. Gli piaceva cucinare e non era l'ultimo arrivato. 

Si racconta che avesse imparato a cucinare come uno che dopo essersi stabilito in Sicilia. Era particolarmente appassionato e ci sapeva fare con i dessert

Si divertiva a preparare e a friggere i biscotti e a fare torte, forse per poter soddisfare le sue voglie di zucchero. Ma Truman Capote adorava un particolare un unico dolce. 

Una sorta di dolce con biscotti coperti da crema al cioccolato e ripiena di lamponi freschi. 

Un qualcosa che ricorda una versione più leggera del tiramisù. Ecco ora non vorrei mettere il dito nella piaga, ma il tiramisù, nella versione originale, è anche uno dei pochi dolci che posso assaporare anch'io! 

Mi sento sempre attratto dai posti dove sono vissuto, le case e i loro dintorni. Per esempio, nella Settantesima Est c'è un edificio di pietra grigia dove, al principio della guerra, ho avuto il mio primo appartamento newyorchese. Era una stanza sola affollata di mobili di scarto, un divano e alcune poltrone paffute, ricoperte di quel particolare velluto rosso e pruriginoso che ricolleghiamo alle giornate d'afa in treno. Le pareti erano a stucco, di un colore che ricordava uno sputo tabaccoso. Dappertutto, perfino in bagno, c'erano stampe di rovine romane, molto vecchie e tempestate di puntolini scuri. L'unica finestra dava sulla scala di sicurezza. Ma, anche così, mi si rialzava il morale ogni volta che mi sentivo in tasca la chiave del mio appartamento; per triste che fosse, era un posto mio, il primo, e lì c'erano i miei libri, i barattoli pieni di matite da temperare, tutto quello che mi occorreva (o così almeno pensavo) per diventare lo scrittore che volevo diventare. 

Vi voglio bene. 

Grazie. 

Fonti: Menu for a Moveable Feast: 10 Famous Authors and Their Favorite Foods & Recipes  

2 commenti:

  1. Buono il tiramisù, mangiato proprio ieri per il 94°compleanno di mio suocero 😉 ciao Ferruccio buona domenica!

    RispondiElimina