mercoledì 17 maggio 2017

Moleskine: un mito per gli scrittori

Ernest Hemingway ne ha fatto un uso massiccio, riempiendoli di parole e racconti. Non ne usciva mai senza e tutto ciò che scriveva, tra le strade di Parigi, nei bar de L'Avana e negli alberghi di Venezia, iniziava su questi taccuini. Ma anche Oscar Wilde, Vincent van Gogh e altri personaggi del mondo letterario, del mondo della cultura e dell'arte ne hanno fatto uso. Tuttavia è con Bruce Chatwin, un altro tra i miei autori preferiti per quanto riguarda lo stile di scrittura, che il taccuino Moleskine è stato espressamente disegnato (diventando un mito per gli scrittori), prendendo spunto dagli stessi che lo scrittore britannico portava con sé nei suoi viaggi. 

La prima volta che ho sentito associare a un taccuino il termine Moleskine è stato leggendo Le vie dei canti di Bruce Chatwin. Un libro che il sottoscritto considera un qualcosa di più di un semplice testo letterario. Non ricordo quando e come e dove di preciso. 

Vi confesso che ho cercato anche di andare a cercare il punto esatto in cui compare il termine per rendere l'articolo il più veritiero possibile, ma non sono riuscito a trovare la pagina specifica. 

Ho trovato un punto in cui il narratore (lo stesso Bruce, ovvio, visto che più che un romanzo il libro in questione è un saggio) sale in camera mezzo ubriaco e prende un blocco di carta gialla per scrivere quello che ha in mente, ma non credo sia quello il punto che mi interessa davvero. 

State pure certi però che tra qualche giorno o magari tra qualche settimana troverò il passo preciso e magari lo aggiungerò a questo articolo, ma intanto lo spunto mi basta per celebrare questo taccuino che in un certo qual modo ha aiutato anche il sottoscritto

Le prime volte che andavo in giro con le velleità dello scrittore ero solito portarmi dietro dei taccuini dove poter scrivere e disegnare. Taccuini, matite a punta fine e una gomma

Pensavo fossero sufficienti per darmi un'aura professionale e vi confesso che c'ho scritto anch'io molte cose e c'ho lasciato impresso diverse idee. Certo ora con i dispositivi tecnologici che abbiamo a disposizione è ancora più facile. 

D'altra parte non posso non ammettere una certa difficoltà di rilettura se fatta troppo a posteriori. 

Ma questi taccuini avevano un qualcosa di magico e sono molto contento che ora come ora siano quasi un mito e che tutti coloro affrancati a qualche attività artistica ne facciano uso. C'è un qualcosa di romantico in tutto questo. 

Vi voglio bene. 

Grazie.

8 commenti:

  1. Un taccuino è un taccuino. Moleskine è solo un marchio (e ti fanno pagare una raccolta di fogli di carta utili per prendere note a peso d'oro, tra l'altro); se devi usare un taccuino, deve per forza essere un Moleskine? Tantissimi scrittori moderni hanno sempre preso appunti sui taccuini che capitavano loro sotto mano, anche perché magari devono tirare a campare giorno per giorno e, come ho detto, un Moleskine costa un occhio se non tutti e due.

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  2. Sicuramente sono magici e romantici, e rimandano a un tempo passato, un tempo letterario...
    Io ho i miei taccuini ma sono disordinato, non ne ho uno fisso da portarmi dietro. Sono poco magico, letterario e romantico XD

    Moz-

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  3. Ciao,come va?

    Nei tuoi articoli noto un grande spazio dedicato a libri,scritture e scrittori...

    Ti ha mai chiesto qualcuno da cosa è nata questa passione,cosa ti ha spinto o motivato nello scrivere e nel leggere?

    Ti auguro una buona giornata..

    L.

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    1. Nei miei post vedrai che trovi la risposta :-)

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  4. Anch'io ho conosciuto il moleskine attraverso la lettura de "Le vie dei canti". Dopo aver letto il libro, ne comprai uno e lo riempii di scritture varie. Ma ho visto che non fa per me: mi trovo meglio con i quaderni formato protocollo. Mai più moleskine in vita mia...

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    1. Non sono il solo con questo suggerimento, vedo!
      Mi fa piacere!

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