venerdì 19 maggio 2017

L'incipit a memoria

Conoscete degli incipit a memoria? In questo post ce ne sono cinque che il sottoscritto ha in mente da quando ha letto quei libri. Un buon modo per rivedere anche cinque articoli che magari non conoscete presi da rubriche diverse. Due di questi li conosco pure in lingua originale. Mancano i libri di Hemingway ma è naturale che sono sottintesi. Fuori i vostri. 

Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendia si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era cosí recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. 
---> Mai letto Gabriel Garcia Marquez? 

Chiamatemi Ismaele. Qualche anno fa — non importa ch'io vi dica quanti — avendo poco o punto denaro in tasca e niente che particolarmente m'interessasse a terra, pensai di mettermi a navigare per un po', e di vedere così la parte acquea del mondo. Faccio in questo modo, io, per cacciar la malinconia e regolare la circolazione. Ogniqualvolta mi accorgo di mettere il muso; ogniqualvolta giunge sull'anima mia un umido e piovoso novembre; ogniqualvolta mi sorprendo fermo, senza volerlo, dinanzi alle agenzie di pompe funebri o pronto a far da coda a ogni funerale che incontro; e specialmente ogniqualvolta l'umor nero mi invade a tal punto che soltanto un saldo principio morale può trattenermi dall'andare per le vie col deliberato e metodico proposito di togliere il cappello di testa alla gente — allora reputo sia giunto per me il momento di prendere al più presto il mare. Questo è il sostituto che io trovo a pistola e pallottola. Con un ghirigoro filosofico Catone si getta sulla spada; io, quietamente, mi imbarco. Non c'è niente di straordinario in questo. Basterebbe che lo conoscessero appena un poco, e quasi tutti gli uomini, una volta o l'altra, ciascuno a suo modo, si accorgerebbero di nutrire per l'oceano su per giù gli stessi sentimenti miei. 
---> L'archetipo del realismo isterico 

Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece disgraziata a modo suo. 
---> Le uova di Lev Tolstoj 

Negli anni più vulnerabili della giovinezza, mio padre mi diede un consiglio che non mi è mai uscito di mente. "Quando ti vien voglia di criticare qualcuno" mi disse "ricordati che non tutti a questo mondo hanno avuto i vantaggi che hai avuto tu." Non disse altro, ma eravamo sempre stati insolitamente comunicativi nonostante il nostro riserbo, e capii che voleva dire molto più di questo. Perciò ho la tendenza a evitare ogni giudizio, una abitudine che oltre a rivelarmi molti caratteri strani mi ha anche reso vittima di non pochi scocciatori inveterati. 
---> In vetrina con Il grande Gatsby 

Il cielo sopra il porto aveva il colore della televisione sintonizzata su un canale morto. 
---> In vetrina con Neuromante 

Vi voglio bene. 

Grazie.

10 commenti:

  1. Non ho memoria purtroppo ma ci penso. Promesso!
    Aureliano Buendia.... passatoi secoli ma chi lo dimentica quel libro!

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  2. Un gran tocco di classe inserire Moby Dick, quel "Chiamatemi Ismaele", ha una forza d'impatto straordinaria.

    A memoria parola per parola credo di ricordare solo le prime righe de Lo Hobbit.

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    1. Sì, è fenomenale. Uno degli incipit più belli di sempre per me

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  3. In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio.

    "Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus".

    -zoM

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  4. Ne veramente conosco pochi di incipit, ma due stanno in questa lista

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  5. "Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo Se una notte d'inverno un viaggiatore di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell'indistinto. La porta è meglio chiuderla; di là c'è sempre la televisione accesa"
    Eccolo preciso.. indimenticabile.. una fucilata.

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