lunedì 1 maggio 2017

Il romanzo in tedesco più venduto al mondo

Il record culturale di questo lunedì me lo sono andato a cercare apposta, correndo dei rischi. Magari molti di voi storcono il naso e posso capirli. Magari le fonti sono quelle che sono, ma sono molto sorpreso e soddisfatto di questo primato. Insomma che Heidi fosse il romanzo in tedesco più venduto al mondo non lo avrei mai pensato e mi fa molto piacere: perché sono affezionato a quella bimba! 

Penso ci sia ben poca gente che non conosce la storia della piccola Heidi. Penso abbia emozionato un po' tutti. Per quello che ne so in casa mia ha toccato tutte le generazioni. Dalla mia mamma alle mie nipotine, passando per tutto il resto del nucleo famigliare. 

Così, ora, tutti sanno la storia della pastorella svizzera che va a vivere con il nonno (il vecchio dell'alpe) in un alpeggio tra le montagne. 

Tutti penso hanno sentito parlare di Peter, della piccola Clara e dei suoi problemi dovuti alla poliomielite, per non parlare della Rottenmeier, del cane Nebbia e della capretta Bianchina. Di Francoforte. Del signor Seseman. Dei temporali sulle alpi, della neve. Delle marmotte. E via di seguito. 

Purtroppo la storia di Heidi, scritta da Johanna Louise Spyri, è talmente famosa dal punto di vista televisivo e cinematografico che risulta quasi improponibile dal punto di vista letterario. Ma stiamo parlando di un libro tradotto in cinquanta lingue e che ha venduto cinquanta milioni di copie in tutto il mondo. 

Magari tutti sanno a memoria la canzoncina che caratterizza la sigla del cartone animato che periodicamente ricompare su qualche rete televisiva. 

Ma il romanzo  lo avete letto? Lo avete in casa? 

Questo che segue è l'incipit, magari si potrebbe regalare ai nostri bimbi. Leggere non fa mai male. 

Al piede d'una fila di monti dalle cime frastagliate che guardano minacciose giù verso la valle dell'Alto Reno, c'è un paese come in Svizzera ce ne sono tanti: con la chiesa dal campanile a punta e la scuola, il mulino, il fabbro e il calzolaio. 
Quando il treno si ferma alla piccola stazione, il capotreno grida: «Mayenfeld!». 
Da Mayenfeld se ne va, serpeggiando per i verdi pendii, un sentiero che sale fino a una baita solitaria poco sotto le nude rocce della vetta più alta. 
Per quel sentiero, in una luminosa mattina di giugno, saliva una ragazzona che conduceva per mano una bambina infagottata in tre vestiti e uno scialle rosso, tutto il suo guardaroba, con i piedini in un paio di scarponcini chiodati nuovi nuovi. 

Vi voglio bene. 

Grazie. 

Fonti: Lista Best Seller

10 commenti:

  1. Stefano Gerosa1 maggio 2017 08:01

    Molto interessante, come sempre. Trovo fondamentale il tuo suggerimento di leggere il libro ai nostri bimbi, perché questo è il cardine del problema: oggi pochi si prendono il tempo è il piacere di farlo, è molto più semplice parcheggiare i bambini davanti alla TV oppure dar loro in mano uno smartphone. Così non si creano nuovi lettori, e poi non ci si lamenti che i ragazzi di oggi non sanno scrivere. Grazie come sempre, Ferruccio.

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    1. Trovare il tempo di leggere ai bimbi, migliorerebbe tante cose.
      Stefano posso usare il commento come spunto per un prossimo post?

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    2. Stefano Gerosa1 maggio 2017 11:10

      Of course! 😉

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  2. Mai letto il libro e pensare che cob la figlia piccola ne leggemno migliaia.
    I cartoni invece sigla compresa li conosciamo a memoria

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  3. Ed io che pensavo di trovarci Goethe. :-P

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  4. Davvero un bel libro, l'abbiamo letto in paio di anni fa!

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