sabato 20 maggio 2017

Arte di casa in vetrina

Nei giorni scorsi sono stato contattato dai responsabili di una Galleria d'Arte del centro Italia, per un certo interesse attorno alle opere e ai quadri realizzati dal mio papà. 
Nei prossimi giorni incontrerò un consulente per una stima precisa e per una valutazione artistica vera e propria delle tele. Nel frattempo... 

Non so quante tele ad olio ha realizzato mio padre durante la sua vita. Ne dipingeva in media due o tre all'anno e lo ha fatto per una quarantina di anni. Ora si fa in fretta a fare un conto approssimativo

Diversi di questi lavori sono in giro per l'Italia e per il mondo. so che diversi di questi si trovano in case ed uffici del tutto impensati. Alcuni si trovano negli ambienti di alcune istituzioni sociali del mio paese. In ogni caso c'è un quaderno in casa dove sono tracciati. Sempre in casa sono rimaste all'incirca una quarantina di opere. 

Quasi tutte tele a olio, di varie dimensioni e con soggetti vari: paesaggi, nature morte, tavole figurative e via di seguito. Le firmava con il nome d'arte Nino Mei.

Quello che ricordo è che ci sono molti momenti legati alla pittura e a queste opere. Nella mia camera da letto c'è il ritratto di un Cristo che il vecchio medico condotto del paese avrebbe fatto carte false per averlo. 

Ma a volte mi basta soltanto vederne uno che la mia immaginazione si riempie di ricordi. 

Un quadro con qualche gallina mi ricorda i pollai che c'erano alla periferia del paese. Due signori che giocano a carte mi portano alla memoria un bar dove i bambini non potevano quasi entrare... 

Ma c'è molto di più... 

Ricordo quando da piccolino, durante le vacanze estive, andavo a fargli compagnia alle mostre personali che allestiva o a cui partecipava. 

Mi ricordo quando incontrava qualche pittore famoso e si perdeva a discutere per qualche ora sui trucchi del mestiere. Ma ricordo anche le gite in giro per i monti della zona, quando si portava il suo seggiolino da pittore, il cavalletto e una borsa gli strumenti necessari per immortale un momento o una situazione. 

Erano strumenti e attrezzature inseparabili per lui e in qui momenti non pensava ad altro, credo. 

Si abbandonava totalmente nella creazione delle sue opere, magari sulle rive di uno stagno alpino o sulla piazzola di una cappella votiva... 

Mi sono abbandonato a i ricordi pure io e così è nato anche un post da mettere in vetrina questo sabato mattina. Magari può essere stimolante e suscitare dell'interesse anche a voi. 

Vi voglio bene. 

Grazie.

11 commenti:

  1. Io credo che tu e tuo fratello Livio siate dei privilegiati, poiché vostro padre vi ha lasciato in eredità la sua eleganza e il coraggio, ma soprattutto il suo carisma e la signorilità.

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  2. Dipingere è come scrivere o creare musica. Tiriamo fuori sentimenti. E lasciamo sensazioni in chi guarda, chi legge, chi ascolta. Lasciamo scrigni di memorie per un giorno lontano, e intanto, ora, ne beneficiamo noi autori ;)

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  3. Le due immagini dei quadri che hai postato sono gradevolissime, è troppo se ti chiedessi di farcene vedere altre?
    Un sorriso

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    1. Sto preparando una raccolta fotografica. ma per ora siamo ancora in alto mare

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  4. Ricordi molto belli. Aspetto altri dipinti, questi sono davvero belli.
    sinforosa

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  5. Bei dipinti. Se ne pubblicherai altri li guarderò senz'altro volentieri :-)

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  6. Bellissimi questi dipinti, mi piacerebbe vederli tutti! Complimenti per il babbo!

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