domenica 9 aprile 2017

La pasta al cavolo di Jonathan Franzen

Non so se La pasta al cavolo (kale) di Jonathan Franzen, uno dei suoi piatti preferiti, sia da collegare o abbia in comune qualcosa con le cime di rapa. Vi confesso che ricercando le immagini di uno e dell'altra mi ha creato qualche perplessità e non vorrei sembrare blasfemo. Anzi vi prego di non prendervela con me. Dopotutto è lo scrittore americano che ha messo le mani in pasta. 

Non ho mai avuto occasione di mangiare la pasta con le cime di rapa. I motivi sono da ricercare nelle mie origini e nelle mie abitudini. Dalle mie parti non è facile trovarle dal fruttivendolo e al mercato e anche quando sono andato in loco mi sono orientato su altre specialità. 

Ben sapendo cosa c’avrei perso. 

Non ho mai mangiato neppure della pasta con il cavolo: pietanza che sembra essere tra le preferite dello scrittore Jonathan Franzen visto che sul sito Flavorwire illustra addirittura una ricetta che pare a dir poco appetitosa.  

Vi confesso che la faccenda mi incuriosisce e non è escluso che tra i miei prossimi tentativi in cucina ci possa essere una sperimentazione sul genere: sempre che qualcuno sia così gentile da spiegarmi esattamente cosa sia il kale e come debba essere usato e preparato. 

Sta di fatto che la pietanza mi incuriosisce anche dal punto di vista letterario riguardo al suo autore. Siccome  non ho mai letto nulla dello scrittore americano, questo potrebbe essere il momento giusto per colmare questa lacuna 

Le notizie su Walter Berglund non vennero riprese dalla stampa locale — lui e Patty si erano trasferiti a Washington due anni prima, e ormai non contavano più niente per St Paul —, ma la nuova borghesia urbana di Ramsey Hill non era così leale alla propria città da non leggere il «New York Times». Secondo un lungo e assai poco lusinghiero articolo del «Nyt», Walter, nella capitale della nazione, aveva mandato a rotoli la propria vita professionale. I suoi vecchi vicini avevano qualche difficoltà a conciliare la descrizione del quotidiano («arrogante», «tirannico», «eticamente compromesso») con l'uomo generoso, sorridente e rubicondo dei loro ricordi, l'impiegato della 3M che risaliva Summit Avenue sulla sua bici da città nella neve di febbraio; sembrava assurdo che Walter, più verde di Greenpeace e cresciuto in campagna, fosse finito nei guai per connivenza con l'industria del carbone ai danni dei contadini. Ma nei Berglund, d'altra parte, c'era sempre stato qualcosa che non andava. 

Vi voglio bene. 

Grazie.

2 commenti:

  1. Non perdere l'occasione di assaggiare questa prelibatezza! Ciao buona domenica!

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