venerdì 28 aprile 2017

In proporzione leggevano di più le persone nei tempi antichi

Nei paesi cosiddetti civili sono tutti, o quasi, capaci di leggere e scrivere:  ce lo insegnano da piccoli. Poi però le statistiche dicono che crescendo dei libri non sappiamo cosa farne. Purtroppo il sapere leggere e scrivere il più delle volte ci serve solo per guadagnarci il pane attraverso mansioni che a malapena sopportiamo. Così dopo un po' i libri non li apriamo più e li dimentichiamo. Le statistiche sono impietose. In proporzione leggevano molto di più ed erano molto più colte le persone nei tempi antichi

Quando parlo di persone dei tempi antichi parlo di persone di qualche migliaio di anni fa. Persone anche di duemila o di tremila anni fa. Detto questo mi raccomando: non mettetevi a ridere e non prendetemi per pazzo. 

Certo ora non ho sottomano i link da usare come riferimento, forse non ci sono neppure articoli che suffragano la mia tesi. 

D'altra parte più che un post tecnico e divulgativo, questo vuole essere uno spunto di riflessione per vedere che corde riesco a toccare, e se ci cogliete una piccola vena polemica, be' cogliete bene. 

Quello che ho scritto all'inizio si può tranquillamente contestare ma se ci pensate un attimo e riflettete un pochino non farete fatica ad arrivare alle mie stesse conclusioni, nonostante possano apparire un po' balorde. 

Allora, qualche migliaio di anni fa, le persone che sapevano leggere leggevano e, spesso, scrivevano. Avevano un ruolo ben definito nelle loro società. C'era interesse attorno ai libri, forse anche perché era la fonte primaria di conoscenza ed era un ottimo metodo per scatenare la curiosità e la fantasia. Trovo con questi presupposti che sia molto facile farmi un'idea di una società molto meno superficiale di quella odierna. 

Su dieci persone che sapevano leggere nove leggevano. Sapevano che in quei volumi che avevano davanti agli occhi c'erano delle possibilità enormi. Leggevano con attenzione e studiavano le parole scritte, una per una, senza fretta e sino all'assimilazione, e non è retorica. 

Oggi su cento persone che sanno leggere ci sono le stesse dieci persone che leggono. Forse neanche. 

Le altre novanta usano la lettura solo come un qualcosa di fisiologico che può servire soltanto come tornaconto economico nella maggior parte dei casi utile ad arrivare sino alla pensione. 

Non si legge più per imparare. Neppure a scuola. Quel poco che si legge è visto solo come nozionistico. Non si legge più per diventare più curiosi. Non si legge più per inventarsi un futuro. Leggiamo sempre senza uscire dai nostri limiti. O dai limiti in cui ci hanno messo. 

I libri devono essere di nuovo aperti e non solo per bellezza! 

Vi voglio bene. 

Grazie.

11 commenti:

  1. Il paradosso che introduci è stimolante e curioso, anche se le premesse tendono ad ingannare. Un tempo, per le dieci persone che sapevano leggere (e leggevano e scrivevano nella quasi totalità della loro percentuale), ce n'erano novanta che non sapevano neanche di cosa parliamo (tanto per restare nel numero di cento). Oggi su quei cento magari novanta sanno leggere e scrivere - e mi sto comunque allargando) ma forse anche meno di dieci leggono e scrivono davvero. Messo così il paragone e i parametri cambiano senso e significato. Non che voglia giustificare nessuno, per carità, certo è che le armi di "distrazione di massa" allontanano l'utente dalla sana lettura e dalla altrettanto sana scrittura. E anche noi bloggers possiamo poco. Ma non tentare sarebbe un delitto ;)
    Buon weekend carissimo .. e sempre felice di leggerti!

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    1. Si, Franco. In effetti, l'ho scritto che si può tranquillamente "contestare" ma non bisogna dimenticare che questo è una prova della presenza di un altro tipo di "analfabetismo". Allora c'era una scusante, oggi no

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  2. IO credo che ciò che manca oggi sia lo "incitamento alla conoscenza". Uno stimolo che viene meno, dato che la democrazia lancia il "falso messaggio" che l'ignoranza stia sullo stesso piano della cultura.

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    1. Verissimo!
      Mi ha tolto le parole di bocca!

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    2. La democrazia lancia un messaggio diverso a mio avviso, non esalta l'ignoranza, ma veicola l'idea che la televisione, i tabloid colorati e gli smartphone suppliscano ampiamente al compito degli insegnanti... peggio me sento...

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    3. Si veicola un'ignoranza camuffata! :-D

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  3. Siccome scribacchio vengo spesso avvicinato da persone che hanno curiosità di parlare con uno che mette in fila delle frasi. La cosa positiva è che sono in massima parte donne giovani.
    La parte negativa è quando dicono di leggere ma, a richiesta, non sputano fuori un autore che sia uno; e quando dicono di amare la lettura e, dopo averle forzate, vengo a sapere che leggono in un anno i libri che leggo io in un mese.
    E qualcuna ha anche detto: "Eh, ma così non te li godi!"
    :-D

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    1. Massimo, mi permetti una piccola battuta polemica? :)
      Dipende dai libri che leggono. Se in un anno leggono classici russi o Catullo o Hemingway è una cosa. Se leggono il libro di Monica Lewinsky et similia è un altro. :)
      A me comunque una volta hanno chiesto guardando la mia libreria "ma quei libri li hai letti tutti?".
      Risposta mia..noooooo! Però non sapevo che mettere sul mobile :))
      Leggere... troppe distrazini davvero come scrive sopra Franco!

      Buona serata a tutti!

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  4. Trovo che hai ragione assolutamente! Poi negli ultimi vent'anni da quando c'è la rete, tutti si legge un po' meno sul cartaceo e troppo in fretta dallo schermo. Ho notato che è successo persino a me che sono una lettrice incallita. Prima una media di cinquanta libri all'anno ( li annoto con un breve commento per avere diverse classifiche personali) ora in media una decina....la cosa un po' mi rattrista ma il tempo disponibile invece di aumentare diminuisce... spero che però questa sia solo un'epoca di passaggio. Ciao, buon week end!

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