venerdì 17 marzo 2017

Scrittori buoni e scrittori cattivi

Bisogna leggere due volte tutti gli scrittori: i buoni e i cattivi. Si riconosceranno i primi, si smaschereranno i secondi. 

L'autore delle frase che mi ha dato l'input per questo articolo odierno è Karl Kraus.  
Ora se la vedete come il sottoscritto siete per forza obbligati a chiedervi chi è: be’ Karl Kraus è, secondo le fonti che sono andato a cercare, uno scrittore, giornalista, aforista, umorista, saggista, commediografo e poeta austriaco. 

È considerato uno tra i principali autori satirici di lingua tedesca del secolo appena trascorso e mi sono permesso per darvi un’idea e un qualcosa su cui investigare di aggiungere in fondo all'articolo l'incipit di una delle sue opere più famose, Gli ultimi giorni dell'umanità

Devo confessare tuttavia che da parte mia è tutto fumo e non c‘è traccia di arrosto. Questo scrittore non lo avevo mai sentito nominare sino a qualche giorno fa. Per niente. Inutile che cerchi scuse. 

Non lo conoscevo affatto, anzi farei meglio a dire non lo conosco, visto che una semplice frase può colmare una lacuna di questo tipo

Va però detto in mio aiuto che ciò che avete appena letto in corsivo è bastato ad accendere la cosiddetta lampadina e a ispirarmi come al solito qualche piccola riflessione. 

E così… 

Inconsciamente seguo il metodo suggerito da Kraus. Ben raramente non leggo un paio di volte i libri che mi capitano tra le mani. Se proprio non mi vanno non li leggo affatto. 

Altrimenti offro a tutti almeno due possibilità. E forse senza saperlo divido gli scrittori buoni dagli scrittori cattivi. Nella mia libreria funziona così. 

Davanti, in prima fila ci sono i libri degli scrittori che ho letto soltanto una volta. Proprio così. Li lascio lì in attesa che mi venga voglia di leggerli una seconda volta. 

Una seconda volta che possa darmi davvero un'idea qualitativa di ciò che davanti. Molte volte già dalla prima lettura è facile farsi un’idea ma a volte si scoprono frasi, concetti e quant’altro che sfuggono a un semplice approccio e si rende necessario riaffrontarli. 

Come promesso l’Incipit de’ Gli ultimi giorni dell'umanità:  

Uno strillone — Edizione straordinaria! Assassinato l'erede al trono! Arrestato l'assassino! 
Un ebreo — Menomale che non è un ebreo. 
La moglie — Vieni via, andiamo a casa (lo trascina via). 
Altro strillone — «Neue Freue Presse», edizione straordinaria! L'assassinio di Serajevo! È un serbo l'attentatore! 

Forse sarà il caso che mi legga questo libro un paio di volte. 

Vi voglio bene. 

Grazie.

15 commenti:

  1. Ma davvero nella citazione c'era quell'orrendo "menomale" scritto tutto attaccato? Se è così, in questo caso è il traduttore che va piazzato seduta stante tra i pessimi scribacchini!

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  2. Leggendoti, non so perché, mi è venuto in mente uno dei passaggi del libro "Io speriamo che me la cavo", di Marcello D'Orta, quando uno degli alunni parla dell'inferno, il purgatorio e il Paradiso. Dio dice: fate silenzio tutti quanti! Poi divide i buoni dai cattivi. Qualcuno vuole fare il furbo e vuole mettersi tra i buoni, ma Dio dice: "Uè, addo vai?!

    Anche tu dividi i tuoi libri così? :-)

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  3. In questi ultimi anni ho scoperto il piacere della rilettura. Di solito abbandonavo un libro senza più ritornarci. Oggi invece adoro tornare su libri già letti e per completarne la lettura preferisco prendermi i miei tempi. Sul tema posso consigliarti questo saggio: https://www.amazon.it/Slow-reading-lentezza-David-Mikics-ebook/dp/B00X86XK00 . Fammi sapere cosa ne pensi e buona giornata :)

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  4. No, io non concedo seconde letture se non ai libri che mi hanno appassionato totalmente^^

    Moz-

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  5. Io più che rileggere in toto, rileggo delle parti, tanto dei libri che mi son piaciuti quanto di quelli che mi son risultati modesti o insulsi. Io trovo ci sia sempre qualcosa da salvare, ma parlo di libri di genere, o come dico io de-genere, che non aspirano a fare "letteratura" (qualsiasi significato vogliate dare alla parola :-D). Ecco, nei libri di genere qualcosa da salvare c'è sempre, a parer mio. Piuttosto, ti lascio con una riflessione per te e per gli altri.
    Avete pregiudizi sulla nazionalità degli autori?
    Mi spiego meglio! Io, davanti a un autore nuovo, mi ghiaccio un po' se è tedesco; non so perché, ma avviene. Sempre.
    E tu? E voi?
    Avete pregiudizi geografici o legati al mestiere degli scrittori?
    Parliamone :-D

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  6. Da moltissimi anno non rileggo, perché già il tempo non è sufficiente per tutto quello che vorrei leggere. Però ho preso l'abitudine di sottolineare frasi e paragrafi interessanti, segnare la pagina con una linguetta e ricopiare il pezzo su un quaderno. Così fermo le cose più importanti o che in qualche modo mi ha colpito.

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  7. Ciao a tutti.
    Ad esclusione dell'ormai da me pluricitato L'amante di lady Chatterlay, difficilmente rileggo. Ho voglia di cose nuove, sempre.

    Rispondendo a Massimo invece dico che non ho pregiudizi di nessun genere sugli autori, ad esclusione forse di Pasternak che trovo pa***issimo!!!!! L'unico libro che non ho finito è suo.
    Ultimamente mi ero un po' stancata di scrittori anglofoni, non parlo dei classici eh. Follett, Cussler, Smith.. di questi parlo.
    Avevo virato sugli italiani. Ora, curiosando sui vari blog che scrivono di libri sto ritornando anche verso autori stranieri ma non quelli che ho citato sopra. Mc Carthy ad esempio e il "colpevole" è proprio Ferruccio che aveva parlato della sua trilogia e che io ho letto con vero piacere.

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    1. McCarthy è il numero uno dei contemporanei per me

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    2. Hai perfettamente ragione Ferruccio

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