lunedì 6 marzo 2017

Il primo esempio di fantascienza Dying Earth

Avete mai sentito parlare del sottogenere letterario Dying Earth? Oggi, la mia rubrica del lunedì vi presenta Il primo esempio di fantascienza Dying Earth. La speranza naturalmente è che il sole vada avanti ancora per molto, sembra tuttavia che già un paio di secoli fa c'era chi pensava a un esaurimento delle risorse e della vita sulla terra. 

Da piccolo, o meglio da ragazzino in collegio - specialmente le prime settimane del primo anno (poi mi abituai) - avevo un modo molto singolare per prendere sonno

Per vincere la sensazione di solitudine che mi prendeva quando andavo a letto la sera, pensavo sempre che la terra fosse morente e che fossi l‘ultimo uomo esistente. In poche parole mi costruivo un universo in cui potevo vivere felice lo stesso. 

Ricordo che allora vagavo nella spazio, solo, in un'astronave lunga un chilometro e dal diametro di trecento metri. Un'astronave senza una meta precisa, sulla quale, tuttavia c'era tutto il necessario per vivere. Avevo da mangiare in abbondanza, con gli alimenti che preferivo. Potevo ascoltare la musica che volevo. 

Potevo vestirmi come volevo. Più o meno a metà dell’astronave c’era anche un campo da football ricalcato sullo stadio Meazza di San Siro. Ma c’era pure una pista da scii e una in asfalto di go-kart. Potevo girare in bicicletta sull’astronave. 

Insomma non c’era il tempo per annoiarsi ma non potevo tornare sulla terra, come nella realtà non potessi tornare a casa… 

Ora, non so se il romanzo Le Dernier Homme di Jean-Baptiste Cousin de Grainville, primo esempio di Dying Earth sia più o meno simile. A parte il titolo e la fonte che me lo segnala non ho molto da dire. 

Non conoscevo il titolo e non conoscevo l’autore, per non parlare del sottogenere. Ma in questo caso le sorprese sono sempre lì, a portata di post… 

Ditemi qualcosa se ne siete a conoscenza io mi limito a linkarvi uno dei miei racconti, nati, forse in maniere inconscia, proprio da quelle fantasie da terre morenti. 

"Appena sentì il tocco sulla spalla, aprì gli occhi. Aveva dormito per un’ora ed era ancora mezzo rincoglionito. Riconobbe il volto di suo padre, ma per qualche istante non capì dov’era. Finché ricordò di essere in treno. Allora sogghignò al faccione serio che aveva di fronte e, mentre stiracchiava le gambe, voltò il capo e guardò l’orizzonte attraverso il finestrino." 
---> Racconto senza titolo 

Vi voglio bene. 

Grazie. 

Fonti: Dying Earth

2 commenti:

  1. Mi piace un sacco questo tuo ricordo, Ferr!
    Più che altro, perché non ci racconti la vita in collegio? Ora ne fanno anche dei reality show, ma tu l'hai vissuta davvero. Molto belle le tue fantasie spaziali sulla Terra morente. Ma sull'astronave non c'era proprio nessuno?

    Moz-

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    1. Oh grazie Moz- in effetti il collegio per me è stato fondamentale, nel ben e nel male.

      Non c''era nessuno a parte qualche robot!

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