venerdì 17 febbraio 2017

Seneca non ha mai scritto per degli adolescenti viziati

Penso che tutti noi ci siamo trovati davanti qualche bella citazione. Una di quelle che sembra essere stata scritta appositamente per la nostra bella faccia. Perfetta per quel momento particolare che la vita ci sta riservando. Ci esaltiamo perché spesso a dirla è un grande autore. Ma il più delle volte non è così: Seneca non ha mai scritto per degli adolescenti viziati

Tra le cose più fastidiose e antipatiche che trovo in rete c'è senza dubbio l'abuso di citazioni. Ci sono siti e piattaforme che prosperano a questo proposito. Le bacheche sui social ne sono invase. Magari correlate da immagini fantasiose. 

Confesso che a volte anche il sottoscritto è caduto vittima di qualche bella frase a effetto. Come un pollo. Ma capita. Da giovane molto più di adesso. Insomma può sempre far piacere caderci e pensare che qualcuno prima di noi ha trovato delle risposte felici ai nostri stati d’animo e ai nostri magoni. 

Magari perché in quel momento stiamo vivendo una situazione particolare e se per qualche motivo riceviamo una pacca sulle spalle da un autore classico, se magari riceviamo un puffetto da un grande filosofo o chi per essi, forse ci sentiamo meglio e forse meno soli. 

Ma siamo sicuri che sia davvero così?

Non sarebbe necessario andare a fondo sulle citazioni prima di farsi belli? 

Spesso le citazioni che vengono affibbiate a grandi personaggi del passato non sono altro che irriverenti fotomontaggi messi lì da qualche burlone in vena di scherzi. 

Semplici frasi banali e dozzinali trasformate come sentenze senza appello con l’immagine o il nome di un grande uomo (inconsapevole) per farci sentire più colti e saggi. Ma anche quando si tratta di citazioni vere dobbiamo andare con i piedi di piombo. 

Ritengo che per usare le frasi di Seneca bisogna aver letto Seneca, come ritengo sia necessario aver letto Goethe per servirsi dei suoi aforismi. E via di seguito. C’è tutto un mondo dietro uno scritto.

Lo so che è comodo leggere una frase di Seneca e servirsene per i nostri comodi, forse, però leggendo in profondità ciò che voleva dire ne traspare un altro significato e cosa più importante un altro insegnamento. 

Basterebbe andare oltre. Basterebbe cercare di capire da dove arriva davvero quella citazione. 

Perché è nata e perché è preziosa. 

Quale fatica e quale esperienza hanno spinto l’autore verso quelle parole… perché non dobbiamo vederle solo come complimenti alla nostra ignoranza Non poteva mancare, ovviamente: 


Che cosa misera è l'umanità 
se non si sa elevare oltre l'umano! 

Vi voglio bene. 

Grazie.

7 commenti:

  1. Due o tre (!) cosette sulle citazioni:
    - Troppe citazioni sono puramente apocrife. Giulio Cesare non ha mai detto "Alea jacta est", Voltaire non disse la famosa frase "Non condivido la tua opinione ma combatterò fino alla morte affinché tu possa esprimerla" (non è testuale: non mi ricordo la formulazione precisa) e così via. Basta prendere una qualunque puttanata pseudo-profonda, appiccicarla al nome di un personaggio troppo morto per poterla smentire e il gioco è fatto.
    - Troppe citazioni non apocrife vengono decontestualizzate e piazzate lì in solitaria, perdendo tutto il significato che potevano avere nelle opere da cui sono state tratte.
    - Anche le citazioni che funzionerebbero vengono costantemente abusate da gente che le usa a membro di segugio senza minimamente capirle.
    - Su quel coso blu, come si chiama, quello delle facce, ecco, non si preoccupano nemmeno più di attribuire le PPP (vedi primo punto dell'elenco) a questo o a quell'altro VIP morto e stramorto: le attribuiscono tutte a quel fantomatico signor Cit.

    RispondiElimina
  2. Io non amo parlare per citazioni, credo anzi di averle usate poche volte e sempre a ragion veduta. Mi piace parlare e scrivere quello che io voglio affermare, con il mio lessico, i miei eventuali giochi di parole, i miei incastri verbali. Concordo con te sul fatto che soprattutto su fb ci sia un'invasione di citazioni che spesso secondo me vengono postate perché non si ha nulla da dire ed allora una bella frase fatta, un luogo comune o anche una citazione colta possono riempire il vuoto sinaptico dell'utente.

    RispondiElimina
  3. Io non amo parlare per citazioni, credo anzi di averle usate poche volte e sempre a ragion veduta. Mi piace parlare e scrivere quello che io voglio affermare, con il mio lessico, i miei eventuali giochi di parole, i miei incastri verbali. Concordo con te sul fatto che soprattutto su fb ci sia un'invasione di citazioni che spesso secondo me vengono postate perché non si ha nulla da dire ed allora una bella frase fatta, un luogo comune o anche una citazione colta possono riempire il vuoto sinaptico dell'utente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La citazione in sè ci può anche stare, io a volte parto dalla citazione di un determinato scrittore o autore per scrivere dei post. Non bisogna abusarne e peggio ancora sbufalarle

      Elimina
  4. Esatto! Una delle cose che più mi infastidisce è trovare tante citazioni delle quali si nota subito la falsità.

    RispondiElimina