mercoledì 1 febbraio 2017

Romanzo da influenza

Qualcuno dice che associare un'emozione o una situazione a un determinato momento lo renda indimenticabile. Per essere più precisi: ognuno di noi ricorda cosa stava facendo il giorno del crollo delle due torri a New York, vero? Il discorso vale anche per cose più banali. Il romanzo di cui vi voglio parlare è legato all'ultima volta che ho preso l'influenza

Da molto tempo non raccontavo più una Storie di libri sul mio blog, ma questa di oggi merita uno spazio. Farà felice anche le lettrici e i lettori del mio blog che spesso lamentano l'assenza di scrittrici nei miei articoli. Oggi spero di accontentarli un pochino. 

La data di riferimento è quella del 1 febbraio del 1995: una domenica. Una domenica che ricordo perché è l'ultima volta che ho avuto l'influenza in vita mia. 

Non so perché ma quella data mi è rimasta impressa anche perché nel pomeriggio di quella domenica lessi La valle dei cavalli della scrittrice americana Jean Marie Auel

Lo lessi in un pomeriggio e da allora questo romanzo non mi è più uscito dalla testa. Ho sperato anche che potesse essermi utile per qualche primato letterario, per poterne riparlare. 

Ed è per caso che oggi ricompare… 

In realtà il romanzo lo trovai in uno di quei volumi condensati di Selezioni. Però mi divertii parecchio a leggerlo, forse complice la febbre. Alla sera era concluso e mi ero divertito con le avventure di Ayla

In seguito, non l’ho mai dimenticato, anche se non ho approfondito in seguito altri romanzi della serie, I figli della Terra

Certo è solo un passatempo, nulla a che vedere con Hemingway e McCarthy. Ma tanto vale che vi dia l’incipit. In caso di influenza è probabile che vi passi e che non ritorni più: 

Ayla era come morta. Cosa importava che la pioggia gelata le graffiasse la pelle con aghi di ghiaccio? La giovane donna guardò innanzi a sé, gli occhi socchiusi per il vento, tirandosi sulla fronte il cappuccio di pelle di ghiottone. 
Violente raffiche le sbattevano la pelliccia d'orso contro le gambe. Era ancora lontano il riparo? 
Credeva di ricordare d'aver visto, prima, una rada macchia d'alberi all'orizzonte, e desiderò d'aver prestato più attenzione, o che la sua memoria fosse buona come quella del resto del Clan. Pensava ancora a se stessa come a un membro del Clan, anche se non ne aveva mai fatto veramente parte, anche se adesso era morta, per loro. 

Vi voglio bene. 

Grazie.

9 commenti:

  1. "La valle dei cavalli" è il secondo volume della serie (sono 6 al momento), ed è senz'altro il migliore in assoluto. Gli ultimi due sono due mattonacci, e l'ultimo in particolare non fa che riciclare idee già sfruttate nei precedenti.

    RispondiElimina
  2. Ahaha, è un po' come ricordare cosa si legge abitualmente sulla tazza del cesso :)
    Questo romanzo non lo conosco, però hai ragione: anche io ricordo tantissimi dettagli sul dove ho letto cosa (anche riviste o fumetti)

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho altri momenti con libri impressi nella memoria e anche le date

      Elimina
  3. Ho sempre voluto leggere di Ayla, ma per un motivo o un altro non ho mai acquistato un libro della saga

    RispondiElimina
  4. Ricordo che l'ultima volta che sono stato bloccato a letto, una vita fa, mi tenne compagnia stephen King con "L'ombra dello scorpione".

    RispondiElimina
  5. Interessante lincipit, magari lo leggo. Intanto grazie per aver citato una scrittrice !

    RispondiElimina