venerdì 10 febbraio 2017

L'arte non è una competizione sportiva

Non guardo quasi mai il Festival di Sanremo. L'ho guardato solo in casi davvero eccezionali. L'altro ieri, però, l’altra sera per la precisione, mi è capitato di assistere al momento in cui quattro cantanti in gara si sono trovati ad affrontare una giuria per passare il turno. Mi hanno ricordato i pugili che si sono appena sfidati sul ring alle olimpiadi. Mi hanno fatto ridere! Ci mancava solo il braccio del vincitore alzato dal presentatore Carlo conti

Ora, al di là dell'effettivo valore artistico delle canzoni presentate in questa edizione di Sanremo (in realtà non ne ho ancora sentita una), sono rimasto sbalestrato nel vedere in televisione il meccanismo con il quale due esordienti su quattro, allineati sul palco allo stesso modo di due pugili sul ring alle olimpiadi, vengono giudicati per superare il turno. 

E se forse il Festival di Sanremo, per sua stessa concezione, merita di vedere le sue canzoni e si suoi cantati (non me ne volgano i pugili) trattate e trattai in questo modo, non lo merita di certo l'arte, quella vera. 

Malgrado in passato abbia partecipato più di una volta a concorsi letterari, malgrado io stesso abbia promosso in diverse occasioni e abbia intenzione di promuovere concorsi letterari trovo ingiusto mettere in competizione chi partecipa a queste kermes di stampo artistico. 

Lo trovo uno svilimento per coloro che vi prendono parte e penso che occorra trovare soluzioni in merito perché per conto mio L'arte non è una competizione sportiva

Ci sono troppo parametri che danno valore e spessore alle creazioni artistiche (di qualsiasi genere esse siano) e non si può certo giudicare un lavoro, e molte volte l’artista stesso, sulla base di una prestazione estemporanea. 


L’arte ha bisogno di tempo per il consenso. 

Soltanto nel rimanere nel campo dei libri, basta ricordare certe opere che sono salite al rango di capolavori decenni dopo essere state pubblicate. Insomma se avessero partecipato a un concorso letterario a eliminazione le potremmo leggere adesso? Ecco una cosa che dovrebbe far pensare. 

Ormai pare che la mediocrità culturale che ci caratterizza tenda solo a mettere le parti in competizione, un po’ in tutti i contesti, presentandoli su un piano superficiale in cui - a me pare - solo chi si fa più vedere è avvantaggiato. 

Questo naturalmente a dispetto dei veri valori, dei veri messaggi che si trasmettono. Se poi li facciamo passare attraverso una bella gara meglio ancora. 


L’arte è morta viva l’arte.

Vi voglio bene. 

Grazie.

10 commenti:

  1. Questo Sanremo è uno squallore, ma lo vede mezza Italia, che è poi la stessa che compra altra musica durante l'anno.. come si spiega il fenomeno? Siamo così beoti davvero? io credo di si... senza stare neanche a scomodare luminari della psicanalisi... credo che ci vediamo felici la vincitrice dello scorso anno (ma chi se la ricorda più poverina...) e poi ascoltiamo Jovanotti e compriamo Ligabue.
    Pazienza ci vuole.. tanta.

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    1. In realtà non lo guardo. Non mi piace proprio questo meccanismo di giuria

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  2. Oggi è ancora tutto più divorato dai meccanismi da reality, ecco perché -sebbene a Sanremo le eliminazioni ci siano sempre state- adesso appaiono così...
    La DeFilippi, che di fatto conduce Amici, non è lì per niente...^^

    Moz-

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    1. Sì, è vero, anche a canzonissima c'era una certa competizione ma era più artistica A nessuno interessava vincere. Reality, reality, la rovina per conto mio

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  3. Bravissimo Ferruccio.
    Concordo...ciao.

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  4. Se ti dico che son secoli che non vedo più il festival mi credi?
    Non l'ho mai amato ma ora lo amo anche meno.
    Tuparli di ring ma da come ne parli mi pare più il colosseo ai tfmpi degli antichi romani

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  5. Concordo sul fatto che specialmente nel campo artistico la competizione fa più male che bene. Io poi sono contraria alla competizione in tutti i campi. Secondo me Sanremo andrebbe fatto con tutti i musicisti ma senza nessun vincitore e senza particolari premi. Solo dovrebbe dedicare quelle serate a presentare i vari brani. Io l'ho visto, ad onta del fatto che sui social c'era una campagna di boicottaggio. Non mi aspetto di vedere pezzi di grande valore, ma a me piace aggiornarmi ulula musica " leggera" . Alla fine tutti i pezzi sono vincenti perché vengono trasmessi in radio per circa tre mesi e quindi i veri sconfitti forse sono quelli che non superano la selezione per partecipare al festival. Sconfitti poi si fa per dire: ci sono tanti altri modi per farsi conoscere

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