martedì 21 febbraio 2017

Il mio virtuale è il mio reale

A volte mi capita di sentire gente che si lamenta del mondo digitale. Gente che si lamenta dei social e di chi negli ambienti digitali e virtuali ci vive. Anche a me è successo più di una volta di vedere qualcuno prendersela con il mio blog e con ciò che pubblico, invitandomi a considerare la vita vera o, più precisamente, la vera realtà. 
Ma siamo così sicuri che questo non sia un pessimo e banale luogo comune da pecoroni ignoranti? 

Lo scrivo apertamente: Il mio virtuale è il mio reale. A parte un paio di piccole parentesi come operaio agli inizi della mia esperienza lavorativa e durante gli studi superiori posso scrivere che sono inserito nel campo dei computer e del mondo digitale da quando sono entrato nell'ambito del lavoro. 

Mi sono quasi sempre occupato di formazione, tenendo corsi e cercando di comunicare quello che sapevo agli altri. 

E molte volte mi sono trovato a farlo a chilometri di distanza dagli interlocutori, in maniera virtuale... 

La scrittura, la comunicazione, i social, i bit, i byte, la rete, i programmi applicativi, sono sempre stati e continuano a esserlo, il mio pane. 

Perciò guardo quasi sempre di malocchio chi critica la gente occupata in questi contesti: critiche che il più delle volte nascono da persone ignoranti e del tutto all’oscuro di quel determinato ambiente. 

Insomma non rendersi conto che il virtuale ha invaso, nel bene o nel male, anche la nostra sfera reale, sotto tutti i punti di vista, mi pare una grossa svista. 

Ora come ho già scritto, il mio virtuale è il mio reale, ma credo che ormai sia così per tutte le persone, persone che per un motivo o per l’altro si trovano in mano un dispositivo digitale connesso alla rete. 

Non più tardi di un paio di settimane fa mi sono ritrovato a cena con un bel gruppo di persone. Persone con un background culturale molto diverso tra loro e con esperienze di lavoro svariate. Be’ a un certo punto avendo lasciato il cellulare in auto mi sono ritrovato da solo. Tutti gli altri avevano qualcosa da fare con questo dispositivo… 

Capite subito che fare ancora distinzioni su come la nostra vita non abbia nulla da spartire con una realtà virtuale che ormai ha intaccato tutti nel midollo mi sia un po’ difficile… 

Ma qualcuno continua ancora a evidenziare una distanza e a separare un mondo in buoni e cattivi

Vi voglio bene. 

Grazie.

24 commenti:

  1. Conosco amici che non hanno un account su Facebook, né possiedono uno Smartphone". Alla richiesta di una motivazione, essi rispondono "in malo modo". Insomma, non ne vogliono sapere di entrare nel mondo virtuale e nemmeno amano discuterne, e io li ammiro. Non stimo invece quelle persone che entrano nel virtuale per poi cominciare a criticarlo. Trovo sia come "sputare nel piatto in cui si mangia".

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    1. Esattamente, anche se spesso non reagiscono nemmeno in malo modo. Non ne vogliono sapere e basta. Ma quelli che dicono la vita non è in un blog o in un social network sono isopportabili

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    2. Hai fatto bene a precisare. Sono stato ingiusto verso di loro. Chiedo venia ... vabbé, nemmeno mi hanno letto! :-)

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    3. La vita non è SOLO in un blog o sul web ma c'è gente che sul blog e/o sul web in generale la vita ce la mette tutta.
      Chi lavora ad esempio.
      Ciaoooo

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  2. Verissimo... Per alcuni, come dice Vincenzo qui sopra, è ancora una distinzione tra Bene e Male.
    C'è anche chi ha profili "privati", e mi fa ridere che vuoi essere riservato su un social: basta non postare le cose che non vuoi.
    Io considero la vita virtuale parte integrante della vita reale, tanto che le due cose si sono sempre mischiate :)

    Moz-

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    1. Io considero la vita virtuale parte integrante della vita reale, tanto che le due cose si sono sempre mischiate :)

      Para mi yo tambien! :-D

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  3. Come al solito Moz centra il nocciolo... convivere tra i due sistemi non è affatto complicato.
    Sopporto molto meno, semmai, quelli che con il virtuale inciuciano, dicono e non dicono, appaiomo altro da se, si nascondono, si anonimizzano, rompono per lo più, spacciandosi pure per moralizzatori da dietro il loro buco.
    Ecco, questi usufruitori di virtuale vigliacco, li sopporto poco.

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    1. Anche questi meritano un post apposito :-D

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  4. Mi sembra solo una versione del "benaltrismo", nel senso che nel momento in cui su Internet c'è qualcosa che per qualche motivo non piace a certe persone queste cercano di convincerti che la cosiddetta vita reale è ben altro.

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  5. Come ti ho scritto prima, nella community, a proposito dei criticoni: "Chissà cosa penserebbero di me, se sapessero che ho condiviso più umanità dentro qui che con il mio vicino di pianerottolo?".

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  6. Non c'è nulla da demonizzare nel virtuale e neanche negli strumenti ad esso legati, ma quando l 'uso che ne fai diventa eccessivo, quando non vivi il momento perché preferisci immortalarlo con il cell ed arrivi a fotografare quello che stai per mangiare in un ristorante con la tua ragazza invece di godere del momento con lei, allora forse qualche problemino esiste.

    D'altronde gli internetdipendenti esistono come i dipendenti da videogiochi. Credo che l'equilibrio nel gestire le cose sia il punto cruciale. L'esagerazione porta a non godere più della realtà non virtuale ed "apprezzarla" solo nel momento in cui è virtuale o entra a far parte del virtuale.

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    1. La realtà virtuale purtroppo è anche quella... Certo ci vuole un equilibrio, ma credo siano due cose indissolubili

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    2. La foto al ristorante non è altro che un mostrarsi come lo può essere mettere in mostra la bella macchina o il vestito all'ultima moda: sono nuovi modi per ostentare

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    3. Hai ragione,le due realtà possono e devono convivere, ma il problema diventa quando per esempio io vado a cena fuori non per il gusto di farlo ma perché già mi prefiguro il selfie davanti al piatto che avrò scelto.

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    4. La sensazione che questi, al contrario, siano analfabeti digitali non me la toglie nessuno

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    5. E credo che questo ukltimno commento per merito tuo mi ispirerà un post, grazie Daniele

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  7. Io il virtuale lo accetto e lo considero necessario per il mio presente, e tuttavia in senso assoluto il mio ideale di sviluppo tecnologico era quello degli anni '70: impianto hi-fi, proiettore super otto, registratore a bobine... Ci fossimo fermati lì per me sarebbe stato perfetto.

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  8. ben detto! anche a me dà molto fastidio sentire certe battute da gente che poi non è nemmeno consapevole della realtà che vive!

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