lunedì 9 gennaio 2017

L'inventore del New weird

Non potevo vedere la strada né gran parte del complesso abitativo. Eravamo circondati da palazzoni color sporco dalle cui finestre si affacciavano uomini e donne in maglietta con i capelli del mattino e tazzone di bevande, che facevano colazione e ci osservavano. Un tempo questo spazio aperto fra i palazzi era stato scolpito. Si allungava come un campo da golf... una geografia scimmiottata da un bambino. Magari ci avevano piantato degli alberi e messo dentro anche un laghetto. C'era un boschetto, ma gli alberelli erano morti. 

La parte che avete appena letto di questo articolo appartiene allo scrittore, attivista e accademico inglese China Miéville. È l'incipit di uno dei suoi romanzi più famosi: La città & la città

Si tratta di un romanzo che non conosco. D'altra parte conosco solo per nome anche China Miéville e naturalmente so ben poco della sua narrativa. 

Ma oggi si parla di New Weird, un sottogenere che lo vede come protagonista secondo i critici, visto che viene considerato uno dei maggiori scrittori New Weird esistenti. 

Tuttavia non è China Miéville l'inventore del New Weird, primato culturale scelto oggi, a tenerci compagnia, in questo secondo freddo lunedì di gennaio, ma bensì Jeffrey Scott VanderMeer: uno scrittore ed editore statunitense. 

VanderMeer, oltre a essere conosciuto per il suo contributo alla narrativa fantasy e alla narrativa fantascientifica (Saga di Ambergris, Trilogia dell'Area X), è colui che avrebbe il sottogenere New Weird, di cui avrebbe coniato in vari punti la prima definizione ufficiale. 

Ma cosa sarebbe il New Weird

Il New Weird non sarebbe altro che un sottogenere della narrativa fantastica, più specificatamente la narrativa fantasy, nato nei primi anni novanta. È un sottogenere che si muove attorno alla presenza di elementi fantasy (in particolare la magia) uniti e miscelati con altri aspetti tipici della narrativa fantascientifica e di quella horror

Il sottogenere è recente, ma le radici si possono però già trovare in alcune opere di Lewis Carroll (non a caso tra le foto di pubblico dominio ho scelto una delle sue), H. P. Lovecraft, Mervyn Peake ed Edwin A. Abbott

Altri esempio affini sono tuttavia riconducibili alle produzioni di autori come Stephen King, M. John Harrison, Michael Moorcock, Clive Barker, Simon D. Ings, Kathe Koja e Thomas Ligotti

Tra i new weirdisti italiani una menzione merita lo scrittore e traduttore Luca Tarenzi. Ma naturalmente aspetto anche i vostri contributi per approfondire l'argomento. Quindi non siate timorosi. 

Vi voglio bene. 

Grazie. 

Fonte: SF Site

8 commenti:

  1. Non ho ben capito in cosa il New Weird si differenzierebbe dal puro e semplice Weird...

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    1. la presenza di elementi fantasy (in particolare la magia)

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    2. Grazie del chiarimento :-)

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    3. Figurati, in realtà mi sono fatto la stessa domanda!

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  2. Ah, praticamente Hellraiser è new weird :)

    Moz-

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  3. Ero rimasta ai sottogeneri...
    Primizie del 2017 :)

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