martedì 10 gennaio 2017

L'altra sponda della lettura

C'è chi passa la vita a leggere senza mai riuscire ad andare al di là della lettura, restano appiccicati alla pagina, non percepiscono che le parole sono soltanto delle pietre messe di traverso nella corrente di una fiume, sono lì solo per farci arrivare all'altra sponda, quella che conta è l'altra sponda. 

La prima volta che ho letto un libro dello scrittore portoghese José Saramago, oltre al fatto che ho dovuto fare a gara il mio papà per leggerlo (il libro passava di mano in mano e il primo se lo pigliava), sono rimasto colpito dal suo modo di scrivere i dialoghi: lo stesso metodo che mi è diventato molto famigliare leggendo uno dietro l’altro i romanzi di Cormac McCarthy

Risulta evidente che un simile scrittore non può quindi essere letto una volta sola. Assolutamente. Saramago non va letto solo nei momenti morti della giornata e non va letto con i tappi nella mente, ma va trattato con tutto il rispetto che merita la sua fama e come un vero amico, uno di quelli di cui non si devono mai sottovalutare i consigli, specialmente a proposito dell'altra sponda della lettura

Detto questo, potete capire che non potevo prendere sottogamba la frase messa in corsivo all’inizio. Una frase che andrebbe messa nella mente tutte le volte che si apre un libro, sia esso un romanzo o sia esso un saggio o altro ancora. 

Sappiamo benissimo il significato che vuole dare Saramago per altra sponda. Sappiamo benissimo che non dobbiamo aprire un libro tanto per farlo. Ma è talmente potente questa frase che mi sono permesso di costruirci un articolo e lasciare a voi la parola

Ora, io torno al punto di partenza e permettetemi di aggiungere qui di seguito l’incipit del primo libro che ho letto di Saramago. Uno dei pochi libri che possiedo in versione rilegata. Un libro di cui sono molto geloso, anche per il valore affettivo ed i ricordi, ma a questo proposito forse ci farò un altro post tra qualche tempo. 

Si vede il sole in uno degli angoli superiori del rettangolo, quello alla sinistra di chi guarda, e l'astro re è raffigurato con la testa di un uomo da cui sprizzano raggi di luce pungente e sinuose lingue di fuoco, come una rosa dei venti indecisa in quali direzioni puntare, e quel viso ha un'espressione piangente, contratta da un dolore inconfortabile, e dalla bocca aperta emette un urlo che non potremo udire, giacché nessuna di queste cose è reale, quanto abbiamo davanti è solo carta e colore, nient'altro… 

Vi voglio bene. 

Grazie.

10 commenti:

  1. Quanto abbiamo davanti è solo carta e colore ...si.. ma tra le righe della nostra fantasia, del nostro leggere e costruire mondi, ci sono mille sponde raggiunte, mille mari solcati, mille treni che avanzano trascinando via orizzonti frenetici... aprire un libro è il nostro protogoogle da sempre, un portale ultra dimensionale che ci proietta altrove. Un sogno che si materializza smaterializzando noi.
    Un grazie a te e uno a Saramago, ovviamente, e alle sue pagine che miracolosamente, urlano...

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  2. La citazione è senza dubbio condivisibile. Ho sempre diffidato del sapere puramente libresco. Non credo però che io e Saramago, da quel poco che so di lui, ci ritroveremmo sulla stessa sponda ;-)

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    1. Anch'io lo conosco poco, la frase però mi piace davvero

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  3. C'è sempre "altro" "oltre" la parola. E scoprire l'"oltre" vuol dire viaggiare, sognare, cambiare direzione, cambiare sponda. L'"oltre" che si cela dentro la parola è il significato profondo che deve essere svelato. Svelare la parola è comprendere una infinità di pensieri. Ciao Ferruccio. Piacere di fare le tue conoscenze.

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    1. Grazie del contributo Giuseppe e benvenuto!

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  4. Ciao a tutti, non ho ancora letto nulla di Saramago ma condivido in pieno la sua frase e incommenti che hai ricevuto.
    Come dicono, leggere è andare più in là delle semplici parole. È veramente in viaggio nella fantasia, nella psiche, in un mondo che non conosciamo o conosciamo solo superficialmente

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  5. Ci sono secondo me due livelli di lettura, nel primo si conosce ciò che è scritto e nel secondo pure ciò che è tra le righe.... a me è capitato di afferrare il secondo aspetto il più delle volte a una seconda lettura; con certi Autori già alla prima: ovviamente se un autore ci è particolarmente congeniale questo andare all'altra sponda viene facile. Ciao, buona settimana!

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