lunedì 30 gennaio 2017

La prima space opera militare della storia

Ho già avuto modo di parlare di Space opera nella mia rubrica del lunedì. Potete rendervene conto rileggendo il post L’Allodola dello spazio, la madre delle Space Opera. Un post in cui spiegavo l’origine e il significato del termine coniato nel 1941 dallo scrittore di fantascienza americano Wilson Tucke. Ma oggi, per i Record culturali, dobbiamo fare una piccola aggiunta e segnalare anche la prima space opera militare della storia

Ora, avrei desiderato… Avrei sperato ardentemente che fosse il romanzo delle scrittore (indovinatelo) di cui aggiungo l'incipit, (lo indovinate senza googlerare?) 

Mi viene sempre la tremarella prima del lancio. Mi hanno fatto l'iniezione, naturalmente, e la preparazione ipnotica, e so benissimo che in realtà non ho paura. Lo psicanalista che ha controllato le onde del mio cervello e mi ha fatto un sacco di domande mentre ero addormentato, mi assicura che è una cosa senza importanza, un po' come il tremito di un cavallo da corsa che scalpita prima dell'inizio di una gara. 

Ma così non è. Non è questo romanzo, letto e riletto diverse volte. Un romanzo che amo in maniera particolare. 

Non è lui il titolare di questo singolare Primato letterario, e purtroppo per ricoprire questo tassello mi devo limitare a segnalare il titolo del romanzo imputato, Uller Uprising. Romanzo scritto dall’autore H. Beam Piper e pubblicato nel 1952. 

Romanzo di cui non sono riuscito a trovare nulla se non qualche recensione in lingua inglese.

Quindi non posso dirvi nulla in particolare e se ne avete sentito parlare fatevi pure avanti senza timore. 

Al contrario, naturalmente, ci è semplice capire in cosa consistono le space opera militari: un sottogenere della fantascienza in cui lo sviluppo della storia ruota principalmente attorno a un conflitto armato con caratteristiche interplanetarie. 

Di solito i protagonisti di queste storie sono dei soldati, dei militari e molto del senso di meraviglia suscitato della narrazione è stimolato dalla descrizione di battaglie, armi e tecnologie sconosciute. 

Una tematica, detto tra noi, che amavo da ragazzino. L’amavo talmente tanto che forse in un romanzo di cui ho già avuto modo di parlare - scritto dal sottoscritto - appaiono un po’ queste dinamiche.  
Ma insomma, quando si è giovani e si è curiosi, anche una bella battaglia spaziale raccontata da dei veri militari può riempire pagina di scrittura e se poi il racconto viene messo da parte non è escluso che possa essere in seguito riportato alla luce. 

Vi voglio bene. 

Grazie.

9 commenti:

  1. Non conosco l'opera in questione, ma posso dirti che i giapponesi van forte con questo genere: vedi Gundam :)

    Moz-

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  2. Ma quindi sei un aficionado di Star wars?!

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  3. I primi tre film di star wars li so a memoria. Li avrò visti cento volte, però sono più space opera :-D

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  4. Sai che avevo pensato a Heinlein pur senza aver letto Fanteria nello spazio? Sì, ok, ho googlato, ma posso dirti di essere arrivato alla sensazione perché gli autori di Nathan Never venerano lui e questo libro, al punto che un albo si chiama quasi come il libro. Ciao ciao

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    1. Gli autori di Nathan Vever chi sono? Magari li conosco virtualmente

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  5. Gli ideatori di Nathan Never sono i "tre sardi" Michele Medda, Antonio Serra e Bepi Vigna; naturalmente adesso ce ne sono di altri, ma loro son stati gli ideatori; hanno ideato anche altri bonelli, come Gregory Hunter, Greystorm e Caravan, mi pare

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  6. Gli ideatori di Nathan Never sono i "tre sardi" Michele Medda, Antonio Serra e Bepi Vigna; naturalmente adesso ce ne sono di altri, ma loro son stati gli ideatori; hanno ideato anche altri bonelli, come Gregory Hunter, Greystorm e Caravan, mi pare

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