lunedì 23 gennaio 2017

Il primo romanzo di fantascienza apocalittica della storia

In questo penultimo lunedì di gennaio la rubrica dedicata ai Primati letterari, vi presenta Il primo romanzo di fantascienza apocalittica della storia. Tocca a una scrittrice l’onore. Una scrittrice molto celebre: la britannica Mary Shelley, l’autrice di Frankestein

Vi confesso che non ho mai letto nulla di completo della scrittrice Mary Shelley e credo sia, in base a ciò che apprendo con il tempo, una grave mancanza culturale. Non ho mai letto, se non a sprazzi (e forse per colpa anche delle varie trasposizioni cinematografiche) Frankenstein, il suo romanzo più famoso... 

E non ho mai letto neppure il romanzo L'ultimo uomo (in realtà è la prima volta che ne sento parlare), opera che risulterebbe essere il primo romanzo apocalittico delle storia

Ma cosa si intende per fantascienza apocalittica

Forse basta la parola. Tutti conosciamo dopotutto il significato di apocalittico. Forse ci basta pensare a qualche film visto in tv più che a un romanzo. 

Ma in maniera specifica per oggi, per apocalittico intendiamo quel sottogenere della fantascienza incentrato e costruito sull'imminente fine del mondo, o sulla fine di una civiltà o di qualcosa di simile per le cause più disparate. Il colpevole può essere una guerra nucleare come può essere una terribile pandemia. 

Tuttavia può anche essere una qualsiasi altra tipologia di disastro, sia essa di origine naturale o di tipo artificiale. 

Ora mi piacerebbe essere in grado di raccontare e e scrivere qualcosa di molto più preciso e mirato, proprio orientato al romanzo che ho citato. Ma ne uscirei con le ossa rotte, siccome - come ho già scritto - è la prima volta che ne sento parlare

Passo a voi la palla. Ne avete sentito parlare. Mi sapete dire qualcosa in merito. È un libro che bisogna leggere, visto che la critica lo sta ultimamente rivalutando (la prima traduzione italiana del romanzo è infatti del 1996)? 

Visitai Napoli nel 1818. L'8 dicembre di quell'anno io e il mio compagno attraversammo il golfo, per visitare le antichità sparse sulle coste di Baia. Le acque calme del mare, traslucide e brillanti, ricoprivano i frammenti di antiche ville romane a cui si erano intrecciate le alghe marine, e che assumevano sfumatura adamantine in virtù del gioco variegato dei raggi del sole; l'elemento blu e semitrasparente era come quello che potrebbe aver sfiorato Galatea sul suo cocchio di madreperla, o quello che, più adeguatamente del Nilo, Cleopatra potrebbe aver scelto come via per la sua magica nave. 

Vi voglio bene. 

Grazie.

24 commenti:

  1. Una bella scoperta anche questa! Sinceramente non conosco questo libro di Mary Shelley ma ne sono molto attratto.

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  2. Per la verità pensavo che il primo sci-fi della letteratura fosse LA BIBBIA (contiene la storia di Noè e della sua arca)
    Sterminio quasi totale dell'umanità, animali che non fanno mai la cacca (e sennò io mi buttavo a mare...) e invenzione del vino. Storia balorda ma avvincente

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  3. Non ne sapevo niente. Ho qualcosina della Shelley, forse anche L'Ultimo Uomo, che ovviamente però non ho mai letto...

    Moz-

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  4. Non conoscevo quest'opera, dovrò prima o poi colmare anche questa lacuna. :-)

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  5. Non ho mai sentito questo titolo. E' prima o dopo Frankenstein?

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  6. In effetti l'Italia è stata molto distratta con la Mary: dal 1944 si stampa solo il suo Frankenstein, e a parte alcuni suoi racconti nel 1973, in pratica solo nel 1996 si è infranto il muro di indifferenza verso questa autrice, proprio con L'ultimo uomo. Ricordo nel 2003 quando Mondadori presentò il racconto Maurice, che una famiglia toscana (mi pare) si ritrovò in soffitta: i loro parenti avevano ospitato la Shelley quando passò in Italia e la donna regalò quel racconto alla bambina di casa... che lo dimenticò in soffitta!
    Frankenstein viene ristampato ogni anno (ed è un romanzo splendido) e quindi cancella tutto il resto che l'autrice ha scritto: conosco da tempo il titolo "L'ultimo uomo" ma che io ricordi non ho mai visto dal vivo una copia!

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    1. conosco da tempo il titolo "L'ultimo uomo" ma che io ricordi non ho mai visto dal vivo una copia!

      Potrebbe essere un record anche questo :-D

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    2. Lucius ti seguo qui dopo la raccomandazione via Twitter. Non sapevo della scarsa reperibilità italiana di Shelley oltre Frankenstein, difatti in un paio di decenni non avevo mai incrociato nient'altro di suo.
      Non so se sai di questo dubbio storico ma si sospetta che il racconto glielo scrisse in gran parte il marito, già scrittore affermato, per lanciarla. Ora, spero che questo sia solo frutto di malelingue ma lessi un racconto (o poema, non ricordo) del marito dove la descrizione di una nave nei ghiacci ricordava molto da vicino il finale di Frankenstein. Solo che non avendo mai letto altro della Mary non ebbi mai il gusto di verificare se altri suoi racconti avessero lo stesso stile di Frankenstein oppure se era evidente una diversa penna.

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    3. Essendo la nascita del Frankenstein un romanzo al di là del romanzo - quella notte a Villa Diodati è diventata famosa tanto quanto i romanzi che vi sono stati scritti! - le leggende ci mettono un attimo a nascere.
      Di solito chi avanza queste ipotesi, spesso senza aver letto altro di Mary e quindi non avendo idea del suo stile, parte dal presupposto che una giovane donna non possa esordire con un romanzo così complesso (che poi complesso non è). A parte il maschilismo dell'affermazione, Mary non era una contadina che si improvvisò scrittrice: viveva immersa in così tanti stimoli letterari che il vero mistero sarebbe stato se non avesse mai scritto niente :-D
      Com'è che le stesse voci non hanno nulla da dire sul semplice medico di Byron che scrisse "Il vampiro" e acquistò fama imperitura? Non ipotizzano che fu Byron a scriverglielo solo perché era un uomo, e quindi capace di grandezza a priori? Dov'è la Boldrini quando serve? :-D

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    4. Anche io ho sempre sospettato di un (anche poco) velato maschilismo che getta dubbi sui meriti della Mary Shelley che in quella notte in villa gettò le basi del libro. Di questo dubbio storico mi parlò la mia professoressa di letteratura inglese quando, dopo la lettura di un racconto, le dissi "ma questa sembra l'ambientazione del finale di Frankenstein!" e così scoprii che tali dubbi vennero anche ai critici (nostri "amati" critici, vero Lucius?). Ovviamente si trattava di ambientazioni tipiche dell'epoca romantica: il ghiacciaio, l'uomo in ambienti estremi e in balia delle forze della natura, spaventose e affascinanti... mi sa che la spiegazione si ferma lì. Però mi aveva messo la pulce nell'orecchio e non sono mai riuscito a trovare altro della Shelley per verificare con i miei occhi. Ormai però Frankenstein è un ricordo lontano che prende polvere sul io scaffale e dovrei rileggere anche quello per fare una simile comparazione ma se l'hai già fatta tu per me, Lucius, mi affido interamente alla tua conferma che di ignobili malelingue si tratta e niente di più.
      Frankenstein rimane tra i romanzi che più hanno lasciato il segno, nessuna versione cinematografica ha mai soppiantato i miei ricordi del libro, forse perché al cinema non è mai stato trasposto fedelmente al romanzo e persino quello con Robert De Niro alla fine si allontanava dalla fonte, nonostante le promesse della locandina.

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    5. Io l'ho letto da ragazzo, in piena passione per i "mostri classici", e me ne sono innamorato. Mi sono divorato decine di adattamenti filmici ma solo per il gusto estetico, perché davvero non c'entrano nulla con ciò che ha scritto Mary. (All'epoca impazzivo per Branagh ma quel suo Frankenstein è un unico gigantesco errore...)
      Non sapevo delle illazioni subite da Mary quindi non ho mai indagato, ma oggi è facile trovare i suoi racconti in italiano (nelle peggiori biblioteche di Caracas) quindi potremmo fare un viaggio nell'Altra Mary... Mmmm questa potrebbe essere un'idea per Marlowe, non "quel" Marlowe ^_^

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    6. che posso dire, mi state dando il valore di un guest post con i vostri contributi. Grazie

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    7. Grazie a te per averci "contagiato" con questo post: ora voglio andarmi a ripescare i racconti della Shelley che ho in vecchie antologie di fantascienza.

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  7. Confesso che non ho mai letto niente dell'autrice. Conosco frankensteun per i vari film dai più datati a quelli più recenti

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    1. Un libro famoso e una scrittrice poco letta

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  8. Ce l'ho da tempo e mi sa che lo leggerò quest'anno.

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    1. Non l'avevo mai sentito, ora sono curioso

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