domenica 15 gennaio 2017

Gli spaghetti di Ungaretti

Dopo tanti risotti, finalmente un piatto di pasta da parte di un poeta. Il merito lo dobbiamo a Giuseppe Ungaretti, visto che per questa domenica abbiamo Gli spaghetti di Ungaretti. Naturalmente perdonami la rima che sembra dissacratoria. Ma così non è. Anzi. 

A parte le doverose ed educative poesie emetiche udite da bambino, di Giuseppe Ungaretti ho in mente e non dimenticherò mai, immagino, come molti di voi, l'introduzione che era solito fare in televisione agli episodi dell'Odissea

Lo sceneggiato che veniva trasmesso sul canale Rai (ai tempi credo ce ne fosse solo uno) è una delle prime cose di culto presenti nella mia memoria e quindi non posso fare a meno di ripensare alla figura del poeta, scrittore e traduttore italiano. Aveva un qualcosa di assolutamente mitico, anche per un bambino. 

Gli altri ricordi sono legati alla mia educazione scolastica naturalmente. Ma chi dopotutto non c'ha avuto a che fare con lui nel bene o nel male? 

Certo oggi, grazie a lui, cambio il mio menù. Dopo tanti risotti, finalmente abbiamo un autore amante della pasta.  

Si dice che Ungaretti fosse un uomo di gusti semplici. 

Si accontentava di un piatto di pasta, di una bistecca e di poco altro a tavola. Niente di particolare quindi se non fosse che i suoi spaghetti, uno dei suoi piatti preferiti (così risulta), siano presenti come ricetta in una miriade di siti e blog di cucina, e meritano quindi un posto anche nella mia rubrica domenicale dedicata alla cucina. 

Insomma i suoi spaghetti al burro con un po’ di formaggio (grana), con noce moscata e pane grattugiato sono un qualcosa che devo provare anch’io, visto che sono un cultore della pasta. E vi confesso che leggendo la ricetta mi è pure venuta fame, trovandola molto appetitosa e semplice da preparare. 

Devo anche ammettere che la noce moscata non l’ho mai usata.

Non metto fonti al post per un semplice motivo. Se volete accertarvi che non abbia scritto castronerie vi basta digitare nel form di ricerca di google la voce: 


Gli spaghetti di Ungaretti 

per trovare tutti i riferimenti e le fonte possibili. Ce ne sono a bizzeffe come ho già avuto modo di qualche riga sopra. Segno che non sono il solo ad apprezzare e a interessarmi di cibo e letteratura

Che altro dire? Lo chiedo a voi: avete qualche poesia che vi ronza nella testa utile per condire il piatto

Vi voglio bene.  

Grazie.

12 commenti:

  1. Di che reggimento siete friggitelli? (mi perdonerai mai?)

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  2. Beh, dato che tu hai chiesto una poesia che rappresentasse un piatto, quale meglio di "'E ccorne" (Le corna), di Totò? Visto che da noi a Napoli, il piatto "veloce" di spaghetti al burro e parmigiano viene considerato come la pasta dei "cornuti", poiché, la moglie, avendo "altro da fare" non ha avuto il tempo di cucinare.

    'E ccorne (Antonio de Curtis - Totò)

    Ognuno 'e nuie nasce cu nu destino:
    'a malasciorta, 'e 'vvote, va ..., pò torna;
    chi nasce c'o scartiello arreto 'e rine,
    chi nasce c'o destino 'e purtà 'e ccorne.

    Io, per esempio, nun mme metto scuorno:
    che nce aggio 'a fà si tarde ll'aggio appreso?
    Penzavo: sì, aggio avuto quacche cuorno,
    ma no a tal punto da sentirme offeso.

    E stato aiere 'o juorno, 'a chiromante,
    liggénneme cu 'a lente mmiezo 'a mano,
    mm'ha ditto: "Siete stato un triste amante,
    vedete questa linea comme è strana?

    Questa se chiamma 'a linea del cuore,
    arriva mmiezo 'o palmo e pò ritorna.
    Che v'aggia dì, carissimo signore;
    cu chesta linea vuie tenite 'e ccorne.

    Guardate st'atu segno fatto a uncino,
    stu segno ormai da tutti è risaputo
    ca 'o porta mmiezo 'a mano San Martino:
    'o Santo prutettore d'e cornute".

    Sentenno sti pparole 'int'o cerviello
    accuminciaie a ffà mille penziere.
    Mo vaco 'a casa e faccio nu maciello,
    pe Ddio, aggia fà correre 'e pumpiere.

    " Ma no ... Chi t'o ffa fà? " (na voce interna
    mme suggerette). "Lieve ll'occasione.
    'E ccorne ormai songhe na cosa eterna,
    nun c'è che ffà, è 'a solita canzone.

    'O stesso Adamo steva mparaviso,
    eppure donna Eva ll'ha traduto.
    Ncoppa a sti ccorne fatte 'nu surriso,
    ca pure Napulione era cornuto!".

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    1. Notevole, potrei servirmi di questo aneddoto per un post in una delle prossime domeniche!

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  3. Ottimi gli spaghetti al burro e grana,pur nella loro semplicità costituiscono un bel manicaretto; curiosa l'aggiunta della noce moscata, proverò a farli anche io!Complimenti a Vincenzo Langella per la poesia di Totò, spassosissima ...il piatto dei cornuti, che fantasia ahahah!

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    1. Grazie Marina. In effetti, lo si dice più per scherzo, però ... Un affettuoso saluto con il permesso del nostro stimato ospite. :-)

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    2. Grazie a te Vincenzo per avermi fatto conoscere questa simpatica poesia del grande Totò!

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    3. Da un commento di un post nasce ispirazione, per te Marina da provare in cucina per me, per la mia domenica

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  4. anche io adoro la pasta e quindi questo piatto lo devo provare. Ungaretti che legge l'Odissea è uno dei miei ricordi più belli della tv antica. Pensavo fosse una reincarnazione di Omero! Oltre che grande poeta dunque fu pure un grande interprete!!!

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