lunedì 19 dicembre 2016

La prima opera xenofiction della storia

Grazie a Chiara Rossi e Stefano Gerosa
Ricordo che uno dei primi libri che mi hanno consigliato di leggere è La collina dei conigli. È successo tanti anni fa. Oggi però sono felice di andare a ripresentarlo come titolare di questo singolare Record letterario: La prima opera xenofiction della storia

Ho già raccontato l’aneddoto che mi ha portato alla conoscenza del romanzo La collina dei conigli. Ne ho parlato qualche anno fa nel post Cinque libri che mi hanno obbligato a leggere e sono contento di poterlo citare oggi, visto che il capolavoro Richard Adams, pubblicato nel 1972, dopo vari rifiuti editoriali, lo posso citare, forse, come La prima opera xenofiction della storia. 

Ma cos'è lo xenofiction

Lo Xenofiction, è un neologismo e indicherebbe un sottogenere del fantasy. Viene indicato principalmente per indicare quelle opere di fantascienza o del fantastico in cui i protagonisti non sono umani (le lacune in rete sono comunque troppe per poter mettere le mani sul fuoco, ed è per questo che alla fine ci vorrebbe un punto di domanda, forse perché indietro nel tempo ci sono molte opere con queste caratteristiche e non prese in considerazione). 

Di solito le specie protagoniste (reali, come animali parlanti o totalmente di pura invenzione) sono considerevolmente diverse dall'umanità o distanti anche dalla società umana ma raccontano le loro vicissitudini come se provassero gli stessi dolori e le stesse gioie degli esseri umani.

In ogni caso, questo tipo di storie sono raccontate e narrate secondo il punto di vista dell'entità protagonista. Gli esempi sono diversi. Goodreads ne ha nel suo catalogo ben 253 titoli, e val la pena ricordare Neanche gli dei di Isaac Asimov e la trilogia de I mondi del sole morente di C. J. Cherryh

Insomma, per me, un mondo ancora tutto da scoprire dal punto di vista letterario e forse anche il mio Il gatto che sognava di essere un delfino potrebbe essere catalogato in questo ambito. 

Ma che altro dire? In attesa della mia uscita, e in attesa di ricevere conferme e certezze al riguardo di questo primato curioso, cominciate a leggere la collina dei conigli di Adams

Di primule non ce n'erano più. Dalla parte del bosco - dove questo finiva, l'aperta campagna scendeva in pendio fino ad un vecchio recinto, oltre il quale c'era un fossato rivestito di rovi - si vedevano ancora rare chiazze di giallo ormai sbiadito, fra l'euforbia e le radici delle querce. Di qua da quel recinto, la parte alta del campo era crivellata di buchi: tane di conigli. In alcuni punti l'erba era del tutto scomparsa e dovunque c'eran mucchietti di escrementi secchi, intorno ai quali non cresceva altro che dell'erba cardellina. Un centinaio di metri più sotto, in fondo alla pendice, scorreva il ruscello, non più largo d'un metro, mezzo soffocato da ranuncoli, nasturzi e ciuffi di vischio. 

Vi voglio bene. 

Grazie.

2 commenti:

  1. "La collina dei conigli" io l'ho letto di mia sponte. Lo ricordo come una lettura gradevole ma averlo affrontato da adulto ha sicuramente diminuito la forza dell'esperienza.
    Dunque, se ho capito bene, anche tutti quei racconti dove i protagonisti sono elfi, folletti e fate sono da considerarsi Xenofiction?

    P.S. Sul serio quei due gatti lassù si chiamano Chiara Rossi e Stefano Gerosa?

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