mercoledì 28 dicembre 2016

Caino di Elisabetta Cametti, l'intervista di Otium

Se volete vedere il volto di Elisabetta Cametti. Se volete sentire il tono e il timbro della sua voce, vi basta sintonizzare il vostro televisore su Mattino 5 e non vi sfuggirà il suo piglio intelligente mentre dialoga su temi della nostra cronaca con Federica Panicucci. Se invece volete leggere i suoi libri dovete andare a vedere le vette delle classifiche dei best seller

Io, da parte mia, dopo averle posto, un paio di anni fa, alcune domande riguardo al suo libro K I guardiani della storia, mi sono permesso di disturbarla e farle di nuovo un'intervista  per chiederle informazioni sul suo nuovo thriller Caino, uscito in questo giorni e pubblicato da Cairo Editore

Un piacere e un onore immenso per me e per Otium


Ciao Elisabetta e grazie. I miei lettori già ti conoscono e quindi io ti chiedo subito cosa si devono aspettare con questo tuo nuovo lavoro, Caino

Le prime pagine si svolgono in Groenlandia, dove Veronika Evans, la fotoreporter delle nobili cause che abbiamo già conosciuto nel Regista, sta setacciando i fiordi a bordo di una rompighiaccio per contrastare i bracconieri e documentare la silenziosa mattanza delle foche. Ma il passato la raggiunge anche dall’altra parte del mondo: Fisher, il capo del Detective Bureau, ha bisogno di lei a New York, perché sotto i leoni di pietra della Public Library è stato rinvenuto il cadavere di una donna. Seduta, truccata, in abito da sera: una scena del crimine che sembra un’installazione contemporanea. 

Sono i giorni della 35esima Esposizione Internazionale di Arte Moderna, in cui si festeggia il gemellaggio artistico tra New York e Venezia. Nella schiera di artisti famosi, uno si è trasformato in killer per realizzare un capolavoro senza precedenti, che vuole presentare alla Biennale. Firma gli omicidi con degli enigmi che conducono a un altro serial killer, dietro le sbarre di un carcere di massima sicurezza in attesa di essere giustiziato. Ma pronto a mettere in atto la propria vendetta. Due assassini, due modus operandi. Un solo legame: una donna scomparsa a Londra da oltre un decennio. 

Quando il quadro indiziario sembra delinearsi, tra le pieghe della strategia omicida spunta la vera minaccia: un piano criminale più esteso, che somma moventi differenti e coinvolge altri killer. Follower. Uniti dallo stesso passato e determinati a fare in modo che il 29 diventi una data da ricordare. A New York, in Virginia e a Venezia. Perché è il giorno dell’esecuzione, della vendetta. Della strage. 



Protagonista del romanzo è ancora la fotoreporter Veronica Evans, quanto è cambiata rispetto all’avventura precedente ne’ Il regista?

Il romanzo si apre con una Veronika distrutta emotivamente: è volata tra i ghiacci dell’estremo Nord per lasciarsi alle spalle la scia di sangue dell’ultima indagine. Ma presto si rende conto che l’isolamento e una missione ai confini del mondo non sono la soluzione, perché l’unica cosa in grado di trasmettere un senso alla sua esistenza è dare la caccia ai “Caino”, gli assassini ancora senza volto. 


Cosa ti ha reso più felice e cosa ti ha più fanno penare durante la stesura di quest’ultima fatica? 

La creazione di un personaggio centrale della storia e la decisione di sacrificarlo per conferire veridicità alla trama. 



Quanto è diversa Veronica Evans rispetto alla Katherine de I guardiani della storia

Sono donne molto diverse nell’aspetto, nel modo di ragionare, nell’approccio alla quotidianità. Per certi versi sono una l’opposto dell’altra: Katherine è una manager dell’editoria, determinata, orientata al risultato, conscia delle proprie capacità; Veronika soffre di un disturbo ossessivo compulsivo e usa la macchina fotografica come scudo tra lei e il mondo. Tuttavia hanno un punto in comune: si fanno portavoce di messaggi importanti. Katherine lotta per l’integrità e per la difesa di ogni forma di vita. Veronika denuncia l’indifferenza. Entrambe mettono la giustizia al primo posto: vivono in una società corrotta e si adoperano per cambiarla. 


L’altra volta non ti avevo chiesto quali sono i tuoi modelli letterari. Ne vuoi parlare?

Leggo di tutto, senza una preferenza di genere. Le mie letture sono dettate dallo stato d’animo, e inizio sempre un nuovo libro prima di finire quello in corso. Sono tanti gli scrittori che apprezzo. Alcuni li sento più vicini a me come stile, altri li ammiro per la capacità di tenere alta l’attenzione, altri ancora per la maestria con cui tessono la trama. Da ogni libro ho imparato qualcosa, nel bene e nel male. Come sosteneva Plinio il Vecchio: “Non c’è libro tanto cattivo che in qualche sua parte non possa giovare”


So che hai tanti impegni e quindi ti chiedo soltanto un’ultima domanda, un pochino off-topic: ti piace fare l’opinionista in tv e ti vedremo ancora in questo ruolo? 

Seguo la cronaca da sempre, sono affascinata dalle tecniche investigative e trovo interessante lo studio del profilo psicologico dei killer. L’esperienza televisiva dà un contributo importante a ognuno di questi aspetti e mi consente di studiare i casi da vicino. Sto collaborando con una squadra di professionisti di grande spessore e competenza, e darò il meglio di me per continuare a farne parte. 

Vi voglio bene. 

Grazie!

4 commenti:

  1. Complimenti per il nuovo lavoro all'autrice, complimenti a te Ferruccio per l'intervista che ci aiuta a conoscere più profondamente Elisabetta Cametti 😊grazie!

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  2. Veramente interessante!
    Mi sa che metterò il titolo segnalato in lista desideri :)
    Complimenti ad entrambi!

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