martedì 29 novembre 2016

Musica che mi porta a un film e poi a un libro

Oggi sembra un post come quella parte di letteratura con la madeleine di Proust e la colpa è della pubblicità. La pubblicità è terribile il più delle volte, ma a volte ti ricorda qualcosa che ricorda a sua volta qualcosa e poi ricorda ancora e alla fine ci puoi scrivere un articolo. Così parte una musica che mi porta a un film e poi a un libro

Da un paio di settimane gira una pubblicità che ha come sottofondo musicale L'Aria sulla quarta corda di Johann Sebastian Bach, quella vera eh, non quella a cappella usata come sigla iniziale di Quark

Ora il secondo movimento de Le suite per orchestra credo non abbia bisogno di presentazioni. 

Men che meno ha bisogno della mia analisi per convincerci di quando sia valida, ma mi pare sia il caso di parlarne, perché se con Proust era sufficiente il sapore di un dolce per tornare con la memoria indietro nel tempo, a me fa lo stesso effetto la musica del maestro tedesco.  

La prima cosa che mi viene in mente è la battuta: 


"Questa per te non è cultura?" 

pronunciata nel film Seven da uno dei guardiani della biblioteca all'indirizzo del detective William Somerset. Una battuta detta prima di far sprofondare nelle note musicali in scene cinematografiche per conto mio di grande impatto. 

Ma l'apoteosi c'è nel film Fuori orario (After Hours) del 1985 e diretto da Martin Scorsese. In questo caso è grazie alla battuta: 


"Non ho né soldi, né risorse, né speranze. Sono l’uomo più felice del mondo." 

che Marcy Franklin, una deliziosa ragazza, si lascia sfuggire in una conversazione a proposito del libro che sta leggendo, Tropico del Cancro di Henry Miller, con Paul Hackett, programmatore di computer presso una società informatica di New York, incontrato a caso in una bar. 

Libro che ricompare poi tra le mani dello stesso ragazzo sdraiato sul divano qualche istante prima che le pagine si perdano nella musica di Bach.  

È così che ho conosciuto il libro di Miller ed è così che ci penso tutte le volte che sento Bach. 

Be’ se non c’è di mezzo la madeleine di Proust poco ci manca. 

Questa volta vi lascio explicit

Le creature umane formano una strana fauna, una strana flora. Da lontano paiono trascurabili; da vicino possono sembrare brutte e cattive. Ma soprattutto occorre che abbiano intorno aria, spazio sufficiente – spazio, anche più che tempo. 
Il sole tramonta. Sento questo fiume che scorre dentro di me, il suo passato, la terra antica, il clima mutevole. Le colline gli fan dolce corona: il suo corso è stabilito. 

Vi voglio bene. 

Grazie.

8 commenti:

  1. Beh, credo sia più frequente di quanto ricordiamo, il fatto di associare diverse opere tra loro :)

    Moz-

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    1. Bach e Miller, nel mio caso, lo saranno per sempre :-D

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  2. A volte la mente fa questi... giochi strani... questo abbinamenti e ti porta a spasso in ricordi dimenticati.
    Grande la mente!
    Bello poter viaggiare così, ricordare tante cose un passo dopo l'altro

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  3. Io ho descritto nella mia blog novel un processo analogo. Per me erano diventati inscindibili il racconto di Bradbury "La sirena" (ancora lui!) e il brano "Dunwich Beach, Autumn 1960" di Brian Eno, e ho usato questo fatto reale della mia vita per costruire una parte della trama della BN.
    Non riesco più a leggere il racconto senza pensare al brano musicale e viceversa.

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