venerdì 18 novembre 2016

L'importanza della giusta pronuncia

Molte volte mi capita di scrivere termini e vocaboli che dubito di saper pronunciare in maniera corretta. Ora è evidente che non hanno importanza scritti ma se poi vi capita di dover parlare e farne uso, come ve la cavate? 

Anni fa la gente che incontravo in giro per l'Italia per lavoro rimaneva sorpresa per come pronunciavo la parola pizza. La mia doppia zeta era talmente forte e secca che mi guardavano sempre come se fossi una specie di alieno. Una zeta dura di origine dialettale, visto che è tipica nel mio paese nativo. 

Ma le persone con cui interagivo non lo sapevano allora e rimanevano sempre sorpresi e nascondevano a malapena dei sorrisini ironici, quando non sarcastici. 

Così ho capito l'importanza della giusta pronuncia.

Naturalmente ora ho addolcito queste zeta e la parola pizza la pronuncio come la maggior parte degli italiani. 

Un altro esempio da collegare alle due frasi iniziali scritte in è da riferire alla parola facebook

Anche in questo caso la pronunciavo troppo velocemente sbagliando gli accenti. Succedeva sempre così le prime volte che se ne parlava, almeno con me, e vedevo gli altri, quelli più esperti con il social, che sorridevano con biasimo... 

In realtà potrei andare avanti a lungo con gli esempi, a mio discapito, perché l'elenco delle parole che ho storpiato o pronunciato male non è lungo, ma lunghissimo. Ammetto che ancora adesso ne sono un po' condizionato e forse è anche per questo che ho pubblicato questo articolo subito dopo quello di ieri I dubbi su certi aspetti della scrittura. 

Un'occasione troppo ghiotta da non cogliere. Così controllare la pronuncia di certe parole che scrivo mi è diventato naturale, sopratutto nel caso debba fare qualche conferenza o qualche presentazione in pubblico. 

Meglio evitare figure in questi casi, il rischio è sempre dietro l'angolo. 

Certo ho anche imparato a scrivermi i discorsi e a controllare la dizione la pronuncia dei termini che non mi quadrano. Naturalmente ce ne sono ancora molti che spiaccico come strafalcioni, ma un po' alla volta le cose vanno meglio e nessuno osa ridermi in faccia. 

Certo non sarebbe male constatare di non essere il solo e magari potreste solidarizzare con me raccontandomi un vostro episodio. Ne sarei felice. Magari sarebbero felici anche i lettori. 

Vi voglio bene. 

Grazie. 

P. S. Non chiedetemi perché ho scelto la foto di Vasco Pratolini, non so, mi ricorda qualcosa di speciale legato al linguaggio.

8 commenti:

  1. Da "uomo del nord ovest" pronuncio le E e le O abbastanza chiuse - ma è la pronuncia normale per tutto il nord ovest; e anche a Roma e a Napoli le O e le E sono chiuse; solo che tutte le volte che incontro gli studentelli universitari che pronunciano le O come delle A e pure le E come delle A mi sento fare l'appunto che la mia pronuncia è sbagliata; a ciò rispondo invariabilmente "Siete del nord ovest come me, quindi è inutile che sbraghiate tutte le E e le O".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, ti capisco, quante volte mi è successo. Certo ho usato i casi limiti per rendere simpatico il post visto che sono aspetti di cui non bisogna vergognarsi.
      Magari devo stare pià attento quando pronuncio qualche boiata in inglese :-D

      Elimina
  2. Non un episodio, ma mille, te ne potrei raccontare, e tutti uguali. Bastano pochi minuti di conversazione con uno sconosciuto di qualsiasi parte d'Italia che quello mi domanda: Sei napoletano, vero? Non mi chiedere il perché. Devo devo ancora scoprire com'è 'sta cosa. Riguardo l'inglese, lo parlo così come è scritto, e non c'è nessuno che mi possa far pronunciare in modo diverso, nemmeno sotto tortura! Ad ogni modo, personalmente non ho mai preso in giro nessuno per una sua inflessione dialettale, anzi, secondo me è un errore sforzarsi di eliminarla. Va invece "conservata", perché è la nostra storia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In certi posti corri il rischio di essere scambiato per un barbaro...
      In realtà curo moltissimo la pronuncia e mi impegno anche per migliorare la dizione. Il mio pubblico per ora eè limitato, ma non si sa mai cosa ti offre la vita!

      Elimina
  3. Oddio, sai... non mi viene in mente niente ora come ora.
    Posso citarti gente (tipo mio nonno) che pronunciava Diabolìk o Diàbolik al posto del corretto Diabòlik :)

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io dicevo tiger jack da piccolo e non Taigher Jek

      Elimina
  4. Anch'io ne sbaglio parecchie, però non ho l'urgenza di correggermi. Mi accorgo di aver sbagliato solo quanto sento altri che pronunciano diversamente da me: in quel caso vado a vedere se ho sbagliato io oppure il mio interlocutore è nel primo caso adotto la giusta pronuncia

    RispondiElimina