sabato 26 novembre 2016

Il segno della croce: intervista a Glenn Cooper

James Rollins sul New York Times, qualche tempo fa, lo aveva definito un "nuovo talento sorprendente". 

Ma Glenn Cooper è molto più di un semplice talento: scrittore, archeologo, medico, produttore cinematografico ... inoltre ha venduto più di sei milioni di libri, tradotti in trentuno lingue. 

Proprio di recente ha anche pubblicato il suo ultimo romanzo, "Il segno della croce" (Collana Narrativa Nord), un thriller pieno di mistero e avventura ambientato in Antartide e in Abruzzo. 

Glenn ha accettato di rispondere ad alcune domande sia sul romanzo e sia sulla narrativa in generale. Per me è un onore e lo ringrazio molto. 


Benvenuto Glenn, vuoi dire ai miei lettori che cosa c'è di nuovo in questo tuo romanzo, Il Segno della Croce, rispetto agli altri tuoi lavori? 

Questo è l’inizio di una serie che coinvolge un nuovo eroe, Cal Donovan, un professore di storia della religione alla Harvard Divinity School. In questo primo libro, Donovan viene chiamato dal Vaticano per aiutare in un'indagine un giovane prete italiano abruzzese che ha sviluppato le stimmate di Cristo dopo aver visitato un antico monastero in Croazia. 


Quale messaggio stai trasmettendo con questa nuova opera letteraria? 

Sono molto interessato a vedere se ci può essere una convergenza tra fede spirituale e credenze scientifiche, in cui entrambi i campi possono trarne vantaggio. 



Quali sono i punti di forza di questo nuovo romanzo? 

Credo che questo sia il lettore a doverlo decidere, quello che ho cercato di fare è creare una storia emozionante che possa anche stimolare riflessioni sul significato della fede. 


Sei stato a Francavilla al Mare

Ho visitato la città l'anno scorso. Stavo pensando a una location per il romanzo parzialmente completato. Quando l'ho vista e ho incontrato la gente del posto ho capito che era perfetta per la mia storia. 


Qual è il momento migliore della giornata per scrivere? 

Non troppo presto, né troppo tardi. Quando mi va di solito lavoro per un giorno intero, di solito sette giorni alla settimana. 


Hemingway teneva in tasca una zampa di coniglio, García Márquez scriveva con addosso una tuta da meccanico... Hai qualche mania o rituale quando scrivi? 

Il mio rituale consiste nel lavorare nella mia biblioteca tra i miei libri. Mi piace essere tra i libri quando scrivo. Non c'è ispirazione migliore. 


Chi è lo scrittore contemporaneo che apprezzi di più? 

John Le Carrè, tra gli autori viventi, per aver dimostrato che un thriller può anche essere un capolavoro di bello stile. Umberto Eco, sebbene recentemente scomparso, per aver dimostrato che un pezzo di scrittura accademica può anche essere letto tutto di un fiato. 


Beh Glenn, non ti chiedo altro. Ti ringrazio molto per il tempo che mi hai dedicato, ti saluto lasciandoti con la mia solita domanda telepatica, ormai un must delle mie interviste. Sono sicuro che sai come rispondere. 

Beh, certo. Mi stai chiedendo dell'Italia. Sì, mi piace il paese e molte cose che lo riguardano. L'Italia è una costante fonte di ispirazione per un ragazzo come me che ama la storia e la bellezza. 



Grazie ad Adrian Rooymans per l'aiuto nella traduzione! 




Il segno della croce: interview with Glenn Cooper for Otium 


James Rollins in The New York Times, some time ago, had called him a "surprising new talent." 

But Glenn Cooper is a lot more than just talent: writer, archaeologist, doctor, film producer…, and has sold more than six million books, translated into thirty-one languages. 

Just recently he also released his latest novel, “Il segno della croce” (Collana Narrativa Nord), a thriller full of mystery and adventure set in Antarctica and Abruzzo. Glenn has agreed to answer some questions on both the novel and narrative in general. For me it is an honor and I thank him a lot. 


Welcome Glenn, do you want to tell my readers what's new in this your novel, Il Segno della Croce, in relation to your other work? 

This is the beginning of a series involving a new hero, Cal Donovan, a professor of the history of religion at the Harvard Divinity School. In this first book, Donovan is asked by the Vatican to help in an investigation of a young Italian priest from Abruzzo who developed the stigmata of Christ after visiting an old monastery in Croatia. - 


What message are you conveying with this new literary work? 

I’m very interested in seeing if there can be a convergence of spiritual faith and scientific beliefs, where both camps can be satisfied. 



What are the strengths of this new novel? 

I think that this is for the reader to decide but what I try to so is tell an exciting story that also can stimulate thoughts about the meaning of faith. 


Have you been to Francavilla al Mare

I visited last year at a time when I was deciding on the location for the partially completed book. When I saw it and met the local people there I knew that it was perfect for my story. 


What is the best time of the day for you to write? 

Not too early, not too late. When I get going I’ll usually work for a full day, usually 7 days a week. 


Hemingway kept in his pocket a rabbit's foot, García Márquez wrote while wearing a mechanic's overall… Do you have some mania or ritual when you write? 

My ritual is working in my library among my books. I like to be among books when I write. There’s no better inspiration. 


Who is the contemporary writer you appreciate most? 

John Le Carrè, among living authors, for showing that a thriller can also be a masterpiece of beautiful language. Umberto Eco, among the recently departed, for showing that an academic piece of work can also be a great page-turner. 


Well Glenn, I shall not ask more of you. Thank you very much for the time that you gave me, and I salute you leaving you with my usual telepathic question, now a must of my interviews. I am sure you will know how to answer. 

Well, of course. You are asking about Italy. Yes, I love the country and so much about it. It’s a constant source of inspiration for a guy like me who loves history and beauty.

19 commenti:

  1. Ammetto che lo sento nominare adesso per la prima volta. Dalla trama sembra un po' qualcosa stile Dan Brown.

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    1. In realtà non l'ho ancora analizzato in veste critica, ma ho avuto l'opportunità di potergli fare alcune domande e ne ho approfittato

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    2. Su questo non ti so dire... l'ho comprato e regalato a un amico. Ma ne ho letti cinque (contro i 4 di Brown) e mi sento dire che gli approcci son diversi. Anche quando ha parlato di Gaal, a differenza di Brown, ha scelto un approccio scientifico (molto scientifico!) e non uno simbolico. Non somiglia molto neanche a Rollins, eccezion fatta per l'uso di teorie scientifiche. Cooper è Cooper, può piacere o no, ma ha delle caratteristiche proprie riconosciute e riconoscibili. Ciao ciao

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  2. Non avevo dubbi sul fatto che uno scrittore come Glenn Cooper il quale è riuscito a raggiungere le vette in qualsiasi campo in cui si è cimentato, non poteva che appartenere al segno zodiacale del Capricorno.

    Complimenti per la bella intervista!

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  3. Ma sai che io amo Francavilla?
    Ci ho vissuto, ci ho passato momenti estivi bellissimi...
    E sai che ho in mente una storia che -seppur senza citare il luogo- è ambientata lì? Oo
    Bellissima questa cosa. La trama mi potrebbe anche interessare, mystery religioso, vedremo^^

    Moz-

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    1. Non ci sono mai stato, ma ora la faccenda cmabia

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  4. Io ho letto 5 suoi libri e devo dire che le idee di partenza sono quasi sempre folgorante. Non sempre regge alla distanza, però. Ferruccio, con il commento di sopra fai intendere di non aver mai letto niente di suo. È così? Ho regalato a un amico nel giorno del suo compleanno il suo ultimo libro

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  5. Tutti i suoi libri sono bellissimi.
    sinforosa

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  6. Credo di aver letto all'epoca il suo romanzo d'esordio che mi pare fosse La Biblioteca Dei Morti.
    Lettura interessante, ma personalmente non trascendentale.

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  7. Non riesco a commentare sotto alla tua risposta...
    Cooomunque, Francavilla è la Beverly Hills d'Abruzzo :)

    Moz-

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  8. Bel colpo Nick! Glenn Cooper non è uno scrittore underground ma un nome noto. E scopro con sorpresa che è stato a Francavilla a Mare, ma va? Mi viene la curiosità di leggere il relativo romanzo, anche se presumo che Francavilla sarà presente solo in alcune pagine.

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    1. Non ne ho idea, penso qualcosa di più però

      Grazie!

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    2. Ops, ho scritto "Nick" invece che "Ferru". Lapsus freudiano: mentre scrivevo il commento pensavo "Bravo Ferru che realizza pure delle interviste come Nick (Parisi)" e senza rendermene conto ho scritto Nick...

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    3. fa niente, figurati, credo di aver cominciato a farle molto prima di lui

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