domenica 27 novembre 2016

Il risotto e tartufi di Fogazzaro

Bisogna aprire un blog letterario non solo per farsi una cultura sui libri, ma anche per iniziare ad amare i risotti. 

Sino a una quindicina di anni fa non ho mai amato il risotto. Ora invece molti post dedicati alla mia cucina letteraria mi stanno quasi spingendo a fare un elogio del risotto

Ma non ci posso fare nulla visto che ora, con il risotto e tartufi di Fogazzaro, in aggiunta a Il risotto alle rose di Gabriele D'annunzio, a Il risotto patrio di Emilio Gadda, a Il risotto romagnolesco di Giovanni Pascoli e al Il risotto ai cunfanon di Gianni Brera, abbiamo realizzato un top five

Ora in tutta sincerità non so se lo scrittore Antonio Fogazzaro avesse il risotto e tartufi come suo piatto preferito. Mi piace pensare che l'amasse e ne apprezzasse il sapore. 

Così l'ho preso in prestito e l'ho a lui associato dopo aver scoperto che nel suo memorabile romanzo Piccolo mondo antico, c'è un capitolo intitolato al risotto e tartufi. 

Anzi è il capitolo iniziale del capolavoro ambientato in Valsolda e sul lago di Lugano di cui aggiungo l'incipit alla fine dell'articolo. Ecco, tornando al risotto, non ho trovato voci che suffragano che potesse davvero essere amato da Fogazzaro, ma è facile fare due più due. 

Nel frattempo tutti questi piatti presenti nei menù di questi grandi scrittori mi stanno convincendo che forse è meglio che mi abitui e che capisca che in un piatto di risotto c'è molta più cultura di quello che si pensa. 

Magari non sarà sufficiente per farci un elogio. Magari non sarò mai in grado di farlo entrare come protagonista di un mio racconto o di un mio romanzo, ma è meglio che cominci a considerarlo come si deve.

Soffiava sul lago una breva fredda, infuriata di voler cacciar le nubi grigie, pesanti sui cocuzzoli scuri delle montagne. Infatti, quando i Pasotti, scendendo da Albogasio Superiore, arrivarono a Casarico, non pioveva ancora. Le onde stramazzavano tuonando sulla riva, sconquassavan le barche incatenate, mostravano qua e là, sino all’opposta sponda austera del Doi, un lingueggiar di spume bianche. Ma giù a ponente, in fondo al lago, si vedeva un chiaro, un principio di calma, una stanchezza della breva; e dietro al cupo monte di Caprino usciva il primo fumo di pioggia. Pasotti, in soprabito nero di cerimonia, col cappello a staio in testa e la grossa mazza di bambù in mano, camminava nervoso per la riva, guardava di qua, guardava di là, si fermava a picchiar forte la mazza a terra, chiamando quell’asino di barcaiuolo che non compariva. 

Vi voglio bene. 

Grazie.

5 commenti:

  1. Non ricordavo quell'episodio di Piccolo mondo antico!
    Grandi, i risotti e il... riso^^

    Moz-

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    1. Io di Piccolo mondo antico ho solo ricordi televisi, ma molto profondi.

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  2. Adoro i risotti,puoi abbinare tanti ingredienti e creare ottimi piatti non solo salati ma anche dolci,tra tutti quelli che hai sinora menzionati però poco mi convince quello alle rose di D'Annunzio 😕 ciao buona domenica!

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