lunedì 21 novembre 2016

Il re del tartan noir

Un giorno, magari, mi faranno un monumento per tutti i Record culturali che sono andato a catalogare in questi anni. 
Oggi, tocca a Il re del tartan noir

Dopo Il fondatore del noir mediterraneo, oggi, tocca a Il re del tartan noir, una denominazione che si deve allo scrittore americano di noir James Ellroy

Ellroy coniò la definizione descrivendo Ian Rankin come "il re del tartan noir", tutto per una copertina di un libro. 

In realtà Ian Rankin, l'ideatore dei libri dedicati Inspector Rebus da parte sua, c'ha messo molto di personale. Fu lui infatti a porgere l'assist allo scrittore affibbiandosi il titolo nel momento in cui chiedendo all'autore de Il grande nulla e, L.A. Confidential di firmare un libro per lui disse: "sono un grande fan e scrivo tartan noir". 

Il tartan noir, in poche parole, si basa sulle tradizioni della letteratura scozzese miscelata con le caratteristiche dell'hard boiled. Roba del tutto nuova per me. 

Genere letterario di cui ero all'oscuro. Naturalmente non potevo dimenticare l'incipit di un romanzo di Rankin

Vista così, dall'alto, la città addormentata sembra una costruzione infantile, un modellino che ha rifiutato di adattarsi alle regole, fossero pure quelle della fantasia. La collina d'origine vulcanica potrebbe essere un grumo di plastilina nera, il castello che si erge saldamente su di essa un distorto agglomerato di mattoncini dentellati. I lampioni stradali coi loro globi arancioni sono carte di caramelle stropicciate in cima a bastoncini di lecca-lecca. 
Nelle acque del Firth of Forth, pallide lampadine di torce tascabili illuminano barche giocattolo, appoggiate su un foglio di carta crespata nera. In questo mondo, le guglie frastagliate dell'Old Town potrebbero essere fiammiferi piegati ad angolo, i giardini di Princess Street un ritaglio di moquette spugnosa, gli edifici tante scatole di cartone, con porte e finestre accuratamente disegnate da pennarelli di vari colori e con cannucce a simulare gronde e tubature. Disponendo di una lama affilata (magari di un bisturi), quelle porte potrebbero anche essere aperte. Ma sbirciarvi dentro... Se si guardasse all'interno, quell'impressione verrebbe distrutta. Un'unica occhiata cambierebbe ogni cosa. 

Vi voglio bene. 

Grazie. 

Fonti: Tartan Noir

7 commenti:

  1. Sai che avevo pensato a roba più orientale? Non ho letto nulla di Ellroy

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  2. Nemmeno io ero a conoscenza di questo sotto-sottogenere letterario!!

    Moz-

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  3. Di Ellroy non ho letto nulla. di Rankin ho letto Una morte impossibile.
    Ti dirò... tartan o non tartan mi è piaciuto! :)

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  4. Rank in, lo conosco di nome. Peraltro ha avuto una vita interessante e varia. Per un certo periodo ha fatto anche il porcari, questa cosa mi colpì oltre 12 anni fa in una intervista concessa a 4 voci su Panorama insieme a Michael Connelly, Denis Lehane e Nick Pelecanos. Dei 4 ho letto solo Connlly :-D

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